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Black Mirror: Recensione dell’episodio – 2.01 Be Right Back

Charlie Brooker, creatore di Black Mirror sa bene come rendere 48 minuti di una serie tv un’esperienza inquietante ed emotivamente coinvolgente per lo spettatore. La prima stagione di questa serie antologica di genere distopico ci aveva mostrato gli effetti collaterali della tecnologia per gli esseri umani e per la società. Black Mirror, infatti, è lo ‘specchio nero‘ lo schermo di un televisore, un monitor o smarthphone nel quale gli essere umani sono sempre più assorbiti. La seconda stagione si apre proprio con una storia molto triste che ci pone, com’è tipico di questo filone di brevi film, di fronte a una questione etica non indifferente. Mentre vedevo l’episodio ho pensato di essere davanti alla versione 2.0 di P.S I love you, quel film di qualche anno fa con Hilary Swank e Gerard Butler; lei rimane vedova ma il personaggio interpretato da Butler aveva lasciato delle lettere per aiutare la moglie a superare il Black Mirror_201lutto. Ecco ‘Be Right Back’ è una versione più inquietante di quel film in questione, Martha (Hayley Atwell) è felicemente fidanzata con Ash (Domhnall Gleeson) ma a seguito di un incidente stradale, rimane sola, incinta e incapace di superare il lutto nel modo naturale, per quanto dolorose e drammatico. Accetta quindi suo malgrado l’aiuto di una sua amica che la iscrive a un servizio disponibile in rete, in grado in un certo modo di resuscitare la persona deceduta. Grazie alla traccia lasciata da Ash sul web, sui social network e sulle mail private, il servizio ricostruisce una copia virtuale della persona. Martha si abitua velocemente allo scambio di mail e alle telefonate dell’Ash virtuale e accetta ben presto di passare al livello successivo. Qui la questione si fa abbastanza disturbante, almeno per me; Martha, infatti, acquista una sorta di automa in simil carne e ossa, identico al fidanzato. Inizialmente la relazione sembra quasi andare bene ma ben presto Martha si accorge dei limiti emotivi e caratteriali dell’automa, la cui memoria e conoscenze sono basata semplicemente su quanto Ash aveva pubblicato su internet, Martha ha davanti un essere monodimensionale e nel momento in cui si rende conto di questo il suo intento è disfarsi dell’automa. Ma quella sorta di doppione è un essere umano? Indurlo al suicidio è giusto?

Black Mirror_203Hayley Atwell è veramente convincete in questo ruolo, la ricorderete probabilmente in Capitan America, la sua interpretazione è di ottimo livello tanto da farci empatizzare con la sua situazione in brevissimo tempo, considerando anche che per almeno la prima parte dell’episodio recita da sola: parlando al telefono, stando al pc, o passeggiando con l’auricolare.

L’intento di Brooker non era tanto quello di creare una storia verosimile, anche se è possibile immaginarci che in un futuro anche lontano ci potrebbe essere un servizio web che allevi il dolore per la perdita, soprattutto visto il tabù del mondo occidentale nei confronti della morte, la questione era però quella di porre l’accento sull’uso della rete e sui social network che in questa storia sono la memoria vivente di un essere umano. E’ questo il nodo centrale della storia, l’uso che facciamo di facebook, twitter e simili, la nostra versione in rete è solo una piccola percentuale di quello che siamo e immaginare che con tutto il materiale pubblicato nel corso degli anni si possa creare una nostra versione fake, è inquietante.

Black Mirror_204Il Doppelganger di Ash viene chiuso in soffitta, perché Martha non ha il cuore di farlo schiantare dal dirupo, alla figlia è concesso andarlo a trovare come se quella versione finta del padre fosse una foto animata. Tutto appare sbagliato nel nostro ordine di valori e idee ma potrebbe non esserlo in futuro lontano e soprattutto consci che tutta la situazione sia ingiusta eticamente parlando, quanti di noi nella condizione di Martha possono dire con assoluta sicurezza che non accetterebbero di provare questo servizio?

Maura Pistello

Fondatore/ Admin Giornalista pubblicista Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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