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Better Call Saul: Recensione dell’episodio 1.05 – Alpine Shepherd Boy

bettercallsaul_animaliSembra chiara, dopo cinque episodi, la struttura narrativa che Gilligan & Gould hanno voluto dare alla serie: una prima parte in cui il nostro deve affrontare situazioni lavorative e familiari complicate, al limite del ridicolo, fino a giungere ad un punto di rottura quasi totale; una seconda più scanzonata, quasi risolutiva, in cui Jimmy sembra trovare una soluzione al problema che lo affligge, per quanto ai nostri occhi paia momentanea.
Fino ad ora questa è stata forse la puntata più lenta e riflessiva. I primi episodi avevano dato un’idea diversa di come sarebbe stata questa serie: ritmo più incalzante, dialoghi più veloci combinati a scena di azione. (In questo sembra quasi di essere di nuovo ripiombati in quell’aria tesa e pesante che si respirava nella prima stagione di Breaking Bad. Per quanto non si voglia fare dei paragoni, a volte diventa quasi impossibile.)

James McGill, avvocato alla ricerca della sua identità. Le sue doti di imbonitore delle folle superano di gran lunga le sue conoscenze giuridiche e non è un caso che a lui si affidino tipi alquanto eccentrici. L’imbalsamatore che vuole che il terreno del suo ranch sia dichiarato stato indipendente e ha già iniziato a stampare banconote con la sua faccia da merluzzo sopra, il papà premuroso che ha inventato un motivatore vocale di dubbio gusto che possa aiutare i suoi bimbi a superare senza traumi (!?!?!?) la fase del vasino, la vecchina che deve fare testamento e dividere tra i suoi familiari la sua collezione più importante, i pastorelli di ceramica.
L’inizio di questa puntata ci offre una panoramica su quanto sia vario e strambo il genere umano, con un sarcasmo che strizza parecchio l’occhio ai fratelli Coen. Bob Odenkirk è perfetto nel suo ruolo: sa che accettare questo pezzo strano del mondo può offrirgli opportunità economiche che altrimenti non avrebbe, senza perdere però di vista i limiti della decenza. Il denaro è uno di questi.

Da Jimmy Scivolone a Saul Goodman. Cosa può aver scatenato nel piccolo truffatore di periferia che viaggiava su uno skateboard la voglia di diventare quel gran truffatore ed accumulatore di denaro che conosciamo bene?bettercallsaul_kim_chuck
Da tutto quello che abbiamo visto finora ad ora, la vita di James non è stata e non è una passeggiata. E questo non dipende solo da lui, ma anche e soprattutto da ciò che lo circonda, in primis la sua situazione finanziaria e la salute del fratello. Non credo che nessuno di noi abbia creduto che la malattia di Chuck fosse reale (per quanto esista l’allergia all’elettricità), ma un po’ tutti siamo stati raggirati dal modo in cui Jimmy tratta il fratello, tanto da pensare a volte che fosse davvero malato. Chuck, e aggiungerei Kim, sembrano rappresentare per il nostro avvocato gli ultimi baluardi che lo tengono ancorato ad un mondo e modo di vivere onesto e normale. Per quanto possa essere normale vivere in una casa senza elettricità coperto da una coperta spaziale o farsi la pedicure nel cuore della notte in un salone gestito da cinesi bevendo acqua al cetriolo. Ma ciò che traspare da queste relazioni è l’affetto sincero che James prova per queste due persone.

Need a will? Call McGill. Un carrello pieno di gelatine colorate, un completo bianco alla Perry Mason (ma il telefilm che vediamo in tv è Matlock) e quella faccia da paraculo che solo lui ha: il nostro avvocato decide che il posto migliore dove fare affari è al momento una casa di cura. Uomini e donne ormai prossimi alla dipartita che hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a compilare il testamento: soldi facili, impegno zero. Quanto durerà il suo impegno nel diritto degli anziani?

mike_bettercallsaulGli ultimi minuti della puntata sono dedicati ad un personaggio che chi ha visto Breaking Bad sa che sarà fondamentale per l’evoluzione di Saul, ma anche chi non ha mai avuto (shame on you!) il piacere di conoscere Walter White può facilmente intuire. Messa da parte la gag dei bollini (direi al momento giusto), possiamo iniziare a guardare oltre l’aspetto comico e addentrarci nella complessità del personaggio di Mike. E qui mi fermo perché potrei facilmente cadere nello spoiler.

Nota a margine: un plauso dal direttore della fotografia, Arthur Albert. Straordinario.

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Episodio 1.05 - Alpine Shepherd Boy

Need a will? Call me McGill

Valutazione Globale

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Valentina Marino

Scrivo da quando ne ho memoria. Nel mio mondo sono appena tornata dall’Isola, lavoro come copy alla Sterling Cooper Draper Price e stasera ceno a casa dei White. Ho una sorellastra che si chiama Diane Evans.

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4 Comments

  1. Che dire, un’altra splendida puntata (fra l’altro anch’io ho pensato, per l’ennesima volta: cavoli che bella regia!!!), decisamente spiazzante in molti sensi: i clienti di Jimmy (ecco, che fossero cosi’ proprio non me lo aspettavo xD), il ricovero di Chuck in ospedale, l’enorme affetto che Jimmy dimostra per suo fratello (e viceversa), l’amicizia con Kim, e il finale con Mike di cui ho idea scopriremo molto nel prossimo episodio.
    Che dire? Better Call Saul!!!

  2. Senza dimenticare naturalmente il “tour promozionale” in ospizio, una delle parti piu’ dissacranti e in puro stile Gilligan. E poi lo slogan, sempre azzeccatissimo, stampato sul fondo delle gelatine: “Want a will? Call McGill!”

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