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Black Mirror: il trailer ed un’intervista a Jon Hamm per prepararci allo speciale natalizio

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Cosa vorresti per Natale? Stai attento a ciò che desideri…

Charlie Brooker ci farà il suo personalissimo regalo qualche giorno prima di quanto ci si aspetti: il 16 dicembre andrà in onda lo speciale natalizio della serie britannica che mostra il lato oscuro della tecnologia.
Come vi avevamo anticipato i protagonisti di questo episodio saranno Jon Hamm, Rafe Spall e Oona Chaplin.
La rete ha pubblicato un trailer in cui possiamo intuire quale potrebbe essere il ruolo di Hamm, ossia una sorta di deus ex machina che aiuta le persone a realizzare i propri desideri.

Hamm è stato di recente intervistato dalla stessa Channel 4. L’attore ha parlato del suo amore per Black Mirror e del suo rapporto con la tecnologia.

uktv-black-mirror-christmas-special-2014-3Sarai nello speciale natalizio di Black Mirror. Ti avranno sicuramente offerto tanti ruoli – perchè hai scelto di partecipare ad una modesta serie drammatica inglese?
Beh, lasciami dire che ti sbagli quando mi dici che mi sono stati offerti molti ruoli. I lavori scarseggiano là fuori, e come quasi tutti gli attori, può essere difficile ottenere roba buona.
Sono sempre stato un fan di Black Mirror e di Charlie Brooker. Ho una strana predilezione per le cose inglesi-inglesi e questo non fa eccezione. La cosa è nata in un modo molto strano: il mio agente mi ha chiesto se potevo incontrare Brooker. Non sapevo se stava anche lavorando ad una terza serie o a qualcos’altro. Semplicemente mi piaceva molto il suo lavoro e ho davvero voluto incontrare il ragazzo.
Quindi, come sei incappato in Black Mirror?
Stranamente, qui negli Stati Uniti vi è un canale che si chiama The Audience Network. Hanno qualche programmazione originale e alcune cose che acquistano da altre canali. E Black Mirror era una di queste. Il mio amico Bill Hader mi ha detto che dovevo guardare questo show. Così l’ho guardato e ho pensato che era davvero molto buono. Tutto poi è venuto da sè. Ha incontrato Charlie e dopo un paio di giorni dopo ho ricevuto una sua email in cui mi scriveva che aveva apprezzato molto il nostro incontro e che c’era questo personaggio che non doveva essere necessariamente inglese. E io ho detto: “Perché no?”
Il suo progetto è molto interessante, completamente diverso da quello che ho incontrato finora. E inoltre mi piace lavorare  nel Regno Unito. Mi considero molto fortunato per aver avuto questa opportunità.
Cosa ci puoi raccontare della storia?
Charlie ha scritto una storia molto particolare con un proprio ritmo. Quello che posso dire è che mantiene il mood distopico e ai confini della realtà della serie. C’è sempre un aspetto profondamente inquietante in Black Mirror.
Rafe Spall e Oona Chaplin sono stati meravigliosi. Sarà un ottimo modo per trascorrere un’ora e mezza delle feste natalizie e non parlare con la vostra famiglia.
uktv-black-mirror-christmas-special-2014-4Ti è piaciuto lavorare con Oona e Rafe?
Si, mi è piaciuto molto. Non ho avuto molto tempo per lavorare con Oona e sarà chiaro quando la gente vedrà lo show. Ma ho lavorato con Rafe e ho spesso cenato con lui e sua moglie. É stato fantastico. L’avevo visto in scena a New York, in Betrayal, con Rachel Weisz e Daniel Craig. Ho avuto la possibilità di incontrarlo dopo lo spettacolo e dirgli quanto era stato meraviglioso. Da allora non ho avuto più modo di incontrarlo, quindi è stato bello avere la possibilità di lavorare effettivamente con lui ed incontrare la sua meravigliosa famiglia.
Parlando di Mad Men, quali sono i ruoli che hanno significato di più per te nel corso degli anni? Presumo che Don Draper sia il più importante.
Sì, Draper è il ruolo della mia carriera. Ma posso guardare indietro ad ogni ruolo che ho interpretato e penso che ognuno di esso sia stato a suo modo significativo. Sembra un clichè, ma credo che ogni parte che un attore ha la possibilità di fare lo aiuti a diventare un attore migliore. Don Draper è stato certamente questo per me, perché dovevi presentarti bene ed essere preparato e consapevole. É stato un ruolo molto impegnativo. A volte era divertente, a volte straziante, a volte violento, a volte patetico. Ho avuto modo di mostrare un sacco di sfumature. Ma posso guardare anche a qualcosa di stupido e apparentemente da buttare come il personaggio in Bridesmaids, il cui nome credo fosse Ted, ed anche quello mi ha messo davanti delle sfide. Non definirei lavorare in commedia esattamente la mia zona di comfort, soprattutto quando si lavora con qualcuno di talento come Kristen Wiig e il regista Paul Feig. Sei terrorizzato, non credi di essere alla loro altezza.
Come è cambiata la tua vita negli ultimi sette anni?
Stranamente, non più di tanto. É una cosa strana, celebrità e fama e tutte quelle sciocchezze possono essere una macina al collo, ma solo se lasci che siano.
Non ho mai dato più di tanto significato al successo, e quindi non mi ha mai veramente condizionato. Voglio dire, è strano quando si cammina per strada e la gente si ferma e ti punta il punto o cerca di scattare una foto di nascosto in un ristorante, che non è mai nascosto come si pensa che sia. Mi rendo conto che la gente apprezza il mio lavoro, e spero che tutto ciò sia a causa del lavoro e non per qualche altra cosa stupida che non significa nulla.
uktv-black-mirror-christmas-special-2014-5Pensi che il fatto che tu non sia diventato famoso fino ai 30 anni sia, per molti aspetti, una buona cosa?
Sì è la risposta breve. Io non capisco nemmeno come i giovani si muovano oggi in un mondo dominato dai social media. Come fanno le persone a gestire qualsiasi cosa? É così schiacciante. Le persone si svegliano la mattina e la prima cosa che fanno è controllare Instagram, Twitter, Facebook, Vine, Tinder. Prima questo e poi il caffè. Ho già abbastanza problemi a gestireWords with Friends. Non riesco a immaginare come potrei mantenre un’esistenza virtuale on-line. Questa è una delle cose che Charlie sta analizzando in Black Mirror – si vede cosa succede quando i social media di traverso.
É vero che ti sei trasferito a Los Angeles nel 1995 con soli 150 dollari? Come è stato vivere alla giornata?
Beh, non mi ha ucciso, quindi suppongo che mi abbia reso più forte. Sembra falso a questo punto, ma è in realtà vero. Questo è quello che ho avuto. Fortunatamente, avevo 25 anni e la capacità di affrontare le difficoltà è notevolmente più elevata. Hai una tolleranza maggiore. Non ti dispiace dormire su un futon rotto o condividere una casa con altri cinque idioti senza soldi. Questo è proprio quello che si fa quando ci si sposta in una nuova città per tentare la carriera d’attore. Non c’è nessuna versione della storia in cui diventi il primo della classe. Semplicemente non accade. Così si paga ciò che devi. E non è la cosa peggiore del mondo. Si impara molto su se stessi e il business. E a volte ci vuole fortuna. Io sono stato fortunato. E ho lavorato tanto per essere fortunato al momento giusto.

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