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Da Vinci’s Demons: Recensione dell’episodio 2.10 – The Sins Of Dedalus

“The sins of Dedalus” ci proietta a capofitto in un avventuroso ed emozionantissimo season finale. Anche questa seconda stagione di Da Vinci’s Demons giunge dunque al culmine, con un clamore ben più colossale dell’ultima puntata della prima stagione. A tenerci sulle spine, tuttavia, non sono solo le vicende del nostro maestro, ma anche e soprattutto l’incertezza su un’ipotetica terza stagione, incertezza che viene a cadere con l’ultima scena della puntata. Vediamo perché!

La puntata affronta molti più filoni tematici di quanto 55 minuti potrebbero effettivamente trattare con decenza; la Firenze protagonista della prima stagione è ormai lontana nei giorni, ripresa a sprazzi e mozzichi solo per quanto riguarda le vicende di Clarice; 36206-da-vincis-demons-the-sins-of-daedalus-episode-screencap-2x10Leonardo, ritornato da pochissimo in patria, infatti, si vede costretto a partire di nuovo alla caccia dell’uccisore del suo maestro Andrea, Carlo de Medici. Una figura enigmatica e contorta quella del figlio bastardo di Cosimo, un personaggio nato a metà stagione e che, a quanto pare, non avrà vita breve, o almeno non come ci aspetteremmo. Rappresenta quella chiave di volta per dare un po’ di pepe alle vicende di una Clarice che, con Lorenzo in trasferta nel regno di Napoli, sembra perdere completamente di spessore. Nessuno si aspettava che Carlo avrebbe ricoperto un ruolo così importante nelle vicende della vita di da Vinci, ma oramai dovremmo essere consapevoli di quanto eliocentrica sia la figura di Leonardo e che, alla fine, qualsiasi persona volente o nolente viene risucchiato dalla sua orbita; ma soprattutto, nessuno si aspettava di ritrovarselo tra le assatanate file dei figli del Labirinto, specialmente dopo il bluff di qualche episodio fa nella quale lo stesso Carlo smentiva le preoccupazioni di Clarice su una sua possibile combutta contro la sua famiglia, incarnando, in pratica, l’uomo galante e perfetto che tutti ci aspettavamo fosse.

E’ proprio questo, l’incapacità di aver riconosciuto le intenzioni di un impostore, fintosi protettore di una città e di una donna a cui teneva, tanto da arrivare al punto di derubarla e scappare nel cuore della notte, che spinge la signora di Firenze a rivedere le sue priorità e a lasciare la città, lasciando al comando la sola Vanessa, parente più prossima dell’unico erede della famiglia, Giulio, figlio di Giuliano.DDS2-210-110413-2253-900x506-36e2d396f2176f6c807aba55c505b4a4

Ma la situazione diventa più interessante quando la narrazione zoomma sulle vicende di Leonardo prima, Lorenzo poi, ed infine sulle vicende che vedono entrambi protagonisti. Leonardo si lancia alla caccia furibonda di Carlo ma indebolito dalle ferite è costretto a fermarsi; lungo la strada incontra l’Abissino, il quale gli fornisce aiuto per sanare le sue ferite, ma la rabbia per la morte della figura più vicina ad un padre che Leonardo abbia mai avuto brucia ancora più delle ferite e, quindi, riparte al galoppo verso Otranto, la città verso la quale l’enigma di sua madre l’ha indirizzato, accompagnato dal fedelissimo amico Zo.

Qui la sua strada s’incrocia con quella di Lorenzo; alleato con Roma e con il regno di Napoli, e sono costretti a difendere la città di Otranto dall’attacco delle navi ottomane. DDS2-210-111313-4147-900x506-16538547ce3a3f4952acfa7ee545643fMa le sorprese non finiscono qui: a proporre un trattato di pace che prevede la sottomissione del Papa al Bey-effendi è Lucrezia Donati che, dinanzi ad Alfonso, Leonardo e Lorenzo smaschera la tremenda verità riguardo a Francesco de la Rovere, il vero papa (e suo papà), e il suo gemello cattivo che da anni si spaccia per lui. Il mix tra realtà e fantasia ci inebria la mente al punto da stordirci, incapaci oramai di decretare a quali cose realmente accadute si siano rifatti e quanto di poeticamente inventato ci sia nella storia nelle vicende narrate; tuttavia, questo mix è una droga della quale non possiamo fare a meno, che ci prende e ci trasporta sulla stessa lunghezza d’onda del nostro maestro, facendoci sentire in sintonia con lui, parteggiando per lui, consapevoli che la genialata è sempre vicina ad arrivare. Leonardo infatti riesce a dare vita al progetto di cannoni con bombe a miccia che potrebbero fare fuori l’armata turca in poco e niente ma, nel frattempo, si prende la briga di donare a Lucrezia Donati, fatta prigioniera nelle segrete, la libertà che, per diritto, le dice che le spetta; consapevole della verità, delle motivazioni dalle quali era stata spinta, la perdona, anche se siamo ben consapevoli che tale perdono le era stato concesso tempo fa; diversa, invece, è la reazione di Lorenzo; al cospetto di Lucrezia non giustifica i mezzi con i quali ha agito per raggiungere il suo fine ma, incarnando il tipico e impassibile sovrano, è deciso ad ascoltare solo ciò che gli aggrada, ovvero la verità sul loro rapporto. Dinanzi ad una fiaccante confessione senza remore da parte di Lucrezia che ormai si è abbandonata ai suoi peccati, Lorenzo è incapace di accettare di essere stato usato mentre i suoi sentimenti erano più che profondi e in uno scatto d’ira cerca quasi di strangolarla. Nel frattempo il falso papa, sentendosi minacciato dalle confessioni della Donati, confessioni alle quali la maggior parte dei presenti hanno creduto, si rintana al Vaticano dove si accorge che il vero Francesco della Rovere è ormai fuggito.
Da-Vinci’s-Demons-2x10-2Nel frattempo, Riario, che ha tentato il suicidio, è stato salvato dalla stessa setta a cui appartiene Carlo de Medici; con l’aiuto di ore ed ore di torture, Girolamo, ormai perduto e lontano anni luce dalla fede cristiana, viene assoldato nella congrega.

Il Bey-Effendi rema con ansia contro la città di Otranto; Leonardo ha fatto disporre la sua nuova ed ultima invenzione sulla cima del castello, pronta ad essere messa in azione al suo via. Ma, poco prima che i cannoni lancino le loro bombe, il padre di Leonardo, che aveva accompagnato Lorenzo a Napoli e che con lui è rimasto sino alla fine, lo avvisa che sulla nave del Bey-Effendi è presente anche sua madre.
Dopo le milioni di parolacce ed imprecazioni che abbiamo pronunciato per più di dieci minuti per questo finale che è tutto tranne che un finale perché lungi dal chiudere il ciclo della seconda stagione apre su di essa un’enorme voragine nera, possiamo affermare che, una terza stagione, è d’obbligo!

2.10 - The Sins Of Dedalus

Risolutivo

Valutazione globale

User Rating: 3.06 ( 4 votes)

mmorìn92

Amo i libri, il cinema, la fotografia, l'arte, l'architettura e soprattutto...i telefilm! Amo, insomma, la vita. Ma una "biographical info" sarebbe davvero troppo riduttivo per descrivermi. Lascio quindi a voi l'ardua sentenza! https://www.facebook.com/MorinPhotographer?fref=ts

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