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Crossbones: Recensione dell’Episodio 1.02 – The Covenant

Parliamoci francamente: questa serie è ben diversa da quello che ci aspettavamo. Non riesco ancora a capire a pieno la ragione di ciò, anche se inizio a farmene un’idea. Farsi trascinare dalla foga piratesca poteva funzionare a pochi mesi dall’uscita dei Pirati dei Caraibi ma, dato che il caro Johnny è da un pezzo che ha messo nel cassetto gli abiti sgualciti dell’adorabile Jack Sparrow, e se bisognava riproporre la potenzialità dell’ideale dei fuorilegge marinai l’idea doveva essere originale. Ma che dico, doveva essere crossbones_102_5spettacolare. Black Sails ci ha deliziato con otto puntate di alti e bassi ma che, nel loro complesso, avevano una storia anche intrigante, sotto sotto (molto sotto, avanti, diciamo la verità) e hanno saputo rendere piacevoli le avventure del capitano Flinn, tanto da farci, nostro malgrado, desiderare di scoprire il prosieguo delle sue disavventure e menzogne. Il primo episodio di Crossbones si è rivelato lento, senza spunti interessanti che non fossero attori mediocri e uno staccamento netto del divino Malkovich (rileggete pure la recensione del pilot, per capire cosa intendo). In questa seconda puntata la serie cerca, seppure debolmente, di distaccarsi dal clamoroso copia ed incolla della prima puntata, ma lasciando comunque lacune mostruose da riempire.

Stacca da tutto la perfidia e l’astuzia di Barbanera – che scopriamo essere stato capitano Ed Teach, in un passato non troppo crossbones_102_3lontano- che manovra gli eventi e li porta a proprio vantaggio proprio mentre gli altri pensano che stia perdendo il suo potere. L’arrivo di un suo ex compagno, piuttosto vendicativo e poco incline ad accettare la sua supremazia sull’isola-paradiso, portano Barbanera a mettere sul piatto tutte le sue risorse per impiccare l’impiccione (gioco di parole, concedetemelo) e uscirne più forte che mai. Le sfumature di un personaggio complesso come quello di un pirata in pensione, perché di questo si tratta, non fanno che aumentare, sapendo delle sue visioni e paranoie. La bravura di Malkovich brilla e il suo sorriso si stampa anche sulle nostre labbra, mentre increduli lo osserviamo trionfare.

Ma non fraintendetemi: la faccenda potrà essere anche interessante e lui bravissimo, ma non si tratta di una maratona e ritengo che molti passaggi siano stati trascurati, tanto che si faticava a capire chi venisse ingannato e chi ingannasse, a sua volta. Il premio per il maestro del mistero, senza dubbio, va a Thomas Lowe, il medico in incognito che si improvvisa 007 e si arrampica su tetti (che dubito fossero conformi alle attuali norme dell’edilizia e difficilmente avrebbero crossbones_102_2sostenuto il suo peso), ascoltando conversazioni segrete e portandoci a chiederci cosa diamine insegnassero in marina in quei tempi. Fatto sta che riesce, ancora una volta per miracolo, a non restare ucciso. Non appena il finto attacco a Barbanera viene sventato (una grande scena di battaglia da parte di Malkovich e tanto di cappello), tutti puntano il dito proprio contro di lui… e vorreste dar loro ragione? Nemmeno io mi fiderei. Naturalmente la dolce donzella occorre in suo aiuto, professando ai quattro venti di aver tradito il marito con quell’impiastro giusto per salvargli il collo.

L’intero intreccio tra Lowe-Kate-marito di Kate avrebbe potuto costituire una delle storyline più interessanti: scontate come l’alba e il tramonto, non fraintendetemi, ma comunque interessanti. La donna, invece, tra una bugia e crossbones_102_4una nuotata, una rassicurazione al marito storpio e un discorso strappalacrime, si lancia tra le braccia di Lowe nemmeno fosse Brad Pitt e lei Rose Byrne, le mura di Troia che bruciano sullo sfondo. Seriamente, quanto scontato era la tresca tra Lowe e Kate? Se dovevano proprio metterla in mezzo, avrebbero potuto svilupparla molto meglio. Se non altro perché il marito mi sta incredibilmente simpatico e non vorrei che fosse mazziato e poi, in aggiunta, anche cornuto. E’ ancora su Beufort che ripongo le mie speranze: chissà che diventi un super mutante pirata e mi uccida Lowe, una volta per tutte?

Ciò che ci lascia tuttavia sospesi è il piano di Barbanera, accennato appositamente senza svelarne troppi dettagli – sennò Lowe ozierebbe tutto il giorno con Kate, non si può fare! Il capitano domanda al suo vecchio amico Sam Valentine alcune ‘hellburners’, navi-kamikaze con una potenza distruttiva inimmaginabile. Che cosa potrebbe farne, di queste navi? Qual è il suo bersaglio? Riuscirà Lowe a fermarlo, con l’aiuto del suo fedele scudiero… ehm, no, telefilm sbagliato: come lo chiamate il suo sguattero? Beh, lui: riusciranno a fermare Barbanera. Il dispositivo, tanto faticosamente (in meno di una notte, meno di mezza giornata?) ricostruito da Beaufort, ce la farà a giungere a destinazione e dunque rinforzare le alleanze di Barbanera?

So che avevo detto che la serie mi sembrava un copia ed incolla e resto della mia idea ma nutro ancora una tenue, piccola speranza che possa riprendersi e regalarmi qualcosa di più. Ma molto, molto… molto di più. Diremo che è un aereo ancora sulla pista di decollo: il volo deve ancora iniziare e, se mai lo farà, ci troverà impazienti di osservarlo e viverlo con Lowe, capelli a cespuglio, e Barbanera, il pirata pensionato.

Per vedere sempre prima gli episodi di Crossbones seguite la pagina Facebook di Angels & Demons – Italian Subtitles

1.02 - The Covenant

Fase di decollo

Valutazione Globale

User Rating: 3.15 ( 1 votes)

Kat

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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1 commento

  1. Bella recensione! E grande delusione anche per me, solo che nel mio caso il colpo di grazia era già arrivato nei primi minuti della prima puntata, in cui mi è stato gettato in faccia tutto ciò che non avrei voluto vedere in questa serie.

    Dall’hype che mi ero creato avevo sperato in qualcosa che si discostasse sia dai classici schemi di avventura piratesca stevensoniana, sia dal circo a cui ci aveva abituato Pirati dei Caraibi (devastando totalmente l’immagine piratesca da qui all’avvenire) magari per costruire un prodotto cupo, crudo, realistico, violento e di qualità. Solo che così non è stato, dallo spiegone iniziale stile telefilm degli anni 80′, alla supermegabussolamagica steampunk, allo 007 delle indie occidentali, alle piratesse nere fighe, ai pirati dipinti come zombie boy e all’inguardabile fantasma in CGI con una reazione scandalosamente brutta di Malkovich (ma avete visto?!). Fino ad arrivare ad evidenti problemi di gestione dei tempi in una trama che già sembra troppo raffazzonata, e a brutti bruttissimi set (in alcuni casi il plasticume si nota troppo).

    Mi spiace dire che la presenza di Malkovich sia soltanto uno specchietto per le allodole, per tentare di tappare i buchi di una serie che fa letteralmente acqua come un vascello dopo una bordata di dritta, e di cui, Black Sails (mi spiace dirlo) è la controparte meglio riuscita, nonostante non si parli di certo di un capolavoro.

    La serie definitiva sui Pirati, deve ancora arrivare. Questa vedremo se riuscirà ad arrivare a fine stagione. Nel frattempo attendo la seconda stagione di Black Sails che, nonostante le prostitute dalla pelle liscia e i denti bianchi, gli occhiali da sole nel diciassettesimo secolo e i pirati con gli occhi azzurri e gli addominalini da palestra, almeno rimane un po’ più rispettoso verso i telespettatori.

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