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Black Mirror: Recensione Christmas Special – White Christmas

Quando ho saputo, mesi fa, che Charlie Brooker aveva in mente uno speciale di Natale per la sua serie antologica Black Mirror, ho tremato. Diciamocelo, gli episodi-film precedenti di Black Mirror ci hanno insegnato che non c’è spazio per la serenità o la spensieratezza nel filone distopico creato da Brooker, quindi faticavo a trovare un collegamento con il Natale. Black Mirror, per chi fosse arrivato qui digiuno dagli episodi precedenti, è lo specchio nero dei tablet, pc, smartphone che riflettono noi stessi in modo oscuro e inquietante. I sei episodi precedenti e anche questo speciale di Natale mostra come la tecnologia, ma soprattutto i social media, non facciano altro che riflettere e ingigantire quei difetti umani già esistenti.

uktv-black-mirror-christmas-special-2014-9Dirò pochissimo della trama effettiva di questo speciale di Natale, perché ritengo che a differenza di un episodio seriale inserito in una stagione, Black Mirror vada trattata come un film e quindi come tale, vada rispettato anche il potenziale spettatore che potrebbe decidere di vedere lo speciale o recuperare la serie stessa. (Recuperate!!).
Il Christmas Special, ma di natalizio non c’è nulla se non l’ambientazione ovviamente, è diviso in tre storie apparentemente a sé stanti che sono incorporate in un quadro più ampio; file rouge di tutte e tre, oltre che la società distopica in cui è inserito il racconto, è soprattutto il personaggio interpretato da John Hamm, Matthew. Nella prima parte ci viene mostrato il suo passatempo-lavoro quello cioè di consigliare/ aiutare giovani uomini ad attaccare bottone con donne che, in altre circostanze, sarebbero per loro fuori portata. Ovviamente, in pieno stile Brooker, qualcosa finisce male; la dipendenza patologica dalla tecnologia si confonde brillantemente con la malattia mentale, la schizofrenia. Le voci nella nostra testa che ci dicono cosa fare sono reali o frutto del totale assoggettamento ai network sociali?
Black Mirror_ooanaChaplinIl secondo capitolo ricorda per certi versi Her di Spike John, e ci pone interrogativi su questioni etiche difficili, cosa che accade sempre quando si guarda Black Mirror. Oona Chaplin interpreta Greta, la donna protagonista di questo filone che si fa creare una copia della propria coscienza, così che possa avere un’altra se stessa che faccia da segretaria, ma forse sarebbe meglio dire schiava. La copia della coscienza è una stringa di codice e quindi può essere sfruttata a proprio piacere? Oppure è reale, tangibile ma soprattutto senziente anche senza un corpo tattile. Brooker è ossessionato (e non solo lui) dalla traccia che noi esseri umani lasciamo usando e vivendo così in stretta simbiosi con i social media, ponendo l’accento allo stesso tempo sull’aspetto crudele e cinico con cui gli esseri umani si sono adattati a questo tipo di società.

La parte più interessante dello speciale a mio parere è rappresentata dalla storia finale, quella in cui è protagonista Joe interpretato da Rafe Spall, ma che non vi accennerò per i motivi già spiegati; interessante è però sottolineare come le relazioni tra le persone siano influenzate in modo pesante dalla tecnologia: quando uktv-black-mirror-christmas-special-2014-5qualcuno subisce un torto o non vuole avere discussioni spiacevoli con un’altra persona, può “bloccarla” e da quel momento la persona apparirà come una sagoma grigia (nel caso di pericolosità sociale in rosso) e sarà impossibile comunicarci in qualsiasi modo. Brooker paragona il momento in cui cancelliamo con un click un follower che non vogliamo avere più su facebook o twitter alla vita reale, governata dalla tecnologia che appare sempre spietata non per sua natura ma perché plasmata dagli uomini.

In conclusione, ancora una volta, un film che lascia come sempre quasi feriti dall’immagine della società immaginata da Brooker. E’ doloroso e agghiacciante vedere come gli esseri umani siano potenzialmente pronti a perdere quell’aspetto empatico e umano che viene assorbito da quegli schermi neri che sembrano sempre più governare le nostre vite rendendoci più propensi a “bloccare” una persona piuttosto che parlare e discutere per trovare un punto d’incontro.
Un episodio brillante come sempre, probabilmente non il migliore di quelli già visti, ma dipende anche dal proprio gusto personale; io ad esempio amo quando Black Mirror indaga maggiormente le relazioni e il loro rapporto con la tecnologia e i social media ed esempio di questo sono stati gli episodi, piccoli capolavori, The Entire History of You e Be Right Back.

Christmas Special - White Christmas

Brillante

Valutazione Globale

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Maura Pistello

Fondatore/ Admin Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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