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Conviction: Recensione episodio 1.01 – Pilot

Conviction

Il genere dei legal drama sta vivendo un momento molto buio e di crisi, le serie rimaste si contano sulle dita di una mano eConviction gli autori di fatto sembrano incapaci di scrivere trame interessanti e originali. Il procedurale legale, per intendersi quello in cui ogni episodio si incentra su un caso particolare, è ormai stato riposto nel cassetto della memoria televisiva, vicino ai medical drama. La nuova declinazione del drama di tipo legale, con protagonisti avvocati o procuratori si coniuga sugli schermi in modi più originali e soprattutto più interessanti come dimostrano Daredevil e Better Call Saul. Non stupisce che quindi questo Conviction sia stato scritto da due autrici che in passato hanno lavorato a serie importanti come House o O.C. o Jessica Jones e che la ABC abbia scelto come protagonista principale la Hatwell, perché sapeva che era necessario creare un prodotto originale, di media qualità (adeguata all’emittente) e con una fetta di pubblico già garantita ossia i fan di Agent Carter. La domanda è, dopo aver visto il pilot, la serie è un legal drama che merita di essere visto per la sua originalità ? No.

ConvictionNonostante tutte le basi di cui sopra e un cast già ben rodato da altre esperienze televisive la serie non ha niente che possa consigliarne la visione e si appiattisce alla mediocrità del canale generalista di cui fa parte. La storia riprende un tema molto sentito in questo 2016 cioè l’ingiusta detenzione per crimini non commessi, viene creata infatti una squadra che ha il compito di risolvere casi in cui i condannati si sono sempre professati innocenti; del team fanno parte un paralegale, un membro della polizia scientifica, una poliziotta, un avvocato pronto a fare le scarpe alla protagonista e la suddetta che viene obbligata sotto ricatto ad assumerne il comando, interpretata dalla Hatwell. Quindi abbiamo difronte un procedurale legale, con qualche tocco di investigativo, ma la cosa che maggiormente stupisce di questo pilot è la velocità con cui la storia e i personaggi vengono presentati. Non solo tutte le sotto trame dei singoli componenti dell’unità vengono svelate già nel primo episodio ma nessuno di loro ha qualcosa che risulti diverso dai mille drama legali già passati su i nostri schermi. Basta dare rapidamente uno sguardo a come viene presentata la protagonista per capire che la storia è stata scritta non con l’intento di uscire dal salotto comodo della ABC, una  figlia di un ex-presidente, con problemi di disciplina e incapace di empatia che si ritrova a dover obbligatoriamente accettare l’incarico di dirigere l’unità giustizia. Facile è ipotizzare che troverà nel lavoro e nei singoli casi l’occasione per scendere dal piedistallo, ammorbidirsi senza perdere il piglio da avvocatessa di grido.

Una storia banale, che sfocia subito nel lieto fine e grida disperatamente stereotipi in ogni inquadratura, merita di essere vista? No.Conviction Avete tempo libero e vi mancano i drama alla Giudice Amy? Allora dategli un occhio perché le premesse e le fondamenta ci sono, ma sembra che l’intera casa sia costruita con stuzzicadenti. La regia non è malvagia e la Hatwell ha una personalità brillante e un ovvio talento che le permettono di mangiarsi lo schermo se i casi saranno meno scontati e non si giocheranno subito la carta della “tensione amorosa” tra i due protagonisti forse può anche arrivare ad un rinnovo, ma alla vista del solo pilot potrebbe tranquillamente chiudere domani.

Good Luck!

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1.01 - Pilot
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