Colony

Colony: Recensione dell’episodio 1.05 – Geronimo

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Colony esita un poco questa volta, ma probabilmente è solo un attimo di assestamento prima del grande botto; perché quel finale di episodio promette grandi cose e ci vuole far credere che presto i nodi verranno al pettine. Sarà vero?

Ancora non l’ho capito esattamente a cosa miri questo telefilm. A tratti procede a marce serrate lasciando che un evento porti all’altro in maniera irrevocabilmente catastrofica, in apparenza poco interessato a rompere l’equilibrio; ma poi si ferma, tornando indietro circospetto, lasciando intendere che ci vuole ben più coraggio per far saltare tutto.

Phyllis è stata uccisa brutalmente lo scorso episodio, ma le conseguenze sono meno impressionanti di quanto ci si sarebbe aspettati. Qualcuno è entrato nella Green Zone, dove apparentemente si trovano i cittadini benestanti che collaborano di buon grado con la forza occupante, e con il buon lavoro si Will gli artisti rivoluzionari, che si firmano Geronimo, vengono catturati. Ci sta ed è ragionevole che siano delle persone estranee ai fatti di sangue e che si siano solo occupati della propaganda. Infatti Colony è bravo nel costColonyruire una realtà complicata e stratificata che si distacca dalle semplificazioni di certe serie. Eppure le indagini sembrano fermarsi lì, senza scavare più in profondità, senza ritornare alla chiara conclusione che l’omicidio sia stato operato da qualcuno di ben preparato, che dall’esterno o dall’interno della GZ, a quella casa in qualche modo deve esserci arrivato. Forse ci ritorneremo nei prossimi episodi? Comunque sia la morte di Phyllis (che a me piaceva) sorprende un po’, addolora un filo, ma non suscita nessuna effettiva violenta reazione (a parte la sceneggiata del processo). E capita che Will, fresco di assunzione, venga nominato capo della squadra, occupando agevolmente il posto di qualcuno che era stato dichiarato di un livello davvero alto all’interno della scala gerarchica. Troppo facile?

L’altra sorpresa è che, senza non troppi giri di parole, a Will viene insinuato il sospetto che sia proprio lui, tramite la moglie, a fornire informazioni ai terroristi. Mi sono sorpresa che fossimo arrivati a questo punto così in fretta e il vederlo frugare tra le cose di Katie mi ha fatto quasi credere che la bomba sarebbe scoppiata molto prima del previsto, ribaltando l’equilibrio della storia. Ma in verità non succede proprio nulla. Le sue domande a Katie sono davvero poco convinte e anche la sua ricerca infruttuosa allo Yonk lascia il tempo che trova. Che si sia messo la coscColonyienza a posto così in fretta? Ci sta anche che Will sia reticente davanti a questa possibilità, ma la sua reazione appare un po’ superficiale considerato che l’aver anche solo sospettato che sua moglie gli abbia mentito spudoratamente, non sembri turbarlo minimamente. Ma in fondo neanche lei non ci rimane troppo male nell’apprendere di aver causato la morte di Phyllis. Che gli strani meccanismi della nuova vita stiano già diventando famigliari a entrambi?
Un’altra cosa che vorrei approfondita sono le motivazioni di Katie. E’ lei che ha fatto il primo passo per unirsi alla resistenza, è vero, ma ogni tanto la troviamo reticente, ogni tanto la vediamo costretta pur di proteggere Will, ma altre volte è lì che pulisce mitragliatori come se nulla fosse. Possibile che sia così spensierata nel lanciarsi in spedizioni di vero e proprio terrorismo? Non un pensiero ai figli? Non una domanda su quali siano i piani?

Così la parte di Colony che in questo momento più mi intriga è quella che rimane nel non detto e nell’immaginato. Tutti sono stati vittime delle sfighe più grandi a causa dell’arrivo degli alieni, ma ancora noColonyn sappiamo assolutamente nulla di quello che è successo effettivamente. Gente morta in ogni dove, palazzi più o meno devastati, muraglioni che dividono il mondo in aree separate. Ma come siano arrivati gli alieni, come abbiano attaccato la terra e cosa ne sia stato di quel primo periodo di caos, non ci è dato sapere. E ci sto, mi piace scoprirlo a poco a poco. Anche perché questo rende tutto possibile. Con Snyder che fa riferimento al suo block e fa rapporto ad un superiore che supervisiona le singole parti, sembra di capire che la città sia stata divisa in pezzi per renderla più governabile. Ma in questa considerazione si pone un altro problema: perché quando Bram e la sua amichetta attraversano il muro (ben fatto con quella città deserta!), dall’altra parte non c’è nessuno? E perché quel cavolo di tipico adolescente da telefilm (si potesse bandirli dalla TV in blocco!) non sembra trovare preoccupante la cosa? O non sembra minimamente collegare questo fatto a suo fratello? Neanche un dubbio? Neanche una minima voglia di parlarne ai tuoi? Quella che ha visitato è solo una piccola parte abbandonata o là fuori non c’è assolutamente più nessuno?

Interrogativi che continuano a stuzzicare la mia immaginazione nell’attesa che qualcosa accada davvero e che Colony riveli definitivamente la sua vera faccia. Non ci resta che aspettare il prossimo episodio per capire se si farà sul serio oppure no.

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1.05 – Geronimo
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