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Bones 6.23 – The Change In The Game

Ed eccoci alla season finale. Che dire sia della puntata che della stagione.
Prima di tutto ho trovato molto più adatta la scorsa puntata sia per la trama (il ritorno del cecchino Jacob Broadsky e la sua cattura) che per l’impatto psicologico con la morte di Vincent Nigel-Murray. La puntata 6.22 The Hole In The Heart era assolutamente adeguata come finale di stagione, visto anche la media delle puntate quest’anno, chiudeva l’arco del cecchino e lasciava il dubbio se i nostri 2 avessero finalmente “consumato” dopo ben 6 stagioni di “forse ci siamo”/”forse è meglio lasciare stare”. Invece gli autori hanno deciso di mettere anche la 6.23, secondo me non tanto per far felici noi spettatori, visto che la puntata in sé era un stand alone messo lì alla bella e meglio per farci vedere nascere il bambino di Angela e Hodgin e sapere che il piccolo non era cieco, permetteva di vedere ancora una volta Ryan O’Neal nei panni di Max, il padre di Bones.

L’occasione per vedere Max ancora una volta è l’uccisione di un suo compagno di bowling proprio qualche giorno prima del torneo, toccherò quindi ai nostri 2 protagonisti, per avere notizie di prima mano dai vari partecipanti, prendere il posto di max al torneo (visto che è in carrozzella dopo acrobazie a letto non meglio specificate, meglio per noi!). Booth e Bones decidono di andare sotto copertura (se così si può dire) e partecipare al torneo. Booth con i capelli lunghi che fa il cretino appena fa strike è troppo divertente. Il caso in sé non desta molto interesse, non è particolarmente difficile o interessante, le 2 cose che sono importanti è il rapporto tra i due, ma soprattutto Max che capisce che è successo qualcosa tra i due.

Ah nel frattempo Angela partorisce, letteralmente, nel dolore il piccolo, mentre Hodgins grazie a skype cerca di aiutare per risolvere il caso.

Ora posso dire la cosa che mi ha dato più fastidio della puntata: alla fine della scorsa puntata tutti tristi e scioccati dalla morte di Nigel, persino Brennan aveva comprato dei fiori, e in questa puntata manco una parola spesa per Nigel, un “sono ancora scioccato” o qualcosa di simile, il che fa capire quanto questa puntata sia stata fatta solo per giustificare la gravidanza di Emily Deschanel.
In un’intervista rilasciata poco tempo fa l’attrice aveva ammesso che la sua gravidanza non sarebbe stata un problema per la serie, bene mi sento di contraddire, come dobbiamo prendere noi appassionati di Bones un finale di stagione così?.

Per chi se lo fosse perso, dopo aver risolto il caso i nostri due tornano a caso e Bones, come se nulla fosse, dice a Booth ah sono incita e il padre sei tu.
Bene mi sento onestamente presa per i fondelli, se Emily non fosse rimasta incinta nella vita reale, Bones non lo sarebbe. Trovo una forzatura assurda questa scelta, ovvio meglio questa che le strane inquadrature per evitare di far vedere il pancione (anche se hanno già iniziato). L’unica cosa che voglio sperare è che gli autori non mandino tutti a rotoli, son sulla buona strada!
Darò il Voto direttamente alla stagione, visto che questo episodi in sé rappresenta una stagione fatta di alti (pochi) e bassi (molti) , prima Booth che inizia una storia d’amore con la bionda giornalista, per poi mollarla alla prima occasione (certo lei aveva detto di no alla proposta, ma magari dopo solo pochi mesi ci stava no?) e poi forse iniziare una storia con Bones, finally, invece no i due parlando erano giunti alla conclusione che era meglio aspettare (per la gioia di noi poveri e disillusi spettatori) e poi tac ecco la gravidanza, non lo so il voto sarebbe del tipo ci rivediamo a settembre per gli esami di riparazione, sperando che durante l’estate gli autori si riposini e tornino con nuove idee, darà la sufficienza perché in fin dei conti sono buona, e sono sei stagioni che seguo questa serie.

 

Serena

sin dalla tenera età davo già idea di quello che sarei diventata da grande: una divoratrice di "storie" e di sapere ed il mio peggiore nemico era la noia! Adoravo e adoro tutte le "storie", e ogni modo in cui potevano essere raccontate dai cartoni alle serie televisive, dai libri fino ai film, ad un opera d'arte.

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