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Pilot 2016

BrainDead: Recensione dell’episodio 1.01 – The Insanity Principle: How Extremism in Politics Is Threatening Democracy in the 21st Century

BrainDead

BrainDead è il nuovo nato della coppia King, i due cervelloni che hanno dato alla luce e cresciuto per sette anni The Good Wife. È a questo nuovo telefilm che si occupavano (come si vociferava) al posto di dare la loro completa attenzione all’ultima stagione della creatura che li aveva portati alla ribalta, uno dei telefilm più intelligenti che le reti generaliste abbiano visto in questi ultimi anni.

Ma che cos’è questo BrainDead e in cosa si differenzia da The Good Wife? Bè, forse sarebbe più semplice trovare degli elementi comuni. Il loro primo lavoro aveva avuto come uno dei suoi elementi di maggior successo una leggera, ma costante, vena comica a volte decisamente irriverente e in BrainDead questo aspetto viene accentuato fino a sfiorare il grottesco. Altro elemento da cui The Good Wife non si era mai tenuta alla larga erano state le stoccate alla politica e in questo caso le vicende si svolgono proprio nel cuore della politica americana a Washington D.C. E poi abbiamo David Lee con la barba.

BrainDead Ma non aspettatevi un semplice telefilm di satira politica, perché c’è molto altro. Il titolo BrainDead potrà magari suonare come un riferimento poco sottile alle teste vuote di alcuni politici, ma all’interno del telefilm assume un significato davvero letterale. Eh sì, perché oltre a schermaglie tra scafati Repubblicani e Democratici con Trump e la Clinton sullo sfondo, scontri e incontri tra giovani leve, trovano ampio spazio un’indagine alla X-Files, meteoriti e un’invasione di formiche aliene. Sì esatto.
Il surreale abbonda e non manca neanche una vena splatter con cervelli che scivolano fuori dalle orecchie della gente spiaccicandosi in giro.BrainDead

Al centro di tutto ci sono la sorella delle senatore Democratico Scott Healy, Laurel (Mary Elizabeth Winstead), una giovane documentarista senza esperienza che per pura necessità si trova gettata dal padre nel ring della politica. E Gareth Ritter (Aaron Tveit) rampante segretario del senatore Repubblicano e alcolizzato Weathus, un giovane ambizioso e un poco cinico.
La sintonia tra i due personaggi e attori, mentre i due si incontrano e scontrano cercando di far collaborare i rispettivi capi, non è niente male e l’interazione tra i due, grazie a dialoghi intelligenti, è fresca e vivace. Aaron Tveit sembra trovarsi particolarmente a suo agio in questo ruolo dove può sfoggiare liberamente la sua faccia da schiaffi.
Anche il rapporto tra Laurel e Scott (Danny Pino) è ben costruito e non manca di cogliere intelligentemente i diversi aspetti di una realzione tra fratello e sorella.

BrainDead proBrainDeadva quindi a parlare di politica con ironica leggerezza, innestando su un tema complesso un elemento di fantascienza dai toni inquietanti ma comici, probabilmente per acchiappare telespettatori che come me hanno qualche difficoltà a stare dietro a tutti i cavilli e riferimenti politici (soprattutto se si tratta di quelli di un altro stato). Ci riesce? Questo pilot è uno strano ibrido che un po’ diverte, un po’ sconcerta e un po’ incuriosisce senza però farlo in modo eclatante. Insomma, stuzzicante. La parte dedicata alle inquietanti formiche aliene è ampia e l’invasione sta procedendo a ritmi sostenuti senza mostrarne dei chiarissimi scopi (le persone sembrano migliorate per la mancanza di cervello, non peggiorate), quindi per ora è difficile capire quale sarà la direzione del telefilm. Ci sono solo 13 episodi quindi magari varrà la pena di dargli una possibilità.

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1.01 – The Insanity Principle
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