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Breaking Bad, Recensione dell’episodio 5.09 – Blood Money

Quando i giganti ci guardano dall’olimpo noi comuni mortali spalanchiamo gli occhi e vibriamo in attesa che ci indichino la via. Due giorni fa è tornato uno di questi giganti. Breaking Bad è di nuovo tra noi e l’etere ha ricominciato a tremare.

breakingbad-509-06Ogni tanto ci sono delle serie che entrano nell’olimpo della tv, capaci di generare un hype supremo. Breaking Bad è senza dubbio uno di quegli show diventati iconici, tracciando una storia appassionante e intensa sulle vicende delinquenziali di un anti eroe che non poteva che catturare l’interesse del pubblico. E non solo il ritorno di Walter era atteso con ansia per l’effetto cool della serie, ma anche per lo stratosferico cliffhanger che aveva chiuso la prima metà di questa quinta ed ultima stagione. Hank aveva capito che Heisenberg era proprio suo cognato.

Il finale di quell’episodio sconvolse la blogosfera che cominciò a contare i secondi che ci avrebbero diviso dal ritorno di Breaking Bad. Ricordo bene come commentai quell’episodio. “Cosa farà Hank?”, “Ci sarà tanta azione o un misurato confronto tra i due?”. Quello che era certo è che ci aspettavamo qualcosa di altrettanto dotato di attributi come il resto della prima parte della quinta stagione.

E non sono rimasto deluso.

breakingbad-509-02Sia chiaro: questo nono episodio parte piuttosto leggero, a ritmo tranquillo, senza correre né mettere troppa carne al fuoco. Inizia con un flashforward, con il meccanismo del “salto in avanti per non rispondere subito alla tua curiosità su cosa sia successo subito dopo l’ultima scena che avevi visto”. E già questo non è un male, perché ci fa intuire quello che potrebbe essere “l’end game” di questa storia. Ma è presto per speculare troppo…

Il ritorno della serie porta con sé i consueti gioielli che hanno tanto colpito in precedenza: la recitazione del cast è di livello superiore, la regia è quanto mai perfetta, con uno stile molto ravvicinato e un montaggio volutamente aggressivo in alcuni frangenti. Si sente tutto il puzzo chimico del meth azzurro, anche se non se ne vede più su schermo.

Certo, la sottotrama legata alla reazione di Jesse è un po’ rallentata. Capisco la coerenza nella scrittura del personaggio: doveva per forza arrivare ad un momento come questo. Ma se tirata troppo in lungo rischia di tirare un po’ il freno all’intera narrazione, sebbene sia sempre molto interessante vedere la parabola di un personaggio, che all’inizio era un arrogante ed esuberante teppistello ed ora è un depresso semi drogato con milioni di dollari in borsa. Il senso di colpa che lo attanaglia, la ricerca priva di lucidità di liberarsi di quei soldi sporchi di sangue, quel “blood money” del titolo.

breakingbad-509-04Questo episodio ci regala anche una scena fuori di testa, che sembra pensata da Kevin Smith. Badger e Skinny Pete, i due “amici” di Jesse, in un pomeriggio di consumo libero di droghe a casa del facoltoso depresso compare, si lanciano in un dialogo su Star Trek da farti ribaltare sulla poltrona. Il modo in cui i due ne parlano, come si rimbeccano, come si correggono (sbagliando) a vicenda, disegna in maniera perfetta la classica chiacchierata-geek post alterazione tramite sostanza. Davvero, potevano essere Jay e Silent Bob. Magnifico. Questi due, insieme a Saul, sono quella nota ironica che ci sta alla perfezione in questa sinfonia.

Ovviamente però la parte principale dell’episodio è legata al modo in cui Hank reagisce alla scoperta su Walt. All’inizio ne è sconvolto. Apparentemente può sembrare esagerata come reazione. Ma guardando tutta la puntata possiamo invece adorare il crescendo con cui il poliziottone prende coscienza della realtà e come si scatena in lui la rabbia.

breakingbad-509-05Fino al magistrale scontro finale. Prima c’è un Walt che subisce. E repentinamente, senza scatti fisici, senza sforzi violenti, Hank resta spiazzato, non capisce. In poche parole: diventa minuscolo davanti a un Walt che diventa gigantesco. Un bambino di fronte a un orco mostruoso. Il gioco di status che i due attori riescono a mettere in scena, dando corpo a un dialogo già ottimo di per sé, è una gioia assoluta. Sono sottili tratteggi, ma che fanno la differenza tra un prodotto buono e un prodotto eccelso.

E cari miei, Breaking Bad è eccelso eccome. Finalmente sono tornati i cattivi, con un episodio a tratti lento, ma che non lascia a bocca asciutta i fan, con momenti di pura esaltazione, una confezione perfetta e tanta carne al fuoco. Tutto pronto per la corsa verso la fine. Un’altra serie che ci lascerà con un vuoto smisurato. Fortuna che manca ancora un po’ e possiamo godercela come si deve.

5.09 Blood Money

Magnifico

Valutazione Globale

User Rating: 4.1 ( 14 votes)

Alessandro

Pianoforte a 9 anni, canto a 14, danza a 16 anni. Poi recitazione. Poi la scuola professionale di Regia Cinematografica. Poi l'Accademia di teatro di prosa. Anche grafica, comunicazione, eventi di spettacolo. Ma qui soprattutto un amore sconfinato per le serie tv americane e inglesi, con la loro capacità di essere le vere depositarie moderne della scrittura teatrale antica anglosassone.

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