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Better Call Saul

Better Call Saul: recensione dell’episodio 1.10 – Marco

Sono le note di “Smoke on a water” dei Deep Purple a tirare le fila della prima stagione della novità più attesa della stagione. Better Call Saul archivia la sua prima annata e lo fa con un episodio conclusivo privo di particolari colpi di scena, che invece di anticipare quello che ci aspetta nella stagione successiva, come fanno molte altre serie, conclude in maniera egregia il percorso di trasformazione di un avvocato che vuol far carriera eticamente (James McGill) ad uno senza scrupoli e dedito alle cause più becere e grottesche possibili (Saul Goodman).better-call-saul-season-1

Oltre ad una grande attesa e curiosità, intorno allo spin-off di Breaking Bad c’era anche un po’ di mistero per ciò che il pubblico si sarebbe trovato davanti. Un procedurale o addirittura una comedy erano i generi più gettonati. Ma Vince Gilligan non è un autore qualsiasi e ha costruito una serie nata da una costola di un capolavoro assoluto della televisione moderna in un qualcosa che è difficile incasellare in un genere specifico. Molti potrebbero fare riferimento al dramedy (un mix tra drama e comedy) ma Better Call Saul va oltre e con questo finale di stagione sembra voler chiudere una serie di un certo tipo per aprirne un’altra con caratteristiche completamente differenti, perché è lui, James McGill, a pilotare la macchina per farla andare nella direzione che prende il suo personaggio.

Nel corso della prima stagione ci sono state delle avvisaglie su quello che sarebbe diventato l’avvocato senza morale di Walter White in Breaking Bad, ma è in Marco che James McGill prende a pieno coscienza di quello che diventerà di lì a poco. Il climax dell’intera stagione è stato raggiunto nello scorso episodio con la scoperta del tradimento da parte del fratello e per James è arrivato il momento di una seria riflessione sullo scopo da dare alla sua carriera lavorativa, e per farlo torna nei luoghi della sua gioventù dove ritrova il vecchio amico di truffe Marco. Per James sarà una settimana decisiva per il suo futuro, che culmina con la morte di Marco nel momento stesso in cui stavano perpetrando la loro ennesima truffa ai danni di un’ignara persona.

È insieme a Marco che muore definitivamente anche l’anima del “fa la cosa giusta” di James e l’anello nero, simbolo che ha contraddistinto il personaggio di Saul in Breaking Bad, è lì ad indicarci che la trasformazione è completamente avvenuta e la prima riprova la si ha quando James (sarà l’ultima volta che lo chiameremo così in una recensione?) rifiuta l’offerta dello studio partner di HHM, che poco tempo prima mai avrebbe gettato al vento, per abbracciare completamente la possibilità di fare soldi facili sfruttando le abilità di truffatore e mandando definitivamente a quel paese l’etica e la morale. Lo aspetta una nuova (e vecchia) vita, una vita fatta di truffe, raggiri e menzogne che lo porteranno ad essere l’avvocato che tutti noi abbiamo conosciuto.

75Lo si è fatto poche volte, ma nel finale di stagione è doveroso sottolineare l’immensa bravura di Bob Odenkirk nel dare il volto alle diverse anime di un personaggio che in questo spin-off abbiamo scoperto essere molto più complesso di quanto ci potessimo aspettare. È da standing-ovation il monologo che ci ha regalato nel corso dell’ultima tombola con gli anziani, dove in una sorta di “coming-out” si mette a nudo mostrando il suo lato peggiore, quello di uomo spregevole che non ha scrupoli nel defecare nell’auto dell’amante della propria moglie. È il momento più drammatico dell’intero finale e che Vince Gould, co-creatore della serie insieme a Gilligan e autore dell’episodio, ha saputo rendere sublime e memorabile.

Better Call Saul passa a pieni voti l’esame della prima stagione, iniziata nel migliore dei modi con tre episodi mozzafiato (che hanno strizzato un po’ l’occhio alla serie madre), proseguito con qualche piccola incertezza nella parte centrale e conclusasi nel modo più giusto e onesto possibile. La premesse, come sottolineato prima, ci portano a credere che la seconda stagione si muoverà su canoni completamente diversi della prima, quasi come si ci trovassimo davanti ad una serie antologica con gli stessi personaggi tutte le stagioni. Potenza di Vince Gilligan.

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