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Black Sails: Recensione dell’episodio 3.09 – XXVII

Nono e penultimo episodio di questa terza grandissima stagione di Black Sails, una serie cresciuta esponenzialmente dall’esordio fino ad ora. Come spesso avviene nei telefilm, la puntata precedente al finale di stagione è preparativa ai grandi eventi che accadranno nell’ultimo episodio. Queste puntate possono essere molto movimentate oppure più riflessive, può capitare già qui qualcosa di davvero grosso che apre la strada ad avvenimenti successivi. Ciò che è certo è che, soprattutto nelle serie caratterizzate da un alto livello qualitativo, questi sono episodi che lasciano il segno e non sono certamente da sottovalutare.

Black SailsOvviamente questo è il caso di Black Sails, dove ogni sviluppo di trama è soppesato e pensato nei minimi dettagli e nulla è lasciato al caso, poco approfondito oppure buttato lì senza essere rilevante ai fini della logica della storia. Ogni evento, ogni mossa dei personaggi, ogni parola pronunciata ha un suo peso specifico da metabolizzare e tenere stretto nella mente e nel cuore. Questa serie sta facendo un grande lavoro in questo senso, non permettendoci di mollare la presa nè sulla trama nè sui personaggi costruiti magistralmente e talmente “veri” da avere al loro interno tante sfumature.

Non c’è bianco o nero, c’è solo grigio in ognuno di loro, cosicché noi spettatori non abbiamo chiaro da che parte stare, visto che ognuno di loro prende scelte che dal suo punto di vista sono sensate perchè seguono una logica condivisibile o perchè rispecchiano profondamente stati d’animo ed esperienze passate che hanno lasciato un segno. Ed è proprio questo che ci vuole dire questo riflessivo penultimo episodio, con molti dialoghi che ci spingono ad una meditazione su ciò che sta accadendo e sulle decisioni che ogni personaggio prende in modo da porre ogni pedina al giusto posto e prepararci a quello che avviene nel finale dell’episodio e che accadrà nel season finale.

Già le prime parole di Rackham ad inizio puntata sono preludio a tutto ciò che potrà succedere, racchiudono tutto il suo dolore e di conseguenza quello di Anne. Il non volere aprire la cassa del tesoro non è tanto legato alla paura di perdere beni materiali, ma è collegato al fatto che quella cassa è metafora dei sacrifici di ognuno di loro e racchiude ciò che è stato perso o si rischia di perdere: i rapporti umani, la libertà, la Terra, la vita. Vita che in questo episodio perdono in due, Mr. Scott e Charles Vane, con diversi livelli di pathos. Il primo era atteso che morisse e lo fa lasciando l’alleanza con Flint in mano alla moglie e alla figlia e ammettendo con quest’ultima che è lei l’unica figlia per lui, prendendo le distanze da quell’ Eleanor Guthrie che ora non riconosce più.

Black SailsLa morte di Vane, invece, forse era un pò nell’aria ed ormai inevitabile per far proseguire gli eventi e rendere più reale e mai banale ciò che succede, però certamente noi spettatori subiamo un certo impatto emotivo visto che avevamo imparato ad amare un personaggio che al principio sembrava solo un villain e che invece ha saputo mostrarci tutte le sue sfaccettature. In altri tipi di serie tv, Vane sarebbe stato salvato come lui ha salvato Flint al termine della seconda stagione, invece qui nulla è scontato ed è lui che sceglie di compiere il sacrificio estremo, perchè ha capito che questo è l’unico modo per portare molti ex pirati dalla parte di Flint e quindi far iniziare la guerra. La scena dell’impiccagione si  svolge senza musiche di sottofondo, in un doloroso silenzio che ha reso il tutto ancora più realistico.

Ad una morte così veloce si è arrivati per mano di Eleanor in cerca di vendetta per l’uccisione del padre, adirata per le ultime parole che Vane le rivolge e avendo capito che Flint e i suoi stanno mettendo in piedi un piano per riprendersi Nassau e screditarla agli occhi di tutti. Prende la decisione della condanna di Vane, spinta un po’ dalla rabbia e un po’ dalla paura di perdere tutto, troppo repentinamente e senza ponderare le possibili conseguenze, nonostante l’amica e astuta Max le consigli di tenere in considerazione i possibili scenari. Max, personaggio cresciuto molto nel tempo, si rivela la più saggia tra loro, perchè pare proprio che Eleonor dovrà fare i conti con le conseguenze delle scelte prese seguendo i sentimenti anzichè la ragione.

Black SailsNel frattempo si delineano altre piccole “alleanze”: Flint ha ormai accettato il ruolo di John Silver e gli dà consigli sull’essere al comando; Rackham convince Flint a eleggerlo capitano di una nave; si stringe sempre di più l’unione tra Silver, Madi e Mrs. Mapleton che dichiara apertamente di cercare la grazia di Max, quando un tempo avrebbe preferito quella di Eleanor, perchè ha capito che lei è saggia e benvoluta ed è colei che può sopravvivere più a lungo in una situazione come quella.

Insomma, un riflessivo e importante episodio che ci prepara all’epilogo di questa terza stagione di Black Sails. Siamo molto curiosi di sapere che piega prenderà la trama e siamo contenti di vedere che la morte di Vane è servita anche a rimettere in gioco un’altra pedina: Blackbeard. Il temuto capitano doveva in qualche modo rientrare di prepotenza nella storia e la morte di suo “figlio” è un ottimo pretesto.

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3.09 - XXVII
  • Riflessivo
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Jessica

Innamorata di serie tv fin da piccola quando la Vita Vera illudeva di poter continuare ever after a dedicare tutto il tempo a questa passione, il suo primo amore telefilmico è stata Buffy, che ha dato il via a lunghe ore passate davanti allo schermo, seguita a ruota da Battlestar Galactica, Lost e Fringe. Nel quotidiano invece... sì, ok, lavoro, teatro, sport... ma sempre con la testa alle serie tv!

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