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Continuum – 1.02 Fast Times

Che nelle sue vene scorresse il sangue di un vero agente, Rachel Nichols ce lo aveva già pienamente dimostrato ai tempi di Alias, ma in Continuum l’attrice è giunta, per così dire, al pieno della sua maturità.

Keira Cameron, il personaggio interpretato dalla Nichols, è fredda e determinata, pronta ad affrontare ogni ostacolo con lucidità, ma senza reprimere quei sentimenti di donna che la caratterizzano. Nonostante l’ammirevole coraggio, la protagonista, di tanto in tanto, sembra voler ricordare allo spettatore che dietro il suo sguardo fermo ed il volto impassibile, si cela una donna, un essere umano. Sebbene nella testa di Keira, un CMR sia direttamente collegato alla sua corteccia celebrale, facendone una vera e propria macchina di registrazione audio e visiva, la donna prova tutti i più comuni stati d’animo, passando in un lampo dalla Keira artificiale proveniente dal futuro alla Keira sensibile ed emotiva adatta ad ogni era.

Nei momenti di intimità il personaggio si svela lentamente, rivelandoci in ogni episodio un frammento in più della sua umanità. La tendenza a parlare da sola, il bisogno di adeguarsi al resto delle persone, perfino la determinazione con la quale impara a guidare, appaiono ,a mio avviso, sfumature di un carattere che solo con il tempo impareremo a conoscere nella sua complessità, ma che ora sa cattura ed incuriosire.

Dopo l’esordio promettente della scorsa settimana, in cui Keira ed un gruppo di sette prigionieri si erano visti catapultare 60 anni addietro, il secondo episodio si apre con una piccola defaiance  di Keira, che non avendo provveduto a crearsi una propria identità, è costretta a rubare quella di un altro agente: Linda Williams, ma per la polizia non è certo difficile scoprire la verità, decidendo di arrestare e schedare la donna.

Mentre l’agente Carlos si appresta a trasferire Keira alla centrale, uno scoppio improvviso blocca i due futuri colleghi in un ascensore, dove l’agente del domani, riesce a liberarsi, fuggendo via. Chi l’avrebbe mai detto che Keira si sarebbe trovata nella condizione di dover ringraziare i suoi acerrimi nemici? Eh sì..perchè a causare lo scoppio sono stati proprio loro, i sette prigionieri giunti dal futuro, intenzionati ad applicare un dispositivo in grado di rinviarli al loro tempo. Per la protagonista non è certo difficile riconoscere  il modus operandi della squadra e come previsto torna sulle tracce dei sette fuggitivi.

Con la costante presenza di Alec nella sua testa, Keira individua la figura di spicco del Dottor Fraser la cui invenzione sembra fare proprio al caso loro! I sette fuggitivi vogliono tornare indietro e Keira non permetterà a nessuno di fare ritorno a casa senza di lei. Il suo bambino l’aspetta, suo marito l’aspetta, la sua stessa vita l’attende là dove si è interrotta bruscamente pochi giorni prima.

Il fallimento dello sperimento sarà un duro colpo per tutti.

I Fuggitivi  scoprono a malincuore di aver perduto un pezzo del loro grandioso marchingegno, mentre Keira realizza una volta per tutte che il suo posto in questo momento è nel 2012! Che ci sia un disegno, un quadro più ampio, che ci sia una ragione, uno scopo sarà solo il tempo a darci una risposta, per ora solo una cosa è certa: Keira non sarà a casa questa sera e non potrà rimboccare le lenzuola al suo bambino… personalmente mi auguro che la sua rabbia si trasformi in forza e ci riservi scontri mozzafiato!

E per ora i presupposti non mancano!

A dare maggiore enfasi alla storia vi è poi la figura di Alec, intorno alla quale aleggia ancora un grande alone di mistero. Il ragazzo dall’adolescenza difficile, appare come una sorta di angelo custode, onnipresente, onnisciente, capace di risolvere qualsiasi problema, dalla mera ricerca di informazioni, alla creazione di una solida identità per Keira. Che sia un genio è chiaro! Ma saprà utilizzare il suo acume al modo giusto?

Prima di concludere mi limito ad evidenziare l’abbandono di Kellogg dalla squadra dei Fuggitivi. A quanto pare l’uomo sembra intenzionato a cambiare le sorti del mondo, garantendo un futuro migliore. Quali siano i suoi piani o quale sia il modo per realizzarli ancora non è molto chiaro, ma credo che il tutto, si concretizzerà in un pensiero in più per Keira o una bella faida interna tra i nemici! Gli elementi per un buon telefilm ci sono tutti, speriamo solo che gli autori sappiano approfittarne!

Madame Tussauds

Convertita alle serie tv in giovane età, ha trascorso l’infanzia sognando di essere una sorella Halliwell, circondata da un gruppo di amici scatenati come quelli di Friends, ma validi ed eterni come quelli di Dawson’s Creek. E’ passata all’adolescenza ammirando le feste in piscina di OC e le avventure mozzafiato di Sydney Bristow di Alias, ritagliando un po’ di tempo per i medici impareggiabili di ER, ma senza scordare gli eroici bagnini di Baywatch. Oggi nel fiore dell’età, si augura un ambiente di lavoro come quello di Ally BcBeal, con il successo e la bravura di Dottor House, un marito come Neal Caffrey ed un amante come Damon Salvatore, per una vecchiaia scoppiettante come quella di Nora Walcker.

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