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Serie Tv

Comic-Con 2011: Le 6 donne “most wanted” della TV

Una di loro sta tornando in TV, un’altra sta passando ad un altro show e tutte hanno molto da dire riguardo le scene di combattimento, Twitter e andare in incognito alla convention annuale. I fans di Sarah Michelle Gellar si sorprenderanno a sentire che potrebbero ritrovarsi seduti al suo fianco nella ballroom 20. L’ultima volta che la ex star di Buffy l’Ammazzavampiri è stata al Comic-Con, lo ha fatto in costume. Questa è una delle tante rivelazioni che sono saltate fuori il 24 giugno durante la conversazione con la Gellar (suspance thriller Ringer della CW), Jennifer Morrison (drama fantasy della ABC, Once Upon a Time), Britt Robertson (The Secret Circle della CW, serie supernaturale), Yvonne Strahovski (Chuck della NBC), Maggie Q (Nikita della CW) e Anna Torv (Fringe della FOX).

Dopo che le attrici hanno posato per quello che può essere definito solo come una fantasia da fanboy, si sono riunite al Montage Hotel per discutere sulle esigenze del business televisivo, sui vantaggi (e svantaggi) del genere TV e sulle chiavi per sopravvivere al Comic-Con in una conversazione senza limiti moderata da Lacey Rose e Borys Kit di The Hollywood Reporter.

Alcune di voi lavorano in show non ancora andati in onda ma hanno già ottenuto questo incredibile clamore. Cosa si prova?

BRITT ROBERTSON: E’ una cosa cool. Stiamo lavorando con Kevin Williamson, che ha fatto The Vampire Diaries. Ha un seguito cult, e penso che grazie a questo, e visto che siamo una specie di show fratello, le persone sono eccitate per The Secret Circle. Penso che stiamo solo sperando di non deludere la gente.

Vi mette più pressione addosso?

JENNIFER MORRISON: Il nostro show proviene dagli sceneggiatori di Lost, ed è della ABC, quindi c’è tutta questa pressione di essere all’altezza di Lost – il fan base, l’esaltazione. Ma è anche divertente perchè sai di lavorare con persone davvero brave in quello che fanno e che hanno ottenuto molto successo prima.
SARAH MICHELLE GELLAR: Io la pressione la sento sicuramente. Non proviene da fuori; è pressione perchè i fans sono stati così leali, che vuoi…renderli felici. C’è sicuramente qualcosa da dire se sei uno show tranquillo che deve crearsi da solo il proprio merito, in contrasto ad una aspettativa che esiste già.
MAGGIE Q: Penso che sia perché tu hai tantissimi fans e hai ottenuto molto successo. Quindi le persone sono davvero eccitate di rivederti in TV. Nessuna pressione.
ROBERTSON: Solo, non deluderci, ok?

E’ cambiato molto dai tempi di Buffy l’Ammazzavampiri. Hai meno tempo per trovarti un pubblico nel modo in cui ha fatto Buffy, per esempio, e sicuramente il Comic-Con non è quello che era 10 anni fa.

GELLAR: No, quando abbiamo iniziato, non credo neppure che sapessimo cosa fosse il Comic-Con. Erano solo show di un genere specifico. Ora senti parlare di un panel, e non hai nessuna idea di cosa abbia a che fare con il Comic-Con. Ma è piuttosto incredibile. Dico sempre alle attrici, se non ci sei stata – questo suonerà molto divertente – ma indossa una maschera e fatti un giretto. Sono seria. Per molte di noi, è la nostra prima settimana di riprese, e non hai tempo. Devi correre al tuo panel ed esci dal retro, e non vedi mai realmente la sala principale. E’ piuttosto sorprendente.
ROBERTSON: Quindi tu hai la maschera di un personaggio?
MORRISON: E’ normale per tutti girovagare in maschera.
GELLAR: Sì, è davvero incredibile da vedere, anche se solo per 20 minuti.

Hai indossato una maschera e ti sei buttata?
GELLAR: E’ possibile…(ride)
MORRISON: Non può raccontare i suoi segreti!
ANNA TORV: Io sono andata a dare una sbirciatina il primo anno che sono andata laggiù. Lo show non era ancora andato in onda ed erano tutti al nostro panel per ascoltare J.J. (Abrams), quindi per me è stato facile riuscire a dare un’occhiata. E poi, sai, cambia un po’ per volta. E’ una delle poche opportunità che hai realmente di sederti e parlare con le persone che guardano il tuo show e avere un’interazione con loro.

Britt e Jennifer non sono mai state al Comic-Con. Qualche altro consiglio per loro su come sopravvivvere?

ROBERTSON: Sì, dai. Cosa potete dirci a parte le maschere?
GELLAR: Penso di aver dato il mio miglior consiglio…Penso sia diverso quando ci vai per un nuovo show perchè è difficile. Non vuoi portare in alto le aspettative ad un livello che non puoi raggiungere.
MORRISON: Ed è lì che vuoi portare il tuo pubblico. Vuoi dire quello che dovresti per far sì che loro lo guardino.
Q: Quest’anno, direte, “sarà così“, “sarà cosà“. Il prossimo anno quando tornerete, sarà grandioso. La gente che verrà sarà già fan dello show. Quindi risponderete a domande specifiche riguardo lo show, che è molto più divertente del cercare di dire cose come “non farà schifo, ve lo prometto“.
MORRISON: Per la cronaca, la mia fiaba preferita da piccola era Cenerentola. Mi è stato chiesto 8mila volte. Sono sicura che mi verrà chiesto altre 8mila volte.
Q: O qualcuno chiede 8mila volte: “Puoi davvero colpire qualcuno in un bar?” “Pensi di poter uccidere davvero qualcuno?” e io, “Penso che tutti possano uccidere qualcun altro“.
GELLAR: A me la fanno ancora quella domanda.
Q: Io penso tra me, “Potrei colpire te proprio ora“.
GELLAR: Penso di essere stata io la prima a rispondere così.
Q: Oh davvero? Allora ruberò la tua frase.

Qual è il migliore o più pazzo incontro con i fans che avete mai avuto?

YVONNE STRAHOVSKI: Ero al Comic-Con di New York. Ero l’unico membro del cast con i nostri due creatori, e qualcuno è venuto a darmi un orsacchiotto, e poi ha iniziato tutta questa cosa in cui la gente voleva portarmi regali al tavolo.
GELLAR: Io porto il 38 di scarpe…
Q: Io adoro i gioielli!
MORRISON: Se mi porti i gioielli, ti rispondo su twitter.
ROBERTSON: Ho iniziato ad usare twitter solo due giorni fa. E’ spaventoso.
TORV: Io ho usato l’account degli showrunner. Non riesco a credere a come cambia il mondo.

Dovete twittare per conto dei vostri show?

ROBERTSON: E’ una cosa talmente immensa ora. Usare i social network…contribuisce davvero ai nostri numeri e ai fans e raggiunge il mondo là fuori, così la gente è davvero presa. Sto cercando di abbracciarlo, ma è davvero spaventoso.
STRAHOVSKI: Ero così anch’io all’inizio. Spaventava anche me.
Q: Facebook? Non ne so nulla. MySpace, nemmeno. Sono la peggiore.
GELLAR: Penso che per me sia importante, per tornare in questo mondo, abbracciare l’intero mondo dei social network. E’ un modo per ricevere cose riguardo le parti davvero importanti del tuo show e per includere i fans. Allo stesso tempo, sono una persona estremamente riservata. Ho una famiglia, ed è difficile trovare un equilibrio. …Dicevo alla gente, “Non leggete i forum“.
TORV: Penso che gli show di genere siano gli unici che ne traggono benefici. So che i nostri sceneggiatori, produttori e showrunners si siedono e leggono Twitter e controllano tutti i forum e diventa questa danza intellettuale con i fans.
GELLAR: Ma è anche come, “Quello che parla più forte viene sentito“.
TORV: Ricevi sempre dei feedback, ma è così istantaneo ora. Penso che il filtro che usano sia sempre lo stesso filtro che avrebbero usato prima. E’ come quando tutti hanno avuto un problema così grande quando sono apparsi per la prima volta i reality. Era come, “Oddio, la reality tv“. Ma la guardi comunque ed eccoci qua. Significa che i drama sceneggiati devono essere migliori.
Q: Devono essere basati sulla realtà più di quanto non lo siano mai stati…
TORV: Beh no, penso che significhi che potrebbero essere migliorati. Penso che significhi che visto che c’è tutta quella roba da reality, non vuoi vedere show dove le persone si fissano l’un l’altra e dicono, “Sì, poi mi ha lasciata“. Vuoi vedere cose che sono emotivamente edificanti, elevate, fantastiche o sci-fi.

Se poteste fare uno show di supereroi, quale fareste?

GELLAR: Non sentitevi obbligate a rispondere Buffy, ragazze.

Hanno cercato di fare un pilot di Wonder Woman e ha fallito.

GELLAR: Non dire fallito. Non è giusto per tutte le persone che ci hanno lavorato duramente.

Non è stato scelto. Ma c’è un modo per far funzionare Wonder Woman nel 21esimo secolo?

TORV: Oddio, è quello a cui giocavo io quando ero piccola. Correvo fino alla fine della strada.

E’ sicuramente un’ispirazione. Perché non si riesce a fare un film o uno show tv che sembra funzionare per il pubblico moderno?

GELLAR: Il genere femminile è difficile. Questa è la cosa: c’è molta pressione e il box office è ancora dominato dai film con supereroi maschili, e molte volte si pensa che Wonder Woman sia forte, ma Superman la sconfiggerebbe comunque.
STRAHOVSKI: Forse la mania del supereroe sta scomparendo. Sembra che si stia muovendo tutta questa cosa dei vampiri, e delle fiabe che sta sopraggiungendo…non so se era il momento adatto per Wonder Woman.
MORRISON: Io penso anche che c’è così tanta attenzione su quel progetto. Ci sono comunque molti altri pilot che non sono stati scelti, e ancora però, Wonder Woman ha fallito.
GELLAR: E non significa che lo show non è un buon prodotto.
Q: La Wonder Woman degli anni ’70 era una cosa kitsch. Era un temppo specifico per quello, ed è difficile modernizzare qualcosa così. Hanno cercato di modernizzare il vestito, ed è piuttosto difficile. …Non puoi avere una donna che corre indossando la sua biancheria intima ora. Non puoi farlo. Negli anni ’70 era ok.
MORRISON: Si ha bisogno di qualcuno con il tipo di visione che ha Jon Favreau. Guarda cos’ha fatto con Iron Man. Ha preso un forte punto di vista e ha dato il senso d’humor di se stesso ad un supereroe, e ha funzionato davvero proporlo proprio ora al pubblico. Vero, era un supereroe uomo, ma hai bisogno di qualcuno che abbia quel tipo di visione per essere in grado di rielaborare una storia come quella – e poi devi avere il giusto attore, il giusto production designer, tutto al suo posto.
GELLAR: Joss [Whedon] ha provato a fare Wonder Woman. Se c’è qualcuno che scrive e conosce le supereroine e sa davvero come renderle accessibili a tutti, quello è Joss, e si è impegnato anche con Wonder Woman. Quindi sembra proprio che questa sia difficile da affrontare.

Forse il tempo se l’è lasciata alle spalle?

MORRISON: No, troverà il suo momento. Penso che tutte quelle cose abbiano il loro momento. E’ solo che ora non è il suo.
Q: Sai, se finisce con Lynda Carter, che sia. Lei l’ha fatto bene.

Per molte di voi, questi sono show nuovi o recentemente rinnovati. Portateci indietro al momento prima di ricevere l’ok ufficiale. Come vi sentivate?

GELLAR: Oh, è crudele. Crudele. E’ il processo peggiore. Stai letteralmente attaccata ad un telefono e non ti dicono nulla davvero fino alla notte prima, a meno che tu non sia a New York. Stai letteralmente aspettando e non vuoi fare la valigia. Penso che quello che fanno segretamente sia avere tutti i voli riservati sotto nome di tutti gli attori che potrebbero scegliere. Ricordo di aver dato tutte le nostre informazioni prima del tempo.
ROBERTSON: E’ così divertente che lo facciano così tardi nel processo.
Q: La CW, specialmente!
TORV: Anche il casting. Vieni preso due, tre giorni prima che inizi a girare. E costruire un personaggio a quel punto in cui non realizzi che potresti interpretarlo per quattro anni, è come, santo cielo!
GELLAR: Ho firmato per Buffy il giorno prima del meeting della prima produzione.

A questo punto, quanto siete coinvolte nel creare le trame dei vostri personaggi?

GELLAR: Sono una dei produttori esecutivi nel nostro show, e lo sono da quando lo abbiamo creato. Quindi probabilmente ho un po’ più di profondità, ma allo stesso tempo non mi considero tra gli sceneggiatori.
MORRISON: Con Once Upon a Time, è stato molto carino. Eddy Kitsis e Adam Horowitz sono gli showrunner, e sono molto inclusivi e davvero collaborativi, quindi ci sono state molte domande per noi su cosa ne pensassimo e come ci sentissimo. …Quando ti siedi e parli con loro dello show, sembra che loro l’abbiano già visto per sei anni. Ci sono così tanti dettagli di come questi mondi si intrecciano e di come questi personaggi da fiaba esistono…ma per quanto riguarda tutti i piccoli dettagli di chi sono realmente, del loro passato e di come reagiscono alle cose, sono molto inclusivi. E’ molto diverso per me perchè in House, era molto tipo, “Ecco quello che devi fare“, ed ascolti e basta ed esegui. In Once Upon a Time, è stato come: “Oh, vuoi sapere cosa voglio indossare? Ecco qualche foto a cui stavo pensando…
GELLAR: Questo significa che non devi mai indossare gli abiti da fiaba?
MORRISON: Beh, credo che un giorno finirò per essere in un fiaba. …Sono una fiabesca puro sangue, ma ho solo vissuto la mia intera vita nella realtà. Sono figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro. Lo avrò lo sai.
Q: Hanno fatto sesso?
MORRISON: Si sono sposati!
GELLAR: Sarebbe stato meglio se fossero stati il Principe Azzurro e Aurora della Bella Addormentata.
Q: O Ariel della Sirenetta.

Qual è la parte più personale che è infusa nel vostro personaggio?

STRAHOVSKI: L’aspetto fisico. …Sono sempre stata un po’ un maschiaccio, quindi penso che tutta l’azione e le acrobazie siano sempre stati una parte di me. Amo fare quelle cose, ed ora il mio personaggio si è evoluto dal suo essere molto a suo agio nel mondo dello spionaggio ma non molto come normale persona con famiglia e un ragazzo e cose così. Si è evoluta in un essere umano più naturale e più accomodante nelle situazioni sociali. E’ bello poterlo portare nel personaggio…essere più normale nello show pur rimanendo una spia.
ROBERTSON: L’aspetto interessante con il genere specifico televisivo è che gli sceneggiatori sono davvero le persone sulle quali devi contare. …è strano perché io non ho idea di quello che dico in genere, quindi ti costringe a parlare di più con gli sceneggiatori ed il processo creativo.
GELLAR: Ti insegnerò il trucco per questo.
ROBERTSON: Davvero? Grazie.
GELLAR: La verità è che in qualsiasi di questi mondi, chiunque lo dica per primo crea il nome. Non importa quello che dice il copione, lo dici per primo e tutti gli altri devono dirlo. …Anche se non è nel tuo dialogo, lavora sul nome di qualunque sia lo stregone per quella settimana.
ROBERTSON: Mi piace. Mi piace.

Qual è la sfida maggiore o la frustrazione più grande di lavorare nel business televisivo per voi?

MORRISON: Le ore in un drama sono soltanto spaventose.
Q: Ho lavorato per un produttore nel mio show con cui Sarah ha lavorato in Buffy. E’ stato per 6 mesi e volevo uccidermi…
GELLAR: Ah, Buffy l’AmmazzaWeekend. …La cosa per cui sono grata è che non devo più fare le acrobazie. Nel pilot di Ringer, ero io quella che è stata colpita. La mia intera acrobazia è stata quella di essere colpita. I produttori e i registi erano così nervosi; volevano usare la mia sosia e le imbottiture.
Q: La fisicità è così difficile. E’ la cosa più difficile che puoi fare. Poi ti arriva anche un copione di 60 pagine ogni nove giorni, e tu sei la protagonista e devi fare l’azione. E’ quasi impossibile. Ho quasi avuto un tracollo nella prima stagione.
TORV: Puoi davvero venire colpita in testa ed entrare in coma, vero?
Q: Vero? O potrei farlo da sola.
STRAHOVSKI: Pensavo fosse illegale quando sono arrivata qui dall’Australia. …Le ore lunghe lo rendono interessante. Devi fare una scena di combattimento alle 5 di mattina.
GELLAR: E si congela. I tuoi muscoli tirano tutti.
STRAHOVSKI: E stai indossando una cosetta corta e striminzita con i tacchi alti.
Q: Io dico, “No“. E’ la mia parola preferita. Vuoi renderlo reale? Vuoi che vada a spaccare il fondoschiena di qualcun altro? Posso farlo in un modo realistico, ma non con una gonna.
GELLAR: Hai anche degli incidenti. Succede così: Sei stanca e sai che stai colpendo qualcuno, e succede che lo tocchi davvero perché sei esausta o non hai preso le giuste precauzioni di sicurezza.

Alcune di voi hanno interpretato personaggi molto iconici prima di questo. Quanto è importante separare voi stesse dai vostri personaggi mentre vi tuffate in questi nuovi progetti?

MORRISON: Come attrice, è bello cercare qualcosa di diverso. E’ stato meraviglioso interpretare Cameron in House per tutti questi anni – sceneggiatura fantastica e cast incredibile. Non ho lamentele, ma è stato anche eccitante essere libera ed interpretare nuovi personaggi e provare qualcosa di nuovo. E parte del fascino di Once Upon a Time per me è stato che era totalmente incentrato sui personaggi. Non era un procedural e, sai, avevo pronunciato termini medici per molto tempo…
GELLAR: Cos’è più difficile: termini medici o fantasy?
MORRISON: Quelli medici. Se non dovessi mai più pronunciare termini medici sarei contenta. …ho avuto una ciste che bruciava anni fa. …sono all’ospedale e dico “la questione è questa: sono abbastanza sicura di avere una ciste che brucia“. Avevo alcuni di questi dottori che mi fissavano. …Hanno fatto tutti i test e hanno detto “beh, avevi ragione”.

Sarah, ci sono state esitazioni riguardo il tornare in TV?

GELLAR: E’ stato qualcosa che volevo assolutamente fare. Tanto di cappello a tutte quelle mamme che fanno film e viaggiano – è davvero, davvero difficile. La tv è veramente, come moglie e madre, la cosa più grande perchè puoi andare a casa alla sera…ma sto ancora cercando di capire come funziona perché non c’è nessun libretto di istruzioni, e il fatto che le mie ore erano così brutte mi spaventava. I produttori continuavano a dire: “No, ci prenderemo cura di te. Questo è uno show diverso, e abbiamo altre trame“.

Voi siete tutti volti di questo show di genere, che storicamente ha fatto parte di un mondo molto maschile – fatto da e per gli uomini. Che impatto ha su di voi?

Q: Il mio obiettivo quando faccio il mio show è di renderlo uno show per donne. Non lo faccio per gli uomini. Non penso che puoi avere successo in televisione senza attrarre le donne. Non credo sia possibile. Penso che agli uomini piacciano le donne. Non importa quello che realmente fanno – loro amano qualsiasi cosa. Ma alle donne non necessariamente piacciono tutte le donne, quindi penso che sia una sfida quella di attrarre il pubblico femminile non solo per relazionarsi a te ma anche per farti piacere.

Come ci riesci?

Q: Credo che le emozioni siano il grande equalizzatore, quindi cerco di rendere uno show il più possibile basato sulle emozioni. Ogni volta che ricevo un copione, mi siedo sempre con gli sceneggiatori e discuto su ciò che è il cuore del pezzo: chi sto colpendo emotivamente con questo? E non saranno gli uomini perché loro lo guarderanno per l’azione e per le gambe o qualunque cosa sia – non ho le tette, ma se le avessi avute… Quando non so quale sia il cuore del pezzo, non riesco a fare una performance.

Il Comic-Con, in particolare, sembra aver giocato un ruolo importante per certi show che hanno combattuto nei ratings. Anna e Yvonne, cos’ha significato l’evento per le vostre serie?

TORV: Abbiamo dei fans così leali e che si fanno sentire, ed è per questo che ci siamo ancora. Il Comic-Con è un forum così fantastico per questo perchè puoi incontrarli e parlare con loro.
STRAHOVSKI: Puoi anche essere fuori dallo studio. Intendo dire, rimani bloccata così spesso nello studio o nella location in cui si gira lo show, e non riesci ad incontrare ed interagire con la gente che ti guarda da casa. La mia parte preferita del Comic-Con è sempre quando li guardi vedere lo schermo. E’ figo perché non riesci mai a farlo, e le loro reazioni sono così grandiose.
GELLAR: Quando stai girando, ti dimentichi perfino che il tuo show è in onda. Ti dimentichi che è finito finchè qualcuno non lo vede.
STRAHOVSKI: Non mi ricordo le scene. Sono tipo, “Davvero, abbiamo girato questo?
GELLAR: Lo so. Penso sempre di essere la più grande delusione per i fan di Buffy perchè loro mi chiedono ad esempio, “Ti ricordi questo episodio?” ed io “Aspetta, cosa è successo?“. Devo imbrogliare. Devo “usare la mia recitazione“.

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