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Taormina Film Fest: Claudio Santamaria svela i retroscena de ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’

Claudio Santamaria, ospite al Taormina Film Fest, ci racconta la sua esperienza e risponde alle insistenti domande su un possibile sequel della pellicola.

“Lo chiamavano Jeeg Robot”, il film diretto e prodotto da Gabriele Mainetti e scritto da Nicola Guaglianone e Menotti,  ha messo d’accordo pubblico e critica aggiudicandosi sette riconoscimenti  alla scorsa edizione dei David di Donatello: miglior esordio, migliori attori protagonisti, Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli,  migliore attrice non protagonista, il “villain” Luca Marinelli e  migliore attrice non protagonista, Antonia Truppo.

Claudio Santamaria, personaggio principale del film che ha interpretato il ruolo di Jeeg Robot, eroe submetropolitano della periferia romana, nella giornata di Giovedì 16 Giugno, ha tenuto una master-class in veste di ospite del Taormina Film Fest 2016, rispondendo alle domande di cinefili e giornalisti che numerosi hanno preso parte alla Tao Class pomeridiana.

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“Ricevetti questa sceneggiatura scritta da Gabriele Mainetti, amico e collega di una vita – ha raccontato l’attore – La lessi in un torrido pomeriggio d’Estate mentre mi trovavo a Ponza. Rimasi subito colpito dalla trama e leggendola immaginavo già le scene, i colori, le ambientazioni. Gabriele ha dovuto affrontare diversi ostacoli prima di trovare l’appoggio di Rai Cinema che ha sostenuto questo progetto. Infatti, diversi produttori non avevano ben accolto la proposta di Gabriele in quanto ritenevano che il cinema italiano non fosse pronto per una storia come questa”.

“La costruzione del personaggio non è stata semplice. Enzo Ceccotti (Jeeg Robot ndr) è un individuo che si ammazza di porno e yogurt: anaffettivo e burbero. Un giorno, parlando con Gabriele, ci siamo chiesti quale animale potesse meglio rappresentare il fare di Enzo…Non abbiamo esitato un attimo e abbiamo subito pensato agli orsi.  Mi recavo spesso allo zoo per studiare le movenze degli orsi. Stavo ore ed ore ad osservarli e alla fine credo proprio che questo metodo mi abbia aiutato molto nell’interpretazione di Enzo”.

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Ho dovuto fare i conti con me stesso durante la preparazione del personaggio – ha continuato Santamaria – Per esigenze di copione, sono dovuto ingrassare fino 100 kg  e  devo ammettere che questa è stata una prova che mi ha destabilizzato anche a livello caratteriale…Il mio corpo stava cambiando e con esso avvertivo una strana sensazione, come se fossi un altro Claudio.”

“Il successo di questo film ha dato una grande iniezione di fiducia a tutti coloro che come Gabriele, giorno dopo giorno, devono fare i conti con le esigenze del mercato cinematografico italiano. Jeeg Robot rappresenta un cambiamento epocale per il cinema del nostro paese che ormai da troppo è rimasto ancorato alla “commedia delle quattro mura”.

Alla domanda se ci sarà un sequel ha risposto evasivo, come già accaduto in occasione dei NapoliComicCon, quando gli era stata rivolta la stessa domanda.

Ci stiamo pensando. Ci sarà un sequel solo nel momento in cui capiremo di avere tra le mani un’idea capace di non far rimpiangere i risultati raggiunti dal primo film. Di certo, non siamo interessati a realizzare un altro film solo per dare un seguito a storia. Al momento ci limitiamo a proporre nuove idee e a valutarle. Il nostro obiettivo e quello di sviluppare un progetto che sia congruente rispetto al primo film, nel rispetto del pubblico che lo ha amato e che ci ha sostenuto“.

Il carismatico Claudio Santamaria  si è dimostrato disponibile e interessato alle domande della stampa e degli studenti  della Tao Class che come la maggior parte dei cinefili italiani sono rimasti estasiati dalle vicende del ladruncolo di Tor Bella Monaca.

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