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Broadchurch: Recensione dell’episodio 1.08 – Episode 8

Un intenso e ottimo finale per una serie eccellente

Una piccola cittadina turistica inglese, un investigatore misterioso e burbero arrivato da fuori, il delitto di un bambino che sconvolge la comunità. Sono ingredienti quasi banali che potrebbero portare ad un banale detective drama. Ma qui siamo nella terra della Regina, baby. E niente è dato per scontato. Grazie alla penna di un navigato writer (Doctor Who, Torchwood) abbiamo potuto godere di una piccola serie appena conclusasi, lasciandoci un totale senso di compimento e soddisfazione. Spoiler alert: trattandosi di un detective drama, gli spoiler di questa recensione potrebbero rovinarvi la sorpresa ancora più del solito. Siete dunque avvertiti…

broadchurch-108-02Nell’ultimo episodio, molto atteso in Inghilterra (e non solo), abbiamo scoperto l’identità dell’assassino. Onestamente, non mi aspettavo che potesse essere Joe Miller, il marito di Ellie. Ho a lungo pensato che si potesse trattare di un qualcosa legato a loro figlio Tom, come gli ultimi episodi ci facevano in qualche modo intuire. Ma fino all’ultimo momento siamo stati tenuti in sospeso, con una maestria registica pari solo allo smalto impeccabile degli attori. Quando finalmente stiamo per scoprire di chi si tratta, l’episodio prende come un lungo respiro prima di buttarsi in acqua, facendoci vedere i principali sospettati. E poi via, fino ad arrivare a Joe. E già qui vale la pena parlare della scelta di far sì che sia stato lo stesso assassino a consegnarsi alla polizia. È infatti riaccendendo il cellulare della vittima, che era tenuto sotto controllo, che attira da sé Hardy. Evitiamo dunque scene d’azione, concitati inseguimenti, sparatorie, resistenze, ovvero tutto quell’armamentario utilizzato da quasi tutte le serie americane dove c’è un poliziotto (fino all’esagerazione bulimica di The Following che in pratica non vive di altro). Questa scelta è perfettamente in linea con il resto della stagione, con una narrazione fatta di tensione, dubbi, ma soprattutto confronti intellettuali, di dialoghi intensi.

broadchurch-108-03Ma ciò che più ho apprezzato di questo episodio è stata la parte successiva alla resa di Joe. Partendo dal momento in cui Hardy rivela la cosa ad Ellie. La sua reazione è perfettamente comprensibile, ma non per questo meno efficace. E questo sfogo di Miller è solo l’inizio della serie di conseguenze che si scatena intorno a lei e al dipartimento di polizia. Particolarmente forte la reazione dei membri della famiglia Latimer. Con uno stile di montaggio non nuovo, ma sicuramente ideale in quel punto, una serie di rallenty senza audio in presa diretta ci mostra il dolore, la rabbia e lo sfogo finale della famiglia di Danny. Segue un dialogo tra Mark Latimer e Joe, attraverso la porta della cella. Una scena che ancora una volta mette il confronto verbale al centro dell’azione, restituendo in maniera chiara il turbine emotivo del padre, non privo di quel senso di colpa che avevamo già visto in altri episodi.

broadchurch-108-05Così come il primo confronto tra Hardy e Miller, commento alla vicenda stessa, come potrebbe essere tra due spettatori che si confrontano sul senso e l’origine degli strani comportamenti umani di cui Joe è portatore. Non meno bella è la chiusura tra i due, “il club degli ex investigatori”, che si accomiatano dopo aver raggiunto un livello di sincerità e rispetto reciproco del tutto opposto al punto di partenza della serie. Piacevole e toccante, nonostante una minima percentuale retorica, la scena finale, con i fuochi che abbattono nel silenzio il muro dell’isolamento in cui era sprofondata la famiglia Latimer. Segno di una comunità colpita ma che cerca di sostenersi nella strada verso la guarigione delle proprie ferite.

broadchurch-DSeDIDi certo il fulcro della serie sono il DI Hardy e la DS Miller. Interpretati da David Tennat (il decimo Doctor Who) e da Olivia Colman (mille ruoli al cinema e in tv, tra cui anche una comparsata in un episodio di Doctor Who – non c’è da stupirsi, metà degli attori televisivi inglesi passano da lì). Accomunati dalla serietà con cui prendono il proprio lavoro, sono però diametralmente opposti, come la buona pratica richiede. Lui chiuso, scontroso, con un passato da nascondere, detective attento ed esperto, sospettoso, è uno “straniero” per il paese di Broadchurch. Lei gentile, generosa, aperta,  membro della comunità di Broadchurch, un po’ ingenua e incline a vedere il bene nelle persone. Questi due protagonisti si scontrano con le loro differenti realtà e durante la serie entrambi hanno un’evoluzione, un cambiamento che li porta ad essere molto più simili. Lei diventa più attenta, più arguta, un po’ più cinica e disincantata. Lui si ammorbidisce, abbassa le guardie che portava su di sé, diventa più empatico con le persone che ha intorno. Attraverso e grazie alla presenza di questi personaggi l’intera storia si staglia e si riflette, disegnando con un tratto delicato ma chiarissimo, il ritratto di una piccola comunità sconvolta, in fin dei conti, da se stessa.

broadchurch-108-01Broadchurch è stato un breve e intenso cammino in una storia tesa, appassionante, che ha richiamato alla mente diversi immaginari, specialmente cinematografici. E la produzione è stata realmente a livello del grande schermo. Comparto tecnico ottimo, senza eccedere nello stravagante (come nel caso dell’eccellente ma peculiare Utopia), tutto a supporto di una scrittura solidissima e un cast assolutamente eccezionale. Guardare Broadchurch è stato un piacere immenso, che mi ha lasciato completamente soddisfatto e con un senso di “closure” senza alcuna incrinatura.

Sarà un piacere, tra un anno, vedere cosa si inventeranno gli autori per la seconda stagione, già confermata.

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