Billions

Billions: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

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“Non devi nuotare più veloce dello squalo, ma del tizio con cui fai immersioni.”

maxresdefaultSottomesso: soggetto al dominio, all’autorità di qualcuno. Privo di autonomia.
Inizia proprio così Billions, con una scena di bondage in cui una pioggia dorata va a smorzare il bruciore del Procuratore Chuck Rhoades (Paul Giamatti) causato dalla sua dominatrice. Inizio forte per un telefilm che dovrebbe trattare di politica e soldi, ma che ha voluto astutamente anticipare quello che sarà il ritratto che avremo alla fine puntata del procuratore, uno dei due titani che capeggia nel telefilm. Chuck è un uomo retto, senza pietà e potente da far schifo, sostenuto dalla Legge Americana di cui sembra esserne il portabandiera. É l’uomo che fa paura anche agli uomini più potenti, i quali non possono far altro che prostrarsi e subire il potere della legge. Quello che più eccita Chuck è il sentirsi sottomesso, il sentire il suo petto schiacciato da un tacco a spillo, così da riuscire a provare anche lui quel timore e quel dolore che provano le persone che capitano sotto il suo mirino.
Dall’altra parte della piramide c’è Bobby Axelrod (Damien Lewis), uno speculatore finanziario scampato all’attacco terroristico dell’11 settembre, pronto ad aumentare il suo salvadanaio donando ogni tanto qualche briciola di gratitudine anche alle famiglie dei suoi ex colleghi di lavoro morti durante l’attacco.

73249Potere VS Soldi, Paul Giamatti VS Damien Lewis.
Non servirebbe nient’altro da aggiungere dopo aver visto i nomi dei due titani e gli attori secondari che li fiancheggiano. Se poi ci aggiungiamo potere, belle donne e truffe finanziarie, il telefilm non può che decollare. E invece per qualche strano motivo il meccanismo parte non oliato. Billions tratta la “gara a chi ce l’ha più lungo” tra due potenti uomini che hanno dalla loro tutto quello che vorrebbero. E proprio quella gara senza parole che passa per azioni in borsa e ville lussuose sull’Oceano si ferma lì, senza crearci così tanto curiosità. Parliamoci chiaro, non si può dire nulla sul cast e sulla scelta degli interpreti secondari. Per non parlare del ruolo che hanno le mogli dei rispettivi titani e di come sono state magistralmente dipinte come donne con i controcoglioni che potrebbero benissimo gareggiare con i mariti nella gara sopra citata. Ma è la mancanza di un incipit solido, sempre disturbato da sessioni di autostima o riunioni nei sottoscala per parlare di azioni bancarie, che forse non convince.

Billions-ShowtimeGli autori, a parer mio, ci hanno voluto sbrodolare un pilot troppo lungo, mettendo troppa carne sul fuoco, bruciandosi il bello della trama. Persino il fatto di voler rimandare l’incontro tra i due potenti alla fine della puntata ha attardato il nostro interesse già preoccupato a capire chi fosse la misteriosa dominatrice. Il fatto di non essere interessato alla scena del faccia a faccia tra i due, e tanto meno alla loro rivalità, è un punto debole per un telefilm che dovrebbe far leva proprio su questo per il proseguo della trama.

Inusuale e controproducente è stato inoltre dare troppo spazio a Wendy, la quale entra automaticamente nella lista dei preferiti, scaricando il marito che al suo confronto non è nulla (remunerativamente parlando e non). Chuck incarna la “paura” di Bobby nell’uomo in giacca che perlustra il suo ufficio e Wendy incarna la “paura” di Chuck e la sua ambizione che si è lentamente placata, rifugiandosi nel contare costantemente i numeri dei casi da lui risolti senza però arrischiarsi in uno nuovo. Il fatto di far giocare questo trio, intersecando in maniera furba le trame, ha lasciato da parte la mission del telefilm.

p0u4K0Veo1uYqJQCvtG5GePoMxNCapisco la volontà di mostrare un telefilm “serioso” in un panorama televisivo dove il genere in questione manca, ma il mettere nomi di aziende a caso e offrirci un bouquet di personaggi troppio ampio per un pilot ha creato un po’ di confusione in quello che già sembra un argomento difficile di suo. Quindi per cortesia cerchiamo di fare un po’ di ordine in quell’orgia di numeri, intrighi, piscio e soldi che questo troppo lungo pilot ci hanno mostrato. I numeri per una serie con i fiocchi ci sono, basta solo aggiustare gli spazi dei protagonisti, facendo un po’ di pulizia in tutti quei nomi irrilevanti per il proseguo del telefilm. Voglio investire anche io in questo telefilm, devo solo attendere il segnale giusto.
Stay tuned.

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1.01 - Pilot
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