Daredevil

Daredevil: Recensione episodio 1.02- Cut Man

La Marvel ci è riuscita! Urla di giubilo in tutto il mondo perché finalmente viene resa giustizia al personaggio del “Diavolo custode” a mio parere uno dei migliori creati960-620x400 dalla casa editrice statunitense e forse quello di cui è stato sfruttato nel modo peggiore il potenziale. Probabilmente erano necessari i mezzi e l’intelligenza creativa di Netflix per arrivare ad un prodotto del genere, che rade al suolo qualsiasi terribile ricordo voi abbiate di quell’abominio di film del 2003 con Ben Afflek (“I’m Batman”).

Ma la cosa che ad uno spettatore appassionato di supereroi non può essere sfuggita è che Daredevil non è il solito adattamento fatto per essere proiettato sullo schermo, che punta più a creare orgasmi nerd che a narrare una storia. In sostanza la nuova serie di Netflix non è un giocattolone alla “Iron Man” o alla “Avengers” in cui è più facile rimanere esaltati dai gadget e dalle curve della Vedova Nera che da i colpi di scena. No, è proprio il caso di dire che Daredevil è una gran bella serie, e non è una serie che parla di supereroi.

Come dimostra questo secondo episodio è l’umanità dei protagonisti ad essere al centro di tutto. Il rapporto di Matt con il padre prima e dopo l’incidente e come questo lo ha portato ad essere l’uomo (e non la maschera) che è sono il fulcro di cinquanta minuti molto intensi e ben costruiti, che sono visibili da tutti amanti dei fumetti e non. La serie presenta un Matt Murdock prima che un “Devil” e racconta lentamente l’ascesa dell’eroe nel cuore dell’uomo che sta per diventare inconsapevolmente quel “diavolo custode” di cui parlavamo all’inizio. Molto peculiare appare infatti la scelta di non mostrare subito come Murdock è divenuto Devil ma di far si che sia lo spettatore a sentirsi parte di questo mutamento e quindi in parte responsabile, così come è avvenuto per l’ascesa al potere di Underwood. E anche se qui non c’è nessuna caduta della quarta parete come in House of Cards, è molto facile sentirsi più di semplici fruitori di una serie tv ma piuttosto compagni di avventura di un piccolo bambino cieco che sappiamo diventerà un “Vigilante”.

ustv-daredevil-season-1-production-stills-9Al centro di “Cut Man” abbiamo il concetto di coraggio. Da dove nasce? E quanto davvero conta nella vita l’essere coraggiosi e onesti? Per il padre di Matt conta di più crescere suo figlio con ogni sforzo e sacrificio possibile, anche se consiste nel perdere di proposito e truccare gli incontri di boxe. Jack Murdock non può fare a meno di vedere nel suo piccolo “cut man” ogni speranza e ragione di vita e quando è lui stesso a mostrare la delusione per aver scoperto l’inganno del padre, Jack non riesce a non deluderlo. Per amore del figlio rispetta se stesso e i suoi principi vincendo l’incontro che doveva perdere, e per amore del figlio viene ucciso. Dopo Bruce Wayne un altro bambino piange per strada un genitore che se ne va in una pozza di sangue inconsapevole di quanto questo evento cambierà la sua vita per sempre.

Ma questo secondo episodio, oltre a esplorare i rapporti tra padre e figlio introduce il personaggio di Claire, interpretato da una magnifica Rosario Dowson. Una infermiera notturna, che salva Matt per caso e che si ritrova coinvolta nella missione che Devil stava intraprendendo, salvare un bambino rapito. La chimica tra i due è evidente e i dialoghi molto fluidi e densi tanto che appare impossibile fin da subito immaginarsi Claire interpretata da qualcun’altra.

Con una fotografia che unisce i toni verdi a una vasta gamma di grigi e blu scuri, si  sviluppa un secondo episodio che è migliore del primo e che introduce ancora di più nella bellezza di questa serie. Che la vediate un episodio alla volta o abbiate deciso di mangiarla tutta in un sol boccone, guardate Daredevil perché non è la solita serie di supereroi.

Good Luck!

Note:

Ma quanto è bella la sigla???

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