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Black Sails

Black Sails: Recensione dell’episodio 4.02 – XXX.

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Scelto dai padri fondatori di quelli che sarebbero diventati gli Stati Uniti d’America, il motto latino e pluribus unum (da molti uno) voleva sottolineare quanto fosse proprio l’aver fatto fronte comune contro il dominatore inglese l’arma fondamentale che portò alla vittoria contro la non più madre patria. Una reminiscenza, forse non inconsapevole, di quel viribus unitis degli antichi Romani che avevano per primi dimostrato quanto efficace potesse essere la convergenza di forze differenti verso un unico obiettivo. In parole povere, il ben noto proverbio secondo cui l’unione fa la forza.

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E pluribus unum o ex uno multa?

Il sacrificio di Vane, le parole di un morente Mr. Scott, la scelta coraggiosa della Regina degli Schiavi e soprattutto la diplomazia irruenta di un Flint, capace di convertire alla propria causa ogni suo interlocutore, avevano disegnato uno scenario inatteso e proprio per questo irresistibilmente affascinante. Non più bande solitarie di pirati egoisti interessati solo al proprio personale tornaconto in un continuo gioco di tutti contro tutti, ma una sola grande alleanza per sottrarre Nassau al controllo inglese e renderla un libero stato per liberi uomini. Un sogno impossibile trasformato in una meta raggiungibile grazie all’oratoria trascinante di Flint e al rispetto misto a paura che la sua leggendaria figura incute negli altri pirati, all’adesione magari non convinta ma comunque incondizionata di un altro mito come Teach, all’astuzia affabulatoria e il coraggio indomito di quegli eredi morali di Vane che sono Jack e Anne. Ma anche merito del lavoro prima solo propagandistico (attraverso la creazione della leggenda di Long John Silver) e poi sempre più combattivo di Billy a Nassau.

Un’ alleanza che è stata battezzata dalla vittoriosa battaglia sull’isola degli schiavi e che si è rinsaldata ancora di più man mano che la marina inglese, impegnata in altre guerre più importanti, lasciava il destino della sua problematica colonia alle fragili forze del tenace governatore Rogers e dello spietato capitano Berringer, insufficienti ad opporsi al crescente esercito ribelle guidato da Billy.

Ma che succede quando sulla passione fiammeggiante viene versata l’acqua umiliante di una sconfitta imprevista? La grande battaglia che doveva segnare il trionfo dei pirati è stata una debacle rovinosa che ha non solo affondato navi e impiccato uomini, ma soprattutto ha fatto riemergere tutte quelle inconciliabili divisioni che le vittorie avevano efficacemente nascosto. Lo ha capito subito l’intelligente Madi che ha inventato una bugia al momento giusto per rimandare, fin quando possibile, lo scontro inevitabile tra Billy e Flint. Perchè è da tempo che l’ex nostromo vede nell’orgoglioso capitano un tiranno dal cui giogo liberarsi e la accresciuta consapevolezza delle proprie doti da leader carismatico lo hanno convinto sempre più che il momento è giunto in cui Flint sarà solo un utile strumento da riporre via quando non si tratta di dover inventare strategie vincenti in battaglia.

Quello che ancora manca a Billy, tuttavia, è la capacità di andare oltre il qui ed ora per vedere cosa è meglio per vincere una guerra e non una serie di scaramucce senza conseguenze durature. La reazione scomposta alla rivelazione di Ruth che i padroni si sono organizzati efficacemente per prevenire nuove rivolte, è la dimostrazione più evidente di questa sua fatale debolezza che lo porta ad un inconcepibile muro contro muro nei confronti di Flint e Madi.

Se Billy e Flint sembrano aver invertito il motto latino passando da un rassicurante e pluribus unum ad un pericoloso ex uno multa, opposta è la situazione nella assediata capitale dell’isola dove sempre più forte è l’unione tra il governatore Rogers e la sua neo sposa Eleanor. Quel che sorprende è l’evoluzione, per molti versi inattesa, della ex dominatrice dell’isola il cui legame con il fragile Woods sembra andare oltre il mero opportunismo strategico che ci si sarebbe aspettati da lei. Al contrario, Eleanor appare sinceramente preoccupata per il destino del suo sposo e forse persino realmente innamorata di un personaggio che è consapevole delle proprie fragilità, ma ha il coraggio di non cercare compromessi avvilenti o abbandonarsi a giustificate lamentazioni.

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Il potere del ricordo …

Un antagonista rassegnato ad una battaglia superiore alle sue forze, perché ad incastrarlo non sono solo le bande sanguinarie di Billy o le forze navali di Flint, ma soprattutto la determinazione vendicativa di Teach. L’approdo nella baia della nave con il suo carico di impiccati è una scena di forte impatto che chiarisce in modo eloquente quanto il padre putativo di Vane si sia unito alla causa ribelle con un unico scopo superiore: vendicarsi di Eleanor.

Ma più ancora di Teach o Rackam o Anne, il protagonista delle scene sulla nave pirata è, in realtà, un grande assente. Quel Charles Vane il cui ricordo vive in ogni decisione, in ogni scelta, in ogni parola. È per punire i responsabili della sua morte che Teach sta ora bloccando il porto di Nassau. È per essere degno della sua eredità che Rackam si è lanciato armi in pugno in duelli che non sono la sua specialità. È per rispettare quella che sarebbe stata la sua volontà che Anne non obbedisce agli ordini di Barbanera.

Che cosa vorrebbe davvero Vane? Accetterebbe che il suo sacrificio per la causa comune fosse svilito dal compiersi di un desiderio privato? Sarebbe orgoglioso di vedere il suo più fidato amico fingere di essere quello che non è solo per emulare un irraggiungibile modello? Esulterebbe di gioia se la sua più letale erede strappasse alla vita colei che fino alla fine ha amato? Domande che hanno in comune una risposta negativa. È la consapevolezza finalmente raggiunta di questa verità a convincere i tre che la scelta giusta sia inseguire Rogers per conquistare Nassau piuttosto che perdersi dietro una vendetta senza futuro.

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… e quello delle parole

Un futuro che ha sempre più il volto sicuro di Long John Silver. Che questo sia l’epilogo scritto della serie (e spiace dover ricordare che questa è l’ultima stagione di Black Sails) è inevitabile dato che quel che stiamo guardando è un prequel immaginario de L’Isola del Tesoro di Stevenson. E, d’altra parte, qualora ce lo fossimo dimenticati, a ricordarcelo è il nuovo personaggio introdotto in questo episodio. Israel Hands si aggiunge alla lista di coloro che dalle pagine del romanziere inglese sono approdati sugli schermi di Starz. Un ex pirata spietato più per delusione che per convinzione. Un reietto tradito da Teach che gli ha preferito Vane e quindi ridottosi ad una solitudine astiosa vissuta come rifiuto di credere nelle menzognere promesse sia della società civile che della pirateria.

Ma neanche il rancoroso Israel Hands può restare immune dal potere delle parole di John Silver. Perché l’ipotetico Re dei Pirati ha il dono ineguagliabile di saper convincere anche il più pericoloso dei nemici usando semplicemente un’arma che tutti potrebbero usare, ma che pochissimi sanno veramente adoperare: la parola. John riesce ancora una volta a salvarsi affidandosi alla sua oratoria sapiente. E lo fa ribaltando completamente i rapporti di forza tra rapitore e rapito. Non più un naufrago indifeso e solo alla mercé di un ex pirata astioso e crudele, ma piuttosto un Re potente che attende con sicura fermezza l’arrivo certo della sua armata feroce che lo porterà sul trono che gli compete e da cui potrà dispensare grazie anche per un reietto desideroso di una inesprimibile redenzione.

È solo grazie all’immenso potere delle parole che John riesce a trasformare un sadico nemico in un prezioso alleato e la facilità con cui Israel uccide il corteo che avrebbe dovuto difendere una incosciente Max (ancora ignara dei nuovi rapporti di forza tra lei e John) è la prova inconfutabile dell’ennesimo successo di colui che fu solo un cuoco improvvisato ed è ora un futuro monarca leggendario.

L’episodio di questa settimana di Black Sails è sostanzialmente una pausa necessaria per risistemare alleanze e preparare quello che deve venire. Ma è una pausa che riesce ad evitare il pericolo di apparire un noioso filler mostrando ancora una volta l’alta qualità di questa serie.

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  • Da molti a uno e da uno a molti
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