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Blindspot: Recensione dell’episodio 2.09 – Why Let Cooler Pasture Deform

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La seconda stagione di Blindspot lascia un po’ perplessi. Abbiamo fatto molti passi in avanti e ci siamo liberati della struttura rigida da procedurale (Tatuaggio-Indagini-Cattivoni in galera). Jane ha finalmente scoperto chi è Shepherd e ha conosciuto suo fratello, Roman.

Dove Eravamo rimasti

I sentimenti di diffidenza verso Jane da parte della squadra non sono scomparsi, al massimo un po’ freddati, e la ragazza si trova sempre più in difficoltà visto che i ricordi sulla sua vita passata riaffiorano come pugnalate nella sua emotività compromessa. Fa parte di Sandstorm o della FBI?

Abbiamo visto come di volta in volta Jane Doe si sia divisa tra i due mondi, causando scontenti da una parte e dall’altra. Avere il piede in due staffe non rende felice nessuno e la nostra eroina rischia l’esaurimento nervoso. Il resto della squadra non è da meno, specialmente se trattiamo l’argomento “relazioni umane”.

Abbiamo Reade sul luogo di un delitto del suo vecchio coach di football che molestava i bambini e Zapata con strana insistenza a volerlo proteggere. Non che qualcuno metta in dubbio l’innocenza dell’agente, ma il sentimento che ci mette la sua collega a voler nascondere la storia, puzza di bruciato. O finisce in una romance tra i due, o questo comportamento è anche troppo marcato. Il nostro Capo dell’FBI Kurt non è da meno. Ha mollato Jane, ha messo incinta Allison, ma ha anche iniziato una relazione con quel ghiacciolo della NSA, Nas Kamal, che ha l’unico pregio di essere interpretata da Archie Panjabi. L’unica che sembra felice e contenta è Patterson, che esce con lo psicologo Dr. Borden.

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Blindspot 2.09 – Why Let Cooler Pasture Deform

Nell’ultima puntata andata in onda, Why Let Cooler Pasture Deform, finalmente scopriamo tutti i segreti che hanno affollato il mondo di Blinspot fino a questo momento.

Shepherd ha tutti in scacco. Rapisce Jane e la obbliga a guardare una trappola messa a posta per la squadra. Un vero e proprio attentato che spera di decimare l’avversario. Rivela alla ragazza quello che noi sapevamo già da tempo: lei non è la sola infiltrata all’FBI. Lasciando un po’ di mistero su questo punto scopriamo la triste storia della talpa in cui, ancora una volta, Remi (Jane passata) è il giocatore chiave.

Shepherd rappresenta la villain definitiva. Cattiva, anaffettiva e senza scrupoli, una donna che crede veramente nell’idea che il piano sia più importante di qualsiasi cosa, vite umane comprese.

Arriva il momento del confronto della famiglia e l’unica cosa davvero buona è un riavvicinamento tra Jane e Roman, che stavolta gli inietta lo stesso mix con cui le hanno cancellato la memoria la prima volta. Questo salvataggio estremo porta nuovi interessanti sviluppi per il futuro della seconda stagione. Un assassino può cambiare vita, ma vedremo se questo basterà per salvare Roman.

Unico rimasto illeso da questi scontri è Kurt per cui, a quanto pare, Sandstorm ‘ha altri piani per lui‘.

In definitiva la puntata svela tutto quello che aveva lasciato aperto in queste primi nuovi episodi, senza risolvere la questione Sandstorm, così da portare nuovi interessanti spunti per la seconda parte di stagione. Una puntata ben fatta, dopo alcune un po’ meno riuscite.

3.5/5

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