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Colony

Colony: Recensione degli episodi 1.06 – Yoknapatawpha e 1.07 – Broussard

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Per ogni forza che un corpo A esercita su di un altro corpo B, ne esiste istantaneamente un’altra uguale in modulo e direzione, ma verso opposto causata dal corpo B che agisce sul corpo A. Così recita la terza legge della dinamica formulata da Newton e più sinteticamente nota come principio di azione e reazione. Sebbene sia uno dei fondamenti della fisica classica, la sua formulazione più sintetica (ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria) è tanto nota che anche chi confondesse la fisica con l’educazione fisica ne avrà sentito parlare e si sarà trovato a usarla per interpretare anche fenomeni che con la scienza non hanno nulla a che fare. Come la coppia formata dal sesto e settimo episodio di Colony, serie che, fresca di un meritato rinnovo, continua a dimostrare di saper reinterpretare in maniera non scolastica il genere scifi nel cui ampio alveo si trova a navigare.

ColonyPerché Colony ha il pregio di assumere come punto di partenza un evento le cui conseguenze presenti ci troviamo a subire, ma la cui causa rimane così nascosta da rendere lecito il fondato dubbio che non sia davvero mai accaduta. O per lo meno non nel modo in cui è stata presentata e vissuta dai rassegnati superstiti. Sono stati davvero gli alieni ad attaccare il mondo inerme sterminando la popolazione indifesa e concentrando i sopravvissuti in vaste colonie la cui gestione è affidata ad una privilegiata cerchia di esseri umani di loro elezione? Se davvero così fosse, chi e perché avrebbe scelto il rettore di una prestigiosa università come amministratore di una delle più grandi città superstiti? Dobbiamo quindi credere che una civiltà extraterrestre abbia fatto un processo di selezione in tutto e per tutto simile a quello che attuerebbe una azienda moderna? E, ancora, se sono gli invisibili alieni a comandare, perché Snyder teme che il tentativo di rapirlo sia un colpo di stato e non un atto della resistenza? E con chi parlano le autorità che risiedono nella zona verde e usano telefoni satellitari scambiandosi pareri sulle azioni di Snyder lasciando intendere che ci sia un livello più alto e più segreto che gestisce un potere da cui lo stesso governatore deve guardarsi? Domande che si accumulano senza avere risposte, ma che contribuiscono efficacemente a tessere una sottotrama intrigante dove è possibile persino pensare che la Resistenza che si nascondeva dietro il paravento offerto dai proclami dell’inesistente Geronimo sia solo una delle fazioni in gioco con un obiettivo molto meno altruistico di quanto voglia credere. E se il cinico Quayle non fosse il generale inflessibile disposto a tutto pur di liberare gli oppressi dalla dittatura, ma piuttosto solo un astuto manovratore che aspira al potere ora detenuto dall’inviso governatore? Ipotesi tanto ardita ed estrema quanto non priva di qualche fondamento.

ColonyIn questa babele di ipotesi taciute, Will e Katie continuano a muoversi insieme pur restando inconsapevolmente dalle parti opposte della barricata. Perché all’azione di Will che impegna tutto sé stesso per difendere quello stesso personaggio che sua moglie vuole eliminare, corrisponde la reazione di Katie che con uguale intensità agisce per far fallire la missione di suo marito. Pur con qualche forzatura ai limiti del credibile (come fa Snyder a smaterializzarsi dall’ufficio e ricomparire dietro il bancone mentre intorno infuria la sparatoria?), l’assedio allo Yonk rappresenta il punto più alto raggiunto dalla serie riuscendo a mantenere alta la tensione pur concentrando l’azione in un ambiente chiuso e limitandola a pochi personaggi. Ed è proprio questo gioco degli uguali ed opposti che lascia incerto l’esito finale della caccia fino all’ultimo secondo chiudendo l’episodio con un nulla di fatto finale che altera sensibilmente il delicato equilibrio che si era faticosamente raggiunto.

ColonyPerché ora la Resistenza deve resettare tutte le sue basi operative e la solida diarchia Quayle – Broussard rischia di collassare. Ancora azione e reazione. All’ordine di Quayle di eliminare Katie ritenuta ormai una doppiogiochista (azione) corrisponde l’aperta disobbedienza di Broussard che preferisce fidarsi ancora della sua amica (reazione). Scelta necessaria perché troppo importante è Katie nelle dinamiche della serie per farne a meno così facilmente. Ma scelta comunque spiazzante perché Broussard non aveva finora mai esitato arrivando ad eliminare gli organizzatori dell’attentato con il camion bomba solo per non rischiare di compromettere la segretezza dell’operazione. Possibile anche che l’inflessibile ex militare ritenga di poter trovare in Katie un valido aiuto per sfuggire alla caccia all’uomo che Will ha efficacemente avviato (anche grazie all’accesso allo sterminato database governativo). Ma altrettanto possibile che si tratti di un primo passo verso un ribaltamento delle posizioni con la Resistenza dipinta con colori più oscuri di quanto fatto finora.

Tra alieni che non si vedono e non vengono neanche descritti (ed è significativo che a precisa domanda Snyder risponda con una frase di impatto evitando però ogni descrizione) e complotti accennati che segretamente si sviluppano emergendo appena in poche ma importanti scene, Colony continua il suo percorso concentrandosi sull’insolita coppia Katie e Will uniti da uno scopo comune (il bene della loro famiglia) perseguito con metodi radicalmente opposti senza che si possa capire in maniera netta quale strada sia la migliore (ci si può fidare di Snyder solo perché mostra la foto del figlio scomparso trincerandosi dietro insormontabile burocrazie ?). Arriveranno le risposte? Ci piaceranno?

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1.06 – Yoknapatawpha e 1.07 – Broussard
  • 1.06 - Ma ci sono o no questi alieni ?
  • 1.07 - Tra marito e moglie ...
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