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Better Call Saul: Recensione dell’episodio 1.09 – Pimento

Diciamo la verità: era da un paio di episodi che ci chiedevamo quando diamine sarebbe arrivata la battuta d’arresto a questa ingloriosa ascesa di Jimmy McGill a protettore degli anziani e amico dei buoni propositi. Beh, ci siamo. Con molte probabilità potremo finalmente dire addio al buon uomo che questa prima stagione ci ha fatto conoscere ed iniziare a rivedere il vecchio Saul Goodman che stiamo aspettando dalla prima puntata. Un misto di giacche sgargianti, discorsi al limite del paradossale ed un’incredibile sete di denaro.

bettercallsaul_109_mcgillBuoni e cattivi. Una calda giornata di sole, una panchina e un prato su cui poggiare i piedi nudi: i fratelli McGill sembrano sempre di più andare d’accordo e riuscire a superare insieme le difficoltà che la malattia di Chuck comporta per entrambi. Il caso su cui stanno lavorando, la class action che Jimmy è riuscito ad imbastire, sta iniziando ad assumere dimensioni che potrebbero non essere in grado di gestire, tanto che Chuck propone al fratello di affidare il caso al suo vecchio studio, la HHM, e al tanto odiato Hamlin. Dopo i primi tentennamenti, Jimmy decide di assecondare il fratello, ignaro che sta per finire proprio nella tana del lupo.
L’epico ritorno a luci spente di Chuck, il confronto ad un tavolo circondato da squali, lo sguardo amorevole di Kim, il piglio da assopigliatutto di Howard, la sconfitta di Jimmy: scena dopo scena, sembra chiara la netta distinzione tra i buoni e i cattivi, tra gli sconfitti (dalla vita) e i vincitori. Peccato che tutto quello che abbiamo visto finora sia una bugia.

Slippin’ Jimmy. Se  Gilligan & Gould ci avevano concesso ad ogni fine puntata una soluzione al problema che il nostro avvocato si trovava di volta in volta a dover affrontare, in questo episodio la soluzione c’è ma il problema no. O perlomeno non crediamo fino all’ultimo che lo sia. E non mi riferisco alla scelta di Jimmy di accedere l’indecorosa offerta di Hamlin.
bettercallsaul_109_jimchuckNelle battaglie spesso coloro che crediamo essere nostri alleati si dimostrano alla fine i nostri primi nemici. Anche il nostro amato fratello.
Io ti conosco. Io lo so chi eri, chi sei. Le persone non cambiano. Tu sei Jimmy Scivolone. E Jimmy Scivolone posso ancora sopportarlo, ma Jimmy Scivolone con una laurea in legge? É come dare una mitragliatrice ad uno scimpanzè.
Questo è il momento di rottura totale, la fine di un capitolo (a volte noioso) e l’inizio di un altro. Come può un teppistello di Omaha con un laurea presa online all’Università delle Isole Samoa poter solo pensare di poter competere ed essere solo paragonabile a chi ha speso una vita intera a studiare, formarsi e lavorare con sacrificio?

L’idilliaco rapporto tra Chuck e Jim è caduto sotto i colpi di una bugia, di un’approvazione che in verità non c’era. E chi conosce Saul, può immaginare che questo possa l’inizio della sua trasformazione.
E ce ne andiamo così, su una macchina scassata, lasciandoci dietro la porta di una casa buia. E tutte le sue menzogne.

bettercallsaul_109_mikeMike Ehrmantraut. L’altro protagonista di questo episodio è sicuramente lui, Mike. Le tre scene in cui il nostro si muove sono rappresentative del suo modo d’essere: premuroso nei confronti della famiglia, lucido e attento sul lavoro, preciso nel classificare le persone. Buone o cattive, indipendentemente da quale parte della legge si decide di stare. Perché si può essere cattivi poliziotti e bravi criminali. Pessimi preti e ladri onorevoli. Ma se vuoi fare il criminale devi prima studiare.
Le due scene in cui si confronta prima con il bellimbusto supergangster poi con il timido spacciatore (chi di voi si aspettava che dalla macchina uscisse un volto noto?) ci riportano a quel Mike che abbiamo conosciuto in Breaking Bad e che dopo Five-O capiamo decisamente meglio.

Siamo ad un passo dal finale e le carte in tavola sono tutte scoperte. Dopo l’apparente calma degli ultimi come di questo episodio (perlomeno fino alle ultime battute finali) siamo arrivati all’apice della tragedia. E da qui non si torna più indietro.

Per essere sempre informati su Better Call Saul passate e mettete un like sulla pagina Better Call Saul – Italia.

1.09 - Pimento

A mitragliatrice chimp with a machine gun

Valutazione Globale

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Valentina Marino

Scrivo da quando ne ho memoria. Nel mio mondo sono appena tornata dall’Isola, lavoro come copy alla Sterling Cooper Draper Price e stasera ceno a casa dei White. Ho una sorellastra che si chiama Diane Evans.

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2 Commenti

  1. Caspita, ma perché non commenta mai nessuno? Ho scoperto il sito da poco e mi sembra molto valido.
    Comunque.
    Episodio senz’altro scioccante, con un colpo gobbo pazzesco che non so quanti di noi si aspettassero (io no), e proprio da una persona così vicina a Saul, l’unico che pensavo non l’avrebbe mai tradito… anzi. Amarissima l’ironia del fatto che sia Chuck a essere quasi invidioso di Saul, e non il contrario: diciamocelo, come Chuck stesso ha indirettamente ammesso, gli rode non poco il fatto che il fratello, pur con una laurea presa per corrispondenza, sia così brillante e competente quando lui (passatemi l’espressione) s’è fatto il culo tutta la vita per arrivare dov’è e probabilmente (non perché stupido, eh) ha dovuto faticare il doppio, il triplo, il quadruplo di Saul per raggiungere una certa posizione (quella che Saul si è trovato a un palmo di naso pur essendo praticamente ancora un avvocato “in erba”… ma forse le cose stanno per cambiare).

  2. Puntata che cambia la mia visione della serie. Se finora si era mossa su binari interessanti e ben strutturati, con personaggi sviluppati egregiamente e una regia sempre fantastica, ma con la mancanza di quella scintilla che solo le serie migliori si possono per mettere, con questo episodio si arriva all’apice della stagione.
    Niente è come sembra, non c’è nessuno status quo acquisito: Chuck cambia volto e si rivela più meschino di quanto noi e Saul avremmo mai potuto pensare, o almeno la sua gelosia nei confronti del fratello lo rende tale. Anche Howard, che fino all’episodio precedente ognuno di noi avrebbe voluto prendere a cazzotti, viene visto sotto una luce completamente diversa. E’ fantastica l’abilità della coppia Gilligan/Gould di ribaltare non solo i canoni della serie madre, adattando i personaggi e le ambientazioni ad un protagonista essenzialmente opposto, ma anche di riuscire, in un solo episodio, a farci mettere in discussione tutto ciò che avevamo dato per certo in quelli precedenti. E tutto in una sola stagione, che pare pure molto introduttiva! Non so cosa ci aspetterà nella seconda ma io sono già al varco ad aspettarla!

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