Better Call Saul

Better Call Saul: Recensione degli episodi 1.01/1.02 – Uno/Mijo

“It’s Showtime, Folks!”

 Il conto alla rovescia per i nostalgici di Breaking Bad è arrivato a zero, il telefilm più atteso dell’anno irrompe sugli schermi con una doppia premiere frammentata in due giorni. Già dopo questo doppio pilot i dati di ascolto sfiorano il record delle messe in onda di telefilm per il via cavo. Questo grazie 305929-400-629-1-100-BetterCallSaulovviamente all’eccezionale e perfetto primo figlio creato da Vince Gilligan che ha “obbligato” il produttore a creare (con ottimi risultati) questo spin off di una delle serie più amate dagli americani e non. Non è bastata la piccola parte interpretata da Bob Odenkirk nel telefilm Fargo per placare i nostri animi, di noi che sognavamo già di vedere sul piccolo schermo l’avvocato più meschino del mondo e allo stesso tempo l’erede di quel patrimonio di spettatori che ha forgiato Breaking Bad a suon d’immoralità e falso buonismo.

La cosa che alla fine di questo doppio episodio ci fa sorridere è l’analogia più evidente legata all’approccio che i produttori hanno voluto adottare per ripresentarci Saul; un approccio molto simile a quello usato per Walter White quando ancora doveva incamminarsi verso la strada del male. La genialata di Gilligan per questo spin off è stata questa: il non volere trasmettere il telefilm solo per quelli che già conoscevano Breaking Bad ma dare la possibilità ai pochi (stolti) nuovi spettatori che non hanno fatto in tempo a guardarsi la serie madre approcciandosi direttamente a Better Call Saul grazie anche a tutto il frastuono e le attese che il telefilm aveva creato.

I fatti narrati trattano la storia di Jimmy sei anni prima del suo incontro con Walter, ma l’ambientazione e le riprese sono sempre girate ad Albuquerque, nel better-call-saul-immagini-trailer-breakingNew Messico. Non stupisce quindi il ritrovare nel telefilm alcuni personaggi che hanno avuto un ruolo di spicco in Breaking Bad (Mike,Mijo) ovviamente decontestualizzati da quello che sarà il loro ruolo in futuro, ma già pronti a crearci curiosità per questo puzzle dannatamente perfetto che sta creando la serie. Saul non si chiama ancora così, così come Walter White all’inizio del telefilm non si chiamava ancora Heisenberg. L’ascesa al potere e il passaggio al lato oscuro di Jimmy deve ancora avvenire anche se noi, per fortuna o purtroppo (devo ancora decidere), ne conosciamo il destino. Quello che non manca a Jimmy è però la frustrazione e la costante preoccupazione che lo accompagnano nelle sue giornate di lavoro durante i casi in tribunale, carattere che riesce a coprire perfettamente grazie a quella maschera di simpatia, prontezza e sicurezza che ce lo hanno fatto amare. In realtà però Jimmy non siede ancora nello studio con le colonne doriche dove l’immensa poltrona faceva da cornice ad un ufficio che assomigliava in tutto e per tutto a quello della Casa Bianca. Quello che si può permettere ora è uno sgabuzzino ritagliato dietro un magazzino di un salone di bellezza orientale.

I problemi economici di Jimmy non lo preoccupano però più di tanto perché il sostentamento mensile gli viene, oltre che dagli assegni dei casi d’ufficio che presiede, anche dal fratello Chuck, rinchiuso in casa per colpa di una malattia ancora sconosciuta, ma che vieta a Jimmy di entrare in casa con cellulare e oggetti elettrici dopo aver oltretutto scaricato la massa terra all’ingresso. Il fratello Chuck sembra essere affetto da una malattia legata alle radiazioni o alle onde radio e magnetiche, situazione che Jimmy riesce ad arginare illuminando la casa di lampade a gas e usando una vasca termica come frigo. Chuck si scopre essere il fondatore di un importante studio di avvocati ad Albuquerque, ma la sua malattia lo costringe a rimanere in casa non riuscendo inoltre a chiedere la Better-Call-Saul-1x02liquidazione per paura di impoverire lo studio. Jimmy è quindi costretto a risparmiare su tutto per tirare avanti, arrivando addirittura a regalarci delle esilaranti scenette comiche con il fiscale Mike per contrattare il prezzo d’uscita del parcheggio.

Come per Walter White, però, anche l’ambizione di Jimmy per far soldi non lo lascia dormire e così inizia in maniera goffa e impacciata l’impervio cammino verso la criminalità. Per rendere omaggio ai fans di Breaking Bad, Gilligan ha pensato bene di adottare lo stesso primo villain di Walter White anche per Saul, presentandogli in una veste un po’ più mammona Mijo, costretto a dover reagire alle blasfemie che due skater hanno rivolto a sua nonna dopo aver inscenato con Saul un falso incidente. Il paragone della nonna di Mijo con Tuco Salamaca è a un tiro di schioppo anche se spero che il telefilm prenda una strada un po’ meno scontata scegliendo un approccio con i personaggi delle due serie non uguale a quello adottato in Breaking Bad. Dopo il primo impatto con il mondo dell’illegalità dove Jimmy ne è uscito indenne grazie al suo savoir fair, ma pagando comunque di tasca sua le operazioni alle gambe dei due ragazzi, il nostro avvocato decide che la strada del crimine non fa per lui e così si incoraggia quotidianamente davanti allo specchio del bagno del tribunale per far crescere la sua autostima con una sindrome alla Fonzie che sembra però fargli portare a casa pian piano i risultati sperati.

Solo alla fine della doppia puntata nel suo piccolo sgabuzzino irrompe il suo primo e forse unico cliente: Nacho Varga, interessato a proporre un accordo a Jimmy per riscuotere in maniera forzata i soldi che un tesoriere aveva sottratto illegalmente alla sua azienda. Lo stile del telefilm è inconfondibilmente quello di Breaking Bad; l’approcio alla trama ricalca in maniera quasi identica quello di Walter White; speriamo solo che la storia si allontani velocemente alleggerendo velocemente quel macigno che Gilligan si porta dietro e che prende il nome di Breaking Bad. I tempi sono scanditi in maniera perfetta usando spesso inquadrature ad effetto con silenzi prolungati che sprofondano nell’umorismo per il solo fatto di presentarsi così assurdi. Persino gli attori secondari scelti e le comparse chiudono quella cornice di semplicità e realtà che vuole mostrare il telefilm, toccando nel vivo quei paesini americani B9dD9f5CcAEA6d5sperduti nel New Messico dove il cibo spazzatura plasma i corpi abbondanti della popolazione che in questo doppio pilot è dipinta con fedeltà e un pizzico di sarcasmo.

Lo stato di “miseria” di Jimmy è espresso perfettamente dall’angusto studio e dalla macchina che spero diventi in futuro un’icona intramontabile come lo è stata la macchina dei Blues Brothers, il Generale Lee o Supercar. A chiudere il tutto sono i colori usati, tendenti al marrone, tipici della prima stagione di Breaking Bad che si ritrovano qui nelle larghe giacche di Jimmy, lontane da quelle sfarzose giacche colorate dai tessuti improbabili. Per chiudere il cerchio il telefilm sembra iniziare dopo gli episodi narrati in Breaking Bad; Saul ovviamente preoccupato dal suo passato dove aveva largamente valicato il confine della legalità, sembra vivere con nostalgia i tempi d’oro della sua carriera, costretto a lavorare in un tavola calda per poi rinchiudersi in casa a guardare i filmati delle sue esilaranti pubblicità sognando di poter raggiungere ancora il successo che aveva toccato.

Il telefilm sembra ovviamente parlare del passato di Saul, in un mix di episodi e avvenimenti che ci fanno e ci faranno sempre fare dei paragoni con il “vecchio” telefilm, sapendo però, dopo la visione di questo pilot, che Gilligan sa  bene quali sono i tasti da toccare per far innamorare gli spettatori di Better Call Saul. L’inizio del telefilm mi fa sperare che si parlerà anche del dopo Breaking Bad, pensando forse, in maniera troppo utopica, di riuscire ad acciuffare qualche sprazzo d’informazione sul destino dei personaggi sopravvissuti. Per il momento però tiriamo un sospiro di sollievo e rilassiamoci gustandoci quello che sembra essere il secondo capolavoro di Gilligan e Peter Gould; bentornato Saul.

Per essere sempre informati su Better Call Saul passate e mettete un like sulla pagina Better Call Saul – Italia

Comments
To Top