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Black Sails

Black Sails: Recensione dell’episodio 4.08 – XXXVI

Starz

Solo due episodi. Poco meno di due ore e poi Black Sails chiuderà per sempre la sua storia televisiva finendo nel baule dei tesori del passato invece che prenotare ogni settimana una posizione nelle top del presente. Mentre sembra ancora impossibile abituarsi a questa idea, i fan entusiasti di questa serie, iniziata come una banale avventura di pirati e diventata una storia affascinante di intrighi avvincenti e scelte intelligenti quanto coraggiose, centellinano ogni minuto di questi ultimi episodi con la stessa sensazione di delizia insaziabile che ha chi stia bevendo gli ultimi bicchieri di una pregiata bottiglia d’annata. È con questo malcelato piacere irrimediabilmente venato dalla consapevolezza della sua prossima irripetibilità che anche l’episodio di questa settimana si fa apprezzare per la capacità della serie di non essere mai banale.

Black Sails 4x08Avvicinarsi ad una fine già scritta

Qualcuno ha detto che andare è molto più interessante che arrivare. Frase intelligente che si applica alla perfezione a quest’ultima stagione di Black Sails. Le tre annate precedenti sono state così ricche di sorprese inattese e di invenzioni sapienti da aver fatto quasi dimenticare del tutto come la serie sia stata presentata ai suoi esordi. Anche se dirlo oggi sembra una improbabile menzogna, Black Sails è il prequel dell’Isola del Tesoro. I nomi di Billy Bones e Long John Silver lo ricordano esplicitamente e quel forziere di gemme, ultimo residuo del prezioso carico della Urca de Lima, è quel tesoro a cui allude il titolo del romanzo di Stevenson. L’Isola dello Scheletro e il diario di Flint adesso giunto nelle mani di Billy con tanto di mappa dell’isola maledetta sono ulteriori memento che gli autori disseminano in questo terzultimo episodio. Come a volerci ricordare una verità amara che avevamo scordato: il finale di Black Sails è già scritto. Black Sails è stato ed è un viaggio meraviglioso che ha attraversato mari in tempesta e battaglie furiose, amori inattesi e morti coraggiose, ascese vertiginose e crolli rovinosi. Ma il destino di ognuno dei suoi personaggi principali è sempre stato già scritto. Da Stevenson per quelli di fantasia nati dalla penna del romanziere inglese e reinventati dalla maestria degli autori di Black Sails. Dalla storia vera per quelli che hanno recitato la loro parte sul palcoscenico della realtà prima di entrare in scena su quello della serialità televisiva. Per quanto ampia possa essere la libertà creativa che ogni autore si concede nell’immaginare un prequel per un’opera tanto famosa, è inevitabile che le strade percorse arrivino alla stessa meta finale.

A questa ferrea regola il team autoriale della serie non si è voluto sottrarre e la morte atroce di Blackbeard ne è solo la più recente testimonianza essendo stata piuttosto fedele a quanto la cronaca storica racconta (incluso l’assalto apparentemente scriteriato e i tre crudeli giri di chiglia). Facile immaginare, quindi, che lo stesso avverrà per gli altri protagonisti. Ed è proprio questa bussola che bisogna usare per capire quello che sta accadendo. Come altrimenti spiegare la scelta ardita di Flint che ruba il baule delle gemme nonostante sia stato scoperto da Israel e non possa non essere consapevole di quanto imperdonabile sia per Silver questa azione? Certo, Flint è coerente con la sua ferrea logica che lo porta a mettere la causa della guerra contro il dominio inglese prima di ogni conseguenza probabilmente nefasta. A scegliere sempre ciò che la ragione dimostra essere utile per una vittoria futura piuttosto che ciò che il cuore comanda per un successo momentaneo. Ma andare allo scontro così aperto con Silver è un forzare la mano in maniera fin troppo avventata e suicida che difficilmente si concilierebbe con un personaggio che ha comunque soppesato con cura ogni possibile risultato prima di lanciarsi in una impresa ardua che diventa quasi suicida dopo le parole inequivocabili di Israel Hands. Se non fosse che, purtroppo, tutti sappiamo che quel forziere deve essere su quell’isola e il Flint che abbiamo visto finora deve diventare il Flint che nel racconto di Stevenson compare solo come ricordo passato e non come presenza attuale. Un destino segnato verso cui è inesorabilmente arrivato il triste momento ci si avvii.

Black Sails 4x08Tutto deve cambiare perché nulla cambi

Questa massima gattopardesca potrebbe adattarsi a descrivere la situazione attuale dei diversi personaggi e dei rapporti tra di loro. Volendo sintetizzare in maniera fin troppo raffazzonata, si potrebbe dire che, in fondo, la serie è tornata al suo punto di partenza con un generico tutti contro tutti. Silver non ha più interesse a divenire il Re dei Pirati, ma preferisce usare questo potere non per il bene collettivo ma solo per salvare la sua amata Madi. Billy non è più il nostromo inesperto della Walrus indeciso se sostenere la bugia di Flint, ma la sua acquisita indipendenza e la sua incrollabile determinazione sono di nuovo puntate ad eliminare il suo ex capitano come da ormai più stagioni. Jack sembra aver messo definitivamente da parte il desiderio di onorare la memoria dell’indimenticato Vane tornando a complottare con la rediviva Mrs Mapleton con l’unico scopo di eliminare l’unico ostacolo verso la conquista di un potere e una ricchezza temporanee anche a costo di infangare con la macchia del tradimento quel suo stesso nome che avrebbe voluto fosse ricordato nei libri di storia. Ma, sebbene queste condizioni siano innegabili, è la storia vissuta in queste stagioni ad aver ricondotti i personaggi a dei punti di partenza che sono tanto uguali quanto diversi da quello che sono già stati. Perché Silver ora non è più il simpatico finto cuoco abile a trovare sempre il trucco giusto per sbarcare il lunario, ma una figura leggendaria che incute timore con la forza delle parole e rispetto con il fuoco che brucia nelle sue passioni. Perché Billy non è più il ragazzo impaurito che deve affidarsi alla saggezza tranquilla di Mr Gates, ma un leader spietato che punta una preda ambita ed è disposto ad ogni patto col diavolo pur di raggiungere la sua meta. Perché a muovere Jack non è più l’egoistico appetito per gli agi e le ricchezze, ma l’amore incondizionato per una Anne con cui anela a vivere quale che sia il prezzo da pagare. E, allora, davvero tutto è cambiato perché nulla cambi, ma questa massima diventa una lode per una serie che ha saputo ricondurre i suoi protagonisti ad un punto di partenza che è radicalmente opposto pur nella sua apparente identicità.

Black Sails 4x08Cambiare per restare sé stessi

Chi sembra sottrarsi nettamente a questo ritorno alle origini è sicuramente Max che, in questo episodio, sembra fare la scelta più incomprensibile possibile. Dopo essersi guadagnata con estrema fatica la fiducia indispensabile di Marion Guthrie, Max rifiuta, infine, il suo aiuto opponendosi al matrimonio di convenienza impostole dalla nonna di Eleanor. Una decisione azzardata che manda a monte tutto il piano difficilmente elaborato e rischia di rendere inutile anche la perigliosa impresa in cui Jack è coinvolto. Ma che è invece coerente con il desiderio di non tradire più nessuno. In particolare, una Anne ormai tanto dimessa da poter essere minacciata anche da una sorprendentemente astiosa Idelle. Max è sicuramente il personaggio che più è cambiato in questi anni ascendendo dalla posizione di prostituta sfruttata a quella di signora incontrastata della ricchezza di Nassau. Per farlo ha dovuto accettare compromessi e inganni e tradire anche i suoi stessi affetti che si sia trattato di Eleanor o Anne. Ma lo ha fatto per non venir mai meno alla sua natura più intima, per restare coerente con il suo desiderio di rivalsa, con la sua volontà di non essere mai più lo strumento di nessuno. Per questo, la scelta finale di Max non è un controsenso inaccettabile, ma un coraggioso atto di coerenza. Max è ora libera di seguire i suoi desideri e non può mercanteggiare questa libertà con una comoda facciata di rispettabilità fasulla. Molto è cambiato in Max, ma è stato tutto per portarla a questo momento in cui può finalmente essere sé stessa. E quella mano che silenziosamente Anne le prende è l’immagine silenziosa che ricorda quanto anche il destino delle due finirà probabilmente per essere quello che la Storia ha scritto nei suoi polverosi annali.

Solo due episodi mancano al gran finale di Black Sails. Meno di due ore e poi non potremo più venire qui a magnificare questa serie. Uno splendido viaggio verso un porto che, purtroppo, è ormai già visibile a occhio nudo.

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4.08 - XXXVI
  • Troppo vicini alla fine
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