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Billions: Recensione dell’episodio 2.01 – Risk management

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Che poi alla fine della fiera non è che ci si può inventare l’inimmaginabile ed oltre, ma una regola base ogni autore di serie tv la rispetta sempre. C’è il protagonista e c’è l’antagonista. L’eroe e il villain. Il buono e il cattivo. Poi si può ricamare su questi punti fermi declinandoli in mille modi diversi, disegnando personaggi che si allontanano dalle definizioni scolastiche sfiorando persino i loro opposti, rendendo fluidi i confini invalicabili dei rispettivi codici morali. Si può persino lasciare che le ragioni di entrambi siano condivisibili entro certi limiti ed i modi non troppo dissimili. Ma alla fine resta sempre una traccia per quanto sfumata comunque ben visibile che indichi chiaramente chi è cosa.

Billions 2x01E poi arriva Billions

O almeno così era sempre stato prima che Showtime ci regalasse nella passata stagione una serie come Billions. Paul Giamatti e Damian Lewis sono nomi troppo grossi per lasciarsi sfuggire l’opportunità di sfruttare il traino spontaneo offerto dalla loro fama. E sono attori troppo bravi per non provare a rischiare realizzando qualcosa che sia innovativo. Paul Giamatti vs Damian Lewis. Chuck Rhoades vs Bobby Axelrod. Procuratore inflessibile il primo, finanziere senza scrupoli il secondo. Billions ha vissuto del titanico scontro tra questi due personaggi giovandosi delle capacità attoriali dei due interpreti per mettere in scena un continuo spettacolo di fuochi artificiali dove era impossibile stabilire a chi dare la palma del migliore. La premiere della seconda stagione non poteva che confermare questo prezioso leit motiv con i due attori che tornano a rivaleggiare in bravura in una gara che non può che fare la gioia dello spettatore in cerca di esempi di ottima recitazione. E, tuttavia, la promessa più importante che questa premiere si premura di fare è un’altra: Billions continuerà a violare la regola non scritta di ogni serie tv. Non c’erano e non ci saranno un protagonista e un antagonista. Niente buono e cattivo. Chuck Rhoades non è l’integerrimo difensore della legge al cui fianco schierarsi perdonandone gli eccessi scorretti in nome del bene superiore del trionfo ultimo della giustizia. Bobby Axelrod non è lo squalo ingordo che punta una preda indifesa per massacrarla quando non se lo aspetta. Ma avrebbe anche ragione chi leggendo quanto appena scritto su Chuck e Bobby pensasse di aver appena visto la più grossa bugia che si potesse usare in una recensione. Sta proprio qui la peculiarità di Billions. Che non esiste una sola ragione, ma tante e tutte valide. Perché Chuck e Bobby, ma anche Wendy e Lara, Bryan e Wags sono personaggi che hanno impostato il proprio navigatore verso una meta ben precisa e quella intendono raggiungere seguendo la strada più conveniente indipendentemente da ogni altra considerazione. Inclusa quella se essere eroi senza macchia e paura o villain senza cuore e onestà.

Billions 2x01Giustizia o ossessione?

Rotta la dicotomia classica buono/cattivo, diventa quasi spontaneo per Brian Koppelman e David Levine, creatori dello show, rinunciare anche al secondo mantra di ogni serie tv. Se Chuck è un procuratore legale e Axe un finanziere corrotto, sarebbe quasi ovvio che il confronto tra i due sia un duello per far trionfare la giustizia anche a costo di giocare sporco camminando sullo scivoloso confine tra ciò che è legale e ciò che è utile a prescindere. Ma la premiere della seconda stagione conferma quanto la prima aveva ben chiarito. Quella tra Chuck e Axe non è una guerra in nome di principi superiori, ma una più prosaica e per questo più violenta battaglia tra due persone che semplicemente e intimamente si odiano a vicenda. Chuck e Axe sono forse persino troppo simili per restare attratti l’uno dall’altro, ma proprio come poli opposti di una calamita non possono fare altro che restare indissolubilmente uniti. L’unico modo per spezzare questo legame è distruggere l’altro con ogni arma possibile. Lo abbiamo visto nella prima stagione e lo rivediamo ora. Tutti gli sforzi dei due sono costantemente impegnati in questo titanico scontro per cui anche una partita a scacchi al parco o una passeggiata notturna all’ippodromo diventano occasione per elaborare una qualche strategia per il prossimo attacco reciproco. Consapevoli forse di quanto astrusi per i non addetti ai lavori fossero state le dotte disquisizioni tra cavilli legali e trucchi finanziari della passata stagione, adesso gli autori scelgono due mosse dopotutto facili da comprendere. Fedele allo scontato proverbio secondo cui l’unione fa la forza, Chuck decide di imbrigliare Axe in una rete sottile ma oppressiva di mille piccole cause legali pensando così di sfinirne la coriacea resistenza immaginando che compia prima o poi un letale passo falso. A sua volta, anche Axe gioca nel modo più comprensibile costringendo Chuck a difendersi dalle indagini interne dell’inflessibile Drake che ci mette poco a scoprire gli artefatti indizi di una accusa di corruzione che potrebbe costringere il procuratore a ritirarsi. Strumenti efficaci e, per la prima volta, comprensibili anche da chi non ha a casa poderosi tomi di diritto o in curriculum esami di economia e commercio.

Billions 2x01Wendy e Bryan e un posto al sole

Chi sembra stare peggio tra i due eterni contendenti è comunque senza dubbio Chuck perché il nemico per lui non è alle porte, ma già dentro casa senza che se ne sia reso completamente conto. Nemico che ha i volti della moglie separata Wendy e del fin qui fedele vice Bryan. Entrambi si rivelano molto più fastidiosi della proverbiale spina nella zampa del leone. Ma le modalità con cui ciò avviene sono radicalmente diverse. Wendy è colpevole, infatti, di una inattesa superficialità avendo accettato il giusto pagamento della milionaria liquidazione proprio lo stesso giorno in cui il marito ha ritirato la causa contro Axe rendendo quasi scontato il sospetto che due più due faccia quattro. Al contrario, Bryan si rivela essere la gola profonda che ha indirizzato un Drake troppo intelligente per non capire subito il gioco che nessuno aveva sospettato. Per quanto diversi nei modi ma simili nelle conseguenze, le azioni di Wendy e Bryan sono comunque dettate dallo stesso sentimento. Entrambi hanno vissuto finora nel cono di luce proiettato da altri, che fosse Axe per Wendy o Chuck per Bryan. Ma entrambi sono anche troppo consapevoli del proprio valore per accontentarsi di essere solo la mental coach di o il vice di. Restare sotto ai riflettori solo perché vicini a chi è al centro dell’attenzione non è più una gradevole gratificazione, ma piuttosto una immeritata punizione alla quale cercano di ribellarsi in un modo inevitabilmente maldestro per chi sta imparando ad andare in bici senza rotelle o aiuti.

La premiere di Billions conferma quanto la prima stagione aveva detto. La serie non ha intenzione di rispettare alcun canone stereotipato, ma preferisce vivere dello scontro tra due protagonisti uguali e contrari. E, d’altra parte, se hai Paul Giamatti e Damian Lewis in scena non puoi che fare come gli impiegati di Axe nella cover di questa recensione: aspettare che si aprano le porte e goderti lo spettacolo.

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  • Scontro tra titani
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