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Daredevil

Daredevil: Recensione dell’episodio 1.07 – Stick

Se la prima parte di stagione di Daredevil ha rappresentato la costruzione di un crime drama che ha cercato in tutti modi di divenire appetibile anche e soprattutto a quella fetta di pubblico che di norma non cerca intrattenimento nella lettura di un fumetto o nella visione di una trasposizione di questo tipo, con il settimo episodio la narrazione si prende una pausa e riacquista quei contorni più fumettistici, confermandoci il gran valore di questa serie targata netflix e cioè quello di aver saputo bilanciare sapientemente i vari elementi creando una serie adatta a qualsiasi tipologia di spettatore.
daredevil-06Chiunque, avvicinandosi a Deredevil da digiuno del mondo dei fumetti o scettico per il genere lontano dal proprio gusto, troverà una serie che lo avvincerà sicuramente.
Stick è un episodio inserito alla perfezione che ci fa fare ancora un passo indietro nella vita di Matt da bambino. Scott Glenn, che interpreta il ruolo del mentore di Matt, è perfetto per questo ruolo, sembra l’abbiano tirato fuori dal fumetto nel vero senso della parola e ciò conferma la cura con cui il casting di questa serie è stato fatto.
Un lungo flashback ci mostra una lunga deviazione dalla trama per raccontarci come il piccolo Matty se la sia cavata dopo la morte del padre, il suo soggiorno in orfanotrofio e l’avvicinamento del mentore cieco come lui, che Matt dopo poco inizierè a percepire come una figura vicina a quella paterna.

Stick lo allena duramente alle arti marziali fin quando non lo abbandona improvvisamente, consocio anche lui che l’affetto sia diventato un ostacolo all’addestramento di Matt.
4-19-15 DaredevilLa narrazione presente viene usata da Douglas Petrie per mostrarci come i due uomini siano diventati e come, di fatto, si trovino su due lati opposti della lotta contro il crimine; per Matt la barriera da non superare è quella di non togliere la vita, cosa che invece Stick ha superato da qualche tempo, vivendo una vita solitaria che ne ha modificato la moralità. La trama di Black Sky si rivela quindi apparentemente un interludio per il momento, utile a mostrarci Stick e Matt collaborare insieme per poi fronteggiarsi nuovamente ma, sicuramente, non definitivamente.
Stick ci mostra anche l’unione di Foggy al team Karen e Ben, impegnanti a cercare di esporre le persone che hanno cercato di uccidere Karen. Da sottolineare un momento divertente, quando alla menzione del “bell’ avvocato” da parte di Helena, Karen presupponga automaticamente che si parli di Matt e non di Foggy. Storyline, questa che risulta però estremamente marginale rispetto all’incontro tra mentore e discepolo.

Stick è un episodio importante perché ci permette di capire ancora di più le profonde motivazioni che muovono le azioni di Matt; ancora una volta colpiscono, come daredevil-stone_107dicevo anche nella recensione del pilot, la cura tecnica con cui sono coreografate e girate le scene d’azione e dei combattimenti corpo a corpo che non hanno nulla da invidiare alle trasposizioni cinematografiche della Marvel. Il settimo episodio inoltre sembra lanciare una sottotrama, quella di Stick e dei Casti, il clan Ninja di cui Stick è leader. Nella scena finale, infatti, vediamo Stone di spalle chiedere “Sarà pronto, quando le porte si apriranno?” “Non ne ho idea”. Una prerogativa della Marvel quella di aprire archi narrativi lanciando indizi criptici anche molto tempo prima.

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