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Black Sails

Black Sails: Recensione dell’episodio 3.05 – XXIII

Black Sails S03E05

Festival delle frasi fatte, edizione numero n (con n grande a piacere): “toccato il fondo si può solo risalire” (o “mettersi a scavare per andare ancora più a fondo”, direbbe qualche burlone molto poco originale). Ma, d’altra parte, un fondo di verità deve esserci se qualcuno ha pensato di mettere insieme delle parole che sono poi diventate tanto abusate da perdere quasi il loro significato originale (e mica tutti possono inventarsi petaloso). Fingendo di dimenticare tutto quello che c’è stato dopo, si può alla fine trovare un senso profondo anche nel più superficiale dei modi di dire se si riesce a non usarlo a sproposito.

Black Sails S03E05E proprio quello che succede a Flint in questo episodio di Black Sails offre il miglior appiglio per sfruttare la frase fatta di cui sopra senza scadere in una svogliata ripetizione di cliché a poco prezzo. Perché l’ennesima scena onirica che porta il tormentato capitano a confrontarsi con il suo personale fantasma della morte, accompagnato dall’immancabile Miranda, nell’indefinita luce nebbiosa di una landa silenziosa, è quel fondo ultimo che il fu James McGraw deve toccare prima di poter risalire. Il senso di spossatezza esistenziale, il desiderio di abbandono, la volontà di rinuncia, l’angoscia del dubbio, il peso delle troppe decisioni, il fardello delle morti indesiderate. Questi sentimenti opprimenti avevano spinto Flint sempre più a fondo convincendolo della loro ineluttabilità e riuscendo ad abbattere una fortezza che nessun nemico era riuscito anche solo a scalfire. Ma bastano poche parole a cancellare tutto, a mostrare a Flint quella verità elementare che si era nascosta sotto i veli neri della sofferenza.
Flint non è solo e per questo non è ancora arrivato il momento di scrivere la parola fine.
Non è solo perché proprio colui che più di una volta aveva agito alle sue spalle è ora il suo migliore alleato. Non è solo perché la ciurma della Walrus confida nonostante tutto (e nonostante le diffidenze di Billy) in lui. Non è solo perché Nassau può anche essere perduta ora con troppi pirati a firmare la grazia, ma in tanti ancora non è spenta la cenere della rivolta (e il discorso rassegnato dell’ex quartiermastro di Jack lo conferma). Soprattutto Flint non è solo perché i suoi sentimenti nei confronti dell’Inghilterra e di quella società che lo ha costretto ad uccidere il James McGraw che era per far nascere il terrore dei mari non lo hanno mai lasciato. Riemergono potenti nel discorso con cui convince la regina degli schiavi ribelli che nascondersi è la via più facile per rimandare un problema, ma non per evitare che quello stesso problema divenga un giorno irrisolvibile. Toby Stephens riesce a restituire l’orgoglio indomito di chi non è disposto ad arretrare neanche se ferito, la rabbia selvaggia dell’animale ferito che non rinuncia alla lotta, l’eloquenza irruenta di chi è convinto che nessuno può fermarlo dal compiere la sua missione. Soprattutto, Toby Stephens dimostra quanto ingiustamente sottovalutata sia questa serie da una critica che ha sempre snobbato questa storia di pirati fermandosi troppo presto a guardare l’elaborata cornice senza ammirare il raffinato dipinto.

Black Sails S03E05Un quadro dove le figure abbondano senza affollarsi, riuscendo ognuna ad emergere dalla tela con contorni indipendenti pur restando coerenti con il piano dell’opera. E così, come Flint tocca il fondo per poi risalire, qualcosa di simile seppure più sfumato è accaduto a Eleanor. Per quanto prevedibile fosse la relazione con il governatore Woods Rogers (che, in fin dei conti, era l’esito previsto da tutti non appena la cella della ex regina di Nassau si è aperta per far entrare l’intraprendente ex pirata), è nondimeno la conclusione corretta di un percorso di rinascita avvenuto seguendo tappe forse scontate ma comunque sempre ben giustificate. L’aver veduto crollare quell’impero che con tanta fatica aveva costruito ha spinto Eleanor a toccare il punto più basso della sua parabola, ma proprio da lì è iniziata la sua arrampicata sul ramo ascendente che la ha portata ad avere quel ruolo di reggente in seconda che maggiormente si adatta al suo personaggio. L’incontro con Max, sempre pronta ad elaborare una exit strategy che le garantisca non un banale cadere in piedi, ma piuttosto un più ardito continuare a camminare a testa alta, colpisce per la forza compressa dei sentimenti passati che le due donne non possono ignorare, ma che nondimeno devono costringersi a guardare da lontano perché un passato comune non può cancellare un futuro diviso. Come separati sembrano destinati a restare Eleanor e Vane, sebbene questa sicurezza fatichi ad essere accettata da un Charles che sembra quasi cercare in Teach la forza necessaria a non ricadere nelle stesse debolezze che più di una volta gli sono state d’intralcio.

Black Sail S03E05Proprio Blackbeard è il maestro ideale per Vane. L’assalto al galeone spagnolo, inconcepibile secondo le regole non scritte della pirateria dell’epoca che risparmiava per timore le navi della potenza coloniale iberica, è prima di tutto una dimostrazione di sicurezza del maestro che vuole mostrare al discepolo come le lezioni che vuole insegnare non siano vuote parole, ma sostanziose verità. Questa spavalda prova di coraggio offre anche la possibilità di svelare la discesa in campo di un terzo attore, finora rimasto distante e presente solo nelle paure inconfessate di Woods Rogers. La Spagna, vittima del furto dell’oro dell’Urca del Mar, è stanca di restare a guardare e si prepara a colpire con la forza della sua armata e la scaltrezza dei suoi servizi segreti capaci di corrompere la cameriera del governatore in pectore per avere accesso ad ogni mossa della rivale inglese. Sebbene questa rivelazione offra sostanza ad un episodio dove dopotutto accade poco più che uno schierare i pezzi sulla scacchiera (o le pedine sulla plancia della battaglia navale per restare più in tema), il maggior pregio dell’assalto al galeone è sicuramente il dialogo sincero tra Vane e il moribondo pirata spagnolo, che diventa una cruda accusa al malefico potere del denaro che corrompe ogni impresa e ogni uomo.

Toccare il fondo non è obbligatorio. Fa male e può bloccarti per sempre in un abisso da cui non è possibile risalire. Ma, come dice un’altra frase fatta, “non è forte chi non cade mai ma chi riesce sempre a rialzarsi”. E a Black Sails sanno farlo.

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3.05 – XXIII
  • Cadere per poi rialzarsi
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