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Breaking Bad: recensione dell’episodio 5.11 – Confessions

La prima cosa che penso è che potremmo direttamente fare a meno di usare le stelline per valutare Breaking Bad, sono il terzo della fila ad usarne cinque, voto massimo, ma come si fa a fare diversamente? Certo che ogni volta vorresti darne una in più della volta prima, ma faremmo recensioni di sole stelline e nemmeno questo va bene. Quello che è certo è che Breaking Bad ogni volta ci stupisce con una nuova vetta di scrittura e di interpretazione.

Breaking bad 511fLa prima cosa che voglio sottolineare in questo episodio, ancor prima di andare a vedere i singoli aspetti sta tutta in una parola: “interconnessione”. In questo episodio si riallacciano e si riaffacciano cose successe in almeno tre stagioni diverse; la prima, che comunque qui è apparentemente slegata dal contesto, ma credo tornerà di nuovo è il racconto della “rapina al treno”, avvenuta nel meraviglioso episodio della prima parte di questa quinta stagione (“Dead Freight”), fatta in tono epico da Todd; la seconda è il richiamo a quando nella terza stagione Skyler aveva pagato le cure mediche di Hank, cosa che allora poteva sembrare lasciata li, ma ora si riaffaccia come discriminante fondamentale per fermare le indagini del cognato di Walt; la terza è il riferimento alla sigaretta alla ricina e all’avvelenamento di Brock nella quarta stagione. Una struttura così articolata che incastra alla perfezione cose avvenute (produttivamente) anni prima, ma studiate per essere richiamate anni dopo, senza mai una sbandata o una imperfezione, anche cose così marginali come la parcella delle cure di Hank, denota una perfezione stilistica e una complessità di costruzione della storia senza pari tra quanto visto finora.

Tornando al primo fatto raccontato, che sembra non connesso a livello narrativo, ma probabilmente lo diventerà in seguito, posso però rilevare quanto sia connesso a livello emozionale e di percezione. Nell’episodio della rapina al treno, Todd omette di raccontare la fine, ossia quando lui spara al ragazzino (e fa venire i brividi la battuta casuale nel bagno degli ignari compari “quando vedo un bambino col caschetto in testa mi verrebbe da prenderlo a sberle”). Breaking bad 511bTodd omette il fatto ma racconta l’evento con fare epico ed orgoglioso, mentre noi vediamo l’altra faccia della medaglia nella reazione di Jesse quando scopre le vere cause dell’avvelenamento di un altro ragazzino, Brock appunto, grazie all’intuizione dovuta alla sigaretta mancante. La storia di Jesse è piena di giovani vite strappate, è costellata da una scia di morte di innocenti, situazione e considerazioni che lo hanno ridotto all’uomo in pena in cerca di castigo che è diventato e la dissonanza del Todd di inizio episodio con il Jesse di fine puntata, chiudono con un perfetto cerchio la rappresentazione della percezione del male. Da questo momento Jesse perde ogni speranza e senza speranza non c’è più paura, per cui si sfoga con le cause del male, prima Saul e poi Walt, iniziando dalla sua casa, della cui devastazione ora veniamo a sapere anche la causa.

Il tutto non è una scelta da poco. Walter aveva il controllo. Messo a tacere Hank, sistemati gli affari, fatti sparire i soldi, spedito Jessie in capo al mondo, era ad un passo dall’arrivo e, come nelle migliori tradizioni del male, l’intero castello, l’intero impero cade per un piccolissimo particolare. Walt ha chiesto a Saul di togliere dal pacchetto di Jesse la sigaretta alla ricina. Ha voluto stravincere e proprio quel centimetro di troppo sarà l’inizio dello sfacelo e della caduta degli Dei.

Breaking bad 511eMa c’è anche un episodio oltre a tutto ciò. Come negli scorsi, si sprecano i confronti, anzi, potremmo quasi dire che si rincorrono minuto per minuto, cambiando le facce, ma mantenendo la tensione elevata e l’attenzione dello spettatore a livelli quasi di religiosa adorazione. Penso al video di “confessione” di Walter visto da Hank e Marie. Una costruzione della menzogna assoluta perfetta, una messa in scena registicamente formidabile, un alternarsi dei primi piani del video, anche sgranati, ai primi piani di Hank e Marie che si intersecano con i campi lunghi in cui i due attoniti protagonisti immobili come statue di sale osservano il cognato in video che li inchioda con una terribile “velata” minaccia. Oltre alla magia di Gilligan nello scrivere questa scena va lodata la maestria del regista Michael Slovis.

Ma non sono finite qui le lodi: il confronto tra Hank e Jesse nella stanza degli interrogatori, tra Jesse e Walt nel deserto (o, Aaron Paul, sei la rappresentazione moderna della sofferenza), tra le coppie White e Schrader in un pacchianissimo ristorante messicano si superano via via di intensità, tutto condito e riscritto secondo la costante menzogna e manipolazione di Walter Heisenberg White.

Breaking bad 511dE proprio quando arriva al culmine del male, quando si rende conto che sta iniziando ad aprirsi una crepa sul muro del suo impero, proprio in quel momento rivediamo per un attimo un Walter debole e impacciato, quando va a recuperare la pistola al car wash e sembra così infantile nel mentire a Skyler con bugie che gli escono dalla bocca come ad un dilettante. Sta sentendo il crollo, proprio nel momento della vittoria.

Avevamo già un idea profondamente negativa di Walter White, già ben prima di questo episodio, ma qui arriva a dei vertici assoluti di nefandezza, manipolando e ingannando tutti, ma proprio tutti, quelli che sono nella sua cerchia più stretta, familiari e (ex) colleghi di lavoro. La reazione di Jessie alla fine ci lascia con un profondo senso di soddisfazione dentro.

Ancora un capolavoro e ce ne restano ben altri cinque, ancora purtroppo solo altri cinque.

5.11 - Confessions

Ipnotico

Valutazione Globale

User Rating: 4.24 ( 14 votes)

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