Boardwalk Empire

Boardwalk Empire: Recensione dell’episodio 4.01 – New York Sour

New York Sour è un cocktail e questo ritorno delle vicende del crimine della East Coast americana sono effettivamente un miscuglio di diverse storie e tronconi di narrazione che in stile pienamente introduttivo non ci raccontano molto se non darci la fotografia di cosa sta succedendo e da dove riprenderemo il nostro cammino ad Atlantic City e nelle altre grandi “capitali del crimine” degli anni ’20. Com’è riuscito questo cocktail? Che sapore ha? Come sempre, in questa creazione HBO, la presentazione è affascinante, il contesto in cui ci viene servito questo episodio è curato e subito d’impatto. Tanti fronzoli, tanta scena, ma alla fine la sostanza è poca.

boardwalk 401dRiprendiamo più o meno da dove c’eravamo lasciati, con una difficile pace da ristabilire, con Chalky che ora gestisce il nuovo Onyx Club, Al Capone alle prese con non si sa bene cosa e Richard che semina morte a gente di cui non ci potrebbe importare di meno. Gillian invece cade sempre più a fondo, senza soldi, si droga e si prostituisce ma vuole avere il nipote indietro.

Non ho cercato di fare un riassunto fine a se stesso, ma più che altro un esperimento escatologico: riassumere in tre righe 60 minuti di televisione. Cosa assolutamente possibile a quanto pare con Boardwalk Empire. Insomma, tanta forma e poca sostanza in questo primo appuntamento stagionale. La mostrano bene, ma sempre poco rimane.

boardwalk 401eVolendo analizzare un po’ più a fondo l’episodio, possiamo vedere come, a differenza della scorsa stagione nella quale si avvertiva già subito la forte presenza di Gyp Rosetti come grande minaccia, nemico importante in una stagione di scontro armato, in questa première non  si intravedono ancora minacce particolari, è tutto un po’ cristallizzato nella calma dopo la tempesta, certo, con qualche vicenda spiacevole come il brutto affare in cui si ficca Dunn, il luogotenente di Chalky, o il nuovo poliziotto che si rivela un cattivone, ma niente che faccia pensare a più dell’ordinaria amministrazione. Sono tutte cose che toccano marginalmente i nostri protagonisti principali, che sembrano più impegnati a fare sesso qui e lì o a far vedere come è divertente fare i gangster e prendersi in giro tra gangster.

Accanto a tutto questo ordinario nulla di Atlantic City vengono introdotti due spezzoni slegati e sinceramente anche troppo estesi, per i miei gusti. Al Capone e Richard Harrow. Certo, mi vuoi fare vedere che sono vivi e vegeti e saranno attivi (spero) in questa stagione, ma del primo ci fanno vedere che è vanitoso e s’incazza perché gli scrivono il nome sbagliato, del secondo che torna verso casa di sua sorella nella zona di Chicago e nel frattempo ammazza gente che non si sa chi sia. boardwalk 401cA mio parere è uno spreco immenso: sono due personaggi interessantissimi e sono interpretati da due ottimi attori. Le loro storyline dovrebbero essere caricate di un importanza maggiore, più pregne di significato e non sprecate in inutili storielle divertenti, nel caso di Capone, o creepy, nel caso di Harrow. La speranza è che la vicinanza fisica dei due porti queste storyline ad unirsi maggiormente, oltre a recuperare il sempre ottimo ex agente Van Alden, di cui ho sentito la mancanza in questo episodio.

Il problema di fondo di questa introduzione è forse la durata; se fosse in stile non HBO con un quarto d’ora in meno potrebbe essere molto più scorrevole. Dai vari trailer che giravano, la stagione sembrava promettere gran trambusto e avvenimenti concitati, per cui presumo e spero che questa staticità fosse propria di un inizio introduttivo e che presto Boardwalk inizi a girare alla velocità giusta.

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