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Black Sails

Black Sails: Recensione dell’Episodio 2.01 – IX. e 2.02 – X.

L’aveva già accennato della recensione del secondo episodio di Crrosbones ma per  chi, giustamente, se la fosse persa ribadirò il concetto: Black Sails è un bellissimo prodotto e, come tale, non si può fare a meno di non notarlo. A differenza di tanto altro materiale piratesco in circolazione, la serie antecedente gli eventi dell’Isola del Tesoro è riuscita, seppure con una certa difficoltà iniziale, a costruire un solido castello blacksails_s2_4di personaggi, intrecci e storie, che non si limitano soltanto a Nassau ma che riescono ad evadere da quelle coste e arrivare molto più in là del dominio di lady Gauthrie. La prima stagione ci aveva lasciato con l’amaro in bocca: Flint, dopo essere stato esposto alla ciurma con tutti i suoi tradimenti e le sue bugie, era riuscito a sopravvivere per un pelo all’attacco alla sua nave, prima di svegliarsi sulla sabbia sporca di sangue (del suo sangue), a pochi passi dall’oro di Urca de Lima, protetto da una ciurma di soldati spagnoli.

Flint, l’oro ed i soliti inganni

La storia ricomincia in medias res, dove l’avevamo lasciata un anno fa, con Flint al centro dell’odio di tutta la ciurma, ora guidata da Dufresne (sostituito nella seconda stagione dall’attore Roland Reed, molto meno simpatico e adatto al ruolo del suo predecessore Jannes Eiselen). Il capitano si trova diviso tra il desiderio di prendere l’oro che ha per tanto tempo soltanto potuto sognare e salvare la sua vita, appesa letteralmente ad un filo. In un improbabile serie di eventi riesce, aiutato da John Silver (ancora vivo, blacksails_s2_2ancora inutile), a conquistare la nave spagnola di guardia all’oro e, per giunta, a riguadagnarne il capitanato, ammutinandosi contro Dufresne, dopo averlo raggirato con la sua parlantina e qualche gioco mentale. Flint ha sempre avuto il fascino del dannato. Non importa quanto fossero discutibili le sue scelte e le sue decisioni, in qualche modo siamo sempre riusciti a capirlo, pur negando veementemente di poterlo mai a pieno supportare nelle sue azioni. La seconda stagione ci offre un ulteriore assaggio di quello che Flint è grazie ai flashback che ci danno modo di capire chi è stato, prima di Nassau e prima della Walrus. Scopriamo un Flint pieno di ideali, di sogni, un uomo che non nasce dalla ricchezza ma non per questo si arrende e decide di abbandonare la carriera nella marina. Come per ogni uomo intravediamo la debolezza, dietro a quella corazza di sicurezza e dedizione, rappresentata dalla moglie del suo mentore ed amico. Ancora una volta c’è il dubbio, lo struggimento nel personaggio di Flint, diviso tra il cuore ed il dovere verso la sua professione e il suo onore. Anche nel suo affidarsi a Silver, raccontandogli del piano per reimpossessarsi della propria ciurma, c’è uno spiraglio di fiducia che traspare, un desiderio di potersi fidare di qualcuno che non sia più soltanto il demone sulla sua spalla che gli sussurra abominevoli misfatti, compiuti o in procinto di esserlo. Uno dei blacksails_s2_5punti di forza della serie è proprio questa: una caratterizzazione dei personaggi minuziosa, sincera, che permette di conoscerne le varie sfumature ed i diversi sogni. Senza contare, poi, che l’effetto sorpresa è sempre dietro l’angolo: io non avevo mai creduto realmente che il povero Billy fosse morto ma vederlo legato su una spiaggia e torturato mi ha fatto un certo effetto, lo confesso. Spero davvero che la sua fine non sia qualcosa di tanto oscuro e doloroso come la morte per fame e sete su una spiaggia deserta, perché farlo sopravvivere a Flint solo per dargli una simile fine sarebbe quanto mai crudele.

Nassau, o il ‘Beautiful’ dei Sette Mari

Se qualcuno ha mai detto che non ci fossero abbastanza storie interessanti a Nassau può stare sereno: la seconda stagione promette scintille come non se ne erano mai viste! Mentre Max prende letteralmente in mano le redini del bordello (e delle relazioni sociali dell’isola), la povera Eleanor trova difficoltoso tenere tutti in riga. Da una parte Charles, rinchiuso nel bastione e quindi l’uomo più potente dell’isola, del tutto blacksails_s2_1disinteressato agli affari ‘politici’ della stessa; dall’altra Ned Low, il capitano incurante delle regole o dell’etichetta, in grado di tagliare la testa ad uno dei suoi marinai soltanto per aver osato parlare con Eleanor alle sue spalle. Che le cose stessero sfuggendo di mano alla biondina si era capito già alla fine della scorsa stagione, ma fino a questo punto? Ned Low ha dimostrato di essere un uomo pericoloso fin dalla prima volta in cui l’abbiamo visto, quando ha ucciso a sangue freddo un’intera ciurma che si era arresa soltanto per proteggere il segreto (ancora da decifrare) della donna che era in loro custodia. Ora che è a Nassau possiamo solo immaginare cosa comporterà questo per Eleanor, soprattutto visto che Charles non sembra aver alcuna intenzione di aiutarla. Non di meno sembrano rinchiusi nella loro bolla privata Max-Anne-Jack, in una liason a tre che nessuno aveva visto arrivare. Chi l’avrebbe detto che Jack sarebbe stato più che felice di concedere ad Anne di dormire con la mora Max, a patto che dopo tornasse a dormire nel loro letto? Jack è uno dei personaggi che meglio si è riusciti ad inquadrare, nella prima stagione, e il suo rapporto con Anne resta ancora uno dei più intricati ma interessanti, dal mio punto di vista. L’intervento di Max Black Sails 2 2015potrà senz’altro portare pepe al loro rapporto ma bisognerà vedere se sarà in grado di non distruggere quello che c’è tra i due.

Un prodotto che si riconferma forte, solido, interessante, con trame e personaggi che non fanno che migliorare, minuto dopo minuto, senza lasciare nulla al caso. I costumi e le scenografie sono autentiche, dal muro della casa rosa di Anne Bonny a Nassau, alla cabina del capitano, alla taverna della rissa. Ogni personaggio ha uno stile riflesso nel proprio abbigliamento e nel proprio atteggiamento e anche i discorsi filosofici di Flint e del capitano, per quanto lunghi, non annoiano ma rendono il suo personaggio ancor più profondo ed interessante. Se proprio vogliamo accennare ad una differenza rispetto alla prima stagione è un’oscurità nuova, profonda, che scende sulla serie con piccole scene, quasi quella della decapitaizone improvvisata che Ned Low mette in scena nella taverna. Allacciate le cinture, marinai, perché questa stagione è partita (come si suol dire) a vele spiegate.

P.S. Ma quanto è bella la sigla?!

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