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Breakout Kings – la serie

Inizialmente Breakout Kings doveva andare in onda su Fox (basta, basta coi fischi gente, manteniamo  un po’ di contegno…) ma il pilot girato non aveva convinto i dirigenti che hanno deciso di vendere la serie ad altri canali e così, puf, noi ci troviamo con BK su A&E (che io, onestamente, conosco ora, quindi non ho idea di che tipo di canale possa essere). Solo il tempo ci dirà se la Fox ha avuto l’occhio lungo a lasciare una nave precaria o se i dirigenti hanno fatto un’altra cacchiata delle loro ma, personalmente, credo questa volta di dover dar ragione alla Volpe (anche affettuosamente conosciuta come “il canale del Manigno”).

 

BK non sembra essere, nè poter diventare, il capolavoro dell’anno o la gallina dalle uova d’oro del canale che la trasmette (a meno che A&E non stia alla canna del gas, naturalmente) e per una rete come il canale del maligno è lecito puntare più in alto. In fondo BK è un procedurale come ce ne sono tanti altri, persino troppi altri di questi tempi, e non brilla per capacità o qualità di scrittura, anzi, semmai accade proprio l’opposto.

I personaggi, poliziotti e carcerati, sono tratteggiati grossolanamente e le loro storie sembrano affrettate e troppo stereotipate (la parte del pilot dove il poliziotto dice di aver rubato per pagare l’auto alla figlia… seriously?). Qualche caso interessante, o forse più violento, potrebbero mantenere viva l’attenzione più a lungo, ma la serie vivrà molto di momenti estemporanei, temo, anche perchè la trama generale, come per ogni procedurale che si rispetti, si riduce all’osso in: “ex fuggitivi accettano di lavorale con gli US marshall per catturare evasi e ricevere, in cambio, uno sconto della loro pena”.

Anche gli attori si fermano in equilibrio sul livello “senza infamia senza lode” ma concedo loro la solita attenuante delle prime puntate, in cui tutti devono ancora prendere le misure a serie e personaggi.
In definitiva ve la consiglio? Sì, come serie estiva, periodo in cui io personalmente recupero puntate sparse di Criminal minds, Csi e altre varie ed eventuali che mi sono siano scappate durante la programmazione regolare.

Note a margine:

Già dalla seconda puntata c’è un rimpasto nel cast con l’uscita del personaggio di Philly (liquidata velocemente con una sola immagine a inizio episodio in cui viene ammanettata e accusata di aver infranto i patti che le permettevano di far parte della squadra) e l’arrivo di Erica. A quest’ultima viene fornita una backstory persino troppo pesante (senza madre, padre assassinato, incarcerata e portata via da sua figlia dopo aver ucciso cinque dei sei uomini responsabili della morte del genitore) e che per di più viene gettata in faccia allo spettatore senza tanta delicatezza, tutta d’un colpo. Ora, miei cari sceneggiatori di BK, forse volete andare a imparare qualcosa da chi scrive le puntate di House e dal modo in cui ci hanno rivelato poco a poco un personaggio come 13 (uno tra i tanti, comunque). Ecco, quello è il modo giusto per costruire una backstory appassionante. Prendete appunti.

Recensione in collaborazione con storiedi

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