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Billions: Recensione dell’episodio 1.02 – Naming Rights

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L’episodio di Billions non delude, con trame e personaggi interessanti. Continua a restare abbastanza confuso il mondo finanziario e tutto quello che ruota intorno ad esso.

billionsLe aspettative sono un’arma a doppio taglio, dopo tanti anni ormai l’abbiamo imparato. Un’arma capace di ferire un cuore deluso o di innalzare la gioia di speranze al contrario realizzate. Billions non lo aspettavo con estrema ansia ma, lo confesso, mi aspettavo comunque molto da questa serie. Il primo motivo era un cast brillante e una tematica poco (o affatto) affrontata nell’ambito seriale contemporaneo, più comunemente rappresentato da licantropi, vampiri o dottori. Cosa può andare storto, se poi aggiungi anche due figure come quelle di Giamatti e Lewis al timone di una produzione con Koppelman alle spalle? La risposta ovvia sarebbe ‘nulla’, la mia risposta, invece, è ‘qualcosina si, purtroppo’.

Il secondo episodio approfondisce i personaggi che ci erano già stati introdotti nel pilot. Bobby, quasi completamente immune alla naturale paura che un’indagine del Procuratore dovrebbe portare, continua imperterrito a sbandierare i propri soldi e dimostrare che può avere ciò che desidera e quando lo desidera. Era davvero necessario rivendicare un edificio e dargli il proprio nome? No, avrei affermato inizialmente, prima di rendermi conto che la storia dietro a quella infantile scelta fosse non solo appropriata ma anche una giustificazione sufficiente per un’azione come quella. billionsQuello che spesso ci sfugge, osservando la gente ricca, è che non è stata (probabilmente) sempre ricca. Ecco perché la scena in cui Bobby, con Lara al suo fianco, mette al loro posto i membri della famiglia che un tempo l’aveva lasciato senza lavoro è  straordinaria, forse la migliore di tutto l’episodio. Damien Lewis è straordinario ed i suoi monologhi sono intensi, diretti, quasi brutali.

Come nella scena di qualche minuto prima, quando licenzia senza pietà uno dei suoi dipendenti. Ripeto: Bobby è un uomo che ha potere ed è consapevole di averlo. Con questo non voglio limitarmi a consideralo un tiranno, visto che più tardi si troverà a chiedere scusa a Wendy per non averla messa al corrente della sua prossima mossa, ma va anche detto che un uomo potente non sempre lascia vedere tutto di sè. In questo episodio riusciamo invece a vedere un lato umano di Bobby che forse nel primo episodio non eravamo riusciti a scorgere. Un lato umano che, a mio avviso, non delude e riesce a sottolineare il personaggio con forza e determinazione.

billionsUna determinazione che è ribadita anche per il personaggio di Giamatti, Chuck Roades, da quei poveri disgraziati che lo avvicinano piangendo e supplicandolo di non sbatterli in prigione. Nel primo episodio era stato l’amico di suo padre, ora un padre di famiglia con bambini piccoli. Se da un lato è onorevole l’impegno e la devozione al proprio lavoro, è impossibile che tutto questo non influisca in qualche modo sulla psiche del procuratore distrettuale. Con una moglie psicologa, ovviamente, spero che non vi sfugga l’ironia di tutto questo. Forse è proprio per questo che si dedica anima e corpo al nuovo caso, che Bobby ha così diligentemente spinto sotto i riflettori per distogliere l’attenzione dalla sua azienda.

Per molti aspetti, soprattutto quando si trovano all’ufficio di Roades, mi sembra di tornare alle ambientazioni di House of Cards, soprattutto ora che sappiamo che c’è una spia tra i ranghi dell’ufficio del procuratore. A differenza delle scene che vedono protagonista Bobby, quando ci focalizziamo sul personaggio di Giamatti continuiamo a vedere la continua lotta tra uomo e procuratore distrettuale, tra persona e lavoro, tra ciò che vorrebbe fare e ciò che è costretto a fare a causa del suo lavoro.

billionsTutto bene fin qui, no? Ciò che invece mi ha lasciato davvero demoralizzata è il modo di parlare del mondo finanziario. So che è una scelta  – una che sembra pagare, aggiungerei – ma io continuo a restare sconvolta dalla totale mancanza di spiegazioni circa i discorsi che vengono portati avanti. Magari è un modo di portatore lo spettatore in medias res, farlo sentire parte di un mondo complesso, ma io continuo a sentirmi davvero ignorante e, dato che parliamo di una buona fetta della serie, mi demoralizza pensare di dover continuare così, fingendo di capire ciò che in realtà non capisco.
Al di là dei miei complessi da non-studentessa di economia, Billions dimostra di essere sulla buona strada per sviluppare non solo una complessa trama fatta di tradimenti, intrighi e bugie ma anche una rete di personalità e persone a cui è impossibile restare indifferenti.

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1.02 - Naming Rights
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