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Recensioni Serie Tv

Boardwalk Empire – 1.01 Pilot

Come si inizia la recensione di una serie come Boardwalk of Empire? Vi assicuro che non è per niente facile, perché la banalità delle lodi è talmente scontata che quasi mi vergogno. Cosa si può dire di un pilot stilisticamente e registicamente perfetto?

In fondo dietro la macchina da presa c’è solo Martin Scorsese, che è  un novellino del piccolo schermo, e il protagonista è un attore che qualche porticina in televisione l’ha avuta, tale Steve Buscemi.

Ok, ci provo.

 

Come già con Deadwood, Carnivàle, Rome la HBO si cimenta nel dramma “in costume”, questa volta riprendendo un periodo della storia americana, il Proibizionismo, tanto caro al cinema e che ha dato sostanzialmente il via al gangsterismo moderno, quello con sigaroni in bocca, vestiti gessati e cappelli a tese larghe.

Enoch “Nucky” Thompson (BuscemI) è il signorotto della città dei casinò e del gioco d’azzardo, ovvero Atlantic City con il suo famosissimo boardwalk (ovvero il lungomare): il fratello è il capo della polizia, il sindaco cena alla sua tavola, con un bel brindisi finale allo scoccare della mezzanotte del 16 gennaio 1920, quando entra in vigore il Volstead Act che sancisce il divieto di fabbricazione, vendita ed importazione dei prodotti alcolici. Esatto, quel periodo storico in cui in america era proibito bere alcolici e lo spirito si faceva dal distillato di patate.

L’inizio del Proibizionismo è rappresentato con una delle scene più belle  dell’episodio, che ci preannuncia dove andremo a parare: la banda di ottoni comincia a suonare “Taps” (cioè il Silenzio) per poi procedere verso una musica allegra, tappi di bottiglia sparati in aria e balli in stile Charleston. Eh sì perché quello che per molti è un limite e un divieto, per altri diventa una fonte di guadagno senza precedenti (anzi per la verità molti gangster si sono ritrovati la benedizione del Proibizionismo in modo del tutto inaspettato). Perché quando c’è divieto, c’è il mercato nero, e quando c’è il mercato nero i prezzi aumentano. Tanto ovvio e banale che il governo USA ci ha messo 15 anni prima di abrograre l’atto. Nel frattempo i vari Al Capone, da autisti e bassa manovalanza, diventano boss indiscussi creando uno dei periodi più sanguinosi della storia americana.

Più che al pilot di una nuova serie sembra di assistere ad una pellicola cinematografica di gran spolvero. I tocchi di Scorsese sono presenti in ogni fotogramma e in certi momenti sembra di guardare Quei bravi ragazzi o Casinò. Certo questa doveva essere la copertina della serie, che per altro ha avuto il suo effetto visto che la puntata è stata vista da 4,8 milioni di spettatori (record HBO dal 2004, series premiere di Deadwood) con annesso rinnovo per una seconda stagione.

La ricostruzione dell’ambiente storico è maniacale e accuratissima: dagli abiti, alle macchine, alla Atlantic City di quasi un secolo fa. I personaggi principali sono tutto sommato appena accennati, lasciando più spazio al contesto storico e sociale, anche se luci ed ombre vengono già messe in evidenza.

Nucky (uno spettacolare e perfettamente in parte Steve Buscemi) nonostante sia un malavitoso ha un suo codice morale (e in questo, quanto ricorda Al Swearengen di Deadwood) e dei valori. Quando Mrs Schoreder va da lui a chiedere aiuto per il marito alcolizzato e senza lavoro lui la congeda con un rotolo di dollari, e quando la donna viene picchiata dal consorte, in perfetto stile Soprano, viene a sua volta picchiato a sangue e abbandonato in mezzo al mare. Così come i sospiri di fronte alla foto della moglie morta (Molly  – Alma Garret – Parker, troppo famosa per essere solo una foto, la vedremo in futuro?) e ai bimbi dell’orfanotrofio, bambini che Nucky non ha mai avuto.

A fare da contrappeso a Nucky nella prima puntata troviamo Jimmy Darmony (Michael Pitt), da poco dimesso dall’ospedale dopo le ferite riportate durante i combattimenti della Grande Guerra, che cerca di farsi strada nel mondo del crimine. A prima vista sembrerebbe quello posato e “buono” dei due. Man mano scopriamo che la sua sete di arrivare in cima alla piramide lo mette addirittura in contrasto  con Nucky e i suoi interessi. Molto bello il dialogo in cui racconta di come è cambiato durante la guerra, quando uccidere altri uomini diventa talmente normale da non sentire più niente, I’m not the kid I was before.

Tra un giovanissimo Al Capone e l’omicidio del boss Giacomo Colosimo si chiudono i primi 70 minuti di questo impeccabile pilot. Difetti? Quello di essere talmente perfetto da non riuscire a trovare un difetto. E ora con atteso attendo le prossime puntate per capire qualcosa di più dei personaggi introdotti. Ad esempio Mrs Schroeder chi è? Come si inserisce nella vicenda? Come si comporterà Jimmy?

Un ultimo accenno per la sigla, che come da marchio HBO è di quelle che già da sole raccontano una storia. Bottiglie in mare, scarpe anni ’20 e il Boardwalk del peccato sullo sfondo.
Voto 10

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