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Benvenuti a Twin Peaks

Facendo un ipotetico sondaggio tra i cultori delle serie televisive di questi tempi e provando a chiedere qual’è la serie che ha cambiato gli schemi e il modo di fare televisione, sia per tematiche sia per modi narrativi, probabilmente quasi all’unanimità tutti vi risponderebbero Lost.Ma se provate ad allargare la forbice temporale dicendo “e ancora prima di Lost, ad esempio negli anni 90?” forse la maggior parte potrebbe rispondervi X-Files e forse qualcun altro citerebbe la serie che invece io avrei citato imediatamente già alla prima domanda. Ancora oggi dopo tanti anni, se mi chiedessero qual è la serie che ha fatto da spartiacque nel mondo della serialità american (e quindi anche mondiale) senza alcuna esitazione risponderei: Twin Peaks ancor prima di X-Files e Lost.

Sono gli anni 90. Nel mondo dei telefilm imperversano poliziotti belli che si muovono in ambienti patinati come quelli di Miami Vice o più “alla buona” di Starsky & Hutch. Vengono alla luce i primi teen-drama che raccontano le avventure dei liceali americani, le soap-opera con protagonisti ricchi petrolieri e magnati della moda la fanno da padrone (Dallas e Dinasty sono già cult e muove i primi passi Beautiful), le teleovelas sud-americane strappalacrime vivono il loro maggior momento di gloria. Quand’è che arriva una serie che diventerà culto, la capostipite di un genere che forse ancora oggi non si può definire (è un mistery? uno sci-fi? un drama? un giallo? una commedia? difficile dirlo perschè in Twin Peaks c’è sicuramente un po’ di tutto questo) che propone e affronta argomenti fino ad allora estranei e mai affrontati in tv. Al timone di tutto David Lynch, regista geniale e visionario che insieme a Mark Frost, sceneggiatore capace, dà vita a questa creatura.

La storia è nota: nella piccola cittadina di Twin Peaks, nello stato di Washington, viene ritrovato il corpo della giovane studentessa locale Laura Palmer avvolto in un sacco di plastica. Da quel momento Twin Peaks non sarà più la stessa: emergeranno segreti e misteri nascosti dietro la parvenza di cittadina tranquilla e per bene, che invece cela delle verità ricalcando il classico scenario “piccola città, grandi segreti”. E fin qui nulla di nuovo, una cittadina tranquilla, molti segreti, intrighi, insomma sembrebbe la solita “simil” soap-opera… e invece no, perché Lynch introduce in questa serie altri temi che ci spostano su un piano di misteri meno terreni, misteri che hanno a che fare con qualcosa di soprannaturale, cosa che in tv raramente si era visto prima di allora.

Sin dall’inizio, anche per bocca di alcuni personaggi, Twin Peaks viene descritta come una città strana, una città dove c’è qualcosa di speciale, circondata dai boschi che celano presenze e misteri, creature malvagie ma anche buone (forse?) come in una sorta di gioco speculare. A Twin Peaks tutto è doppio, così come già si capisce dal titolo (Cime gemelle); infatti anche gli abitanti di Twin Peaks, la stessa Laura, hanno una doppia vita, un segreto da nascondere agli occhi degli altri. Twin Peaks è una sorta di anticamera dell’inferno (termine fin troppo abusato in molte serie tv ma non me ne viene in mente un altro per descriverla) e sempre sulla base del gioco del “doppio”, a Twin Peaks e nei boschi che la circondano non dovrebbe celarsi solo il male, dovrebbero trovarsi lì due posti opposti tra loro: la Loggia Bianca e il suo corrispettivo malvagio della Loggia nera.

Come ho detto questo livello soprannaturale si percepisce fin dall’inizio della serie con le apparizioni di strane creature (il gigante, il nano) anche se per le prime 14 puntate l’interesse è tutto puntato sull’omicidio di Laura Palmer e sulla ricerca del suo assassino.

Per risolvere il caso arriva l’agente dell’FBI Dale Cooper, personaggio un po’ bizzarro ma dolce, intelligente, comprensivo, con la passione per il Tibet, per il caffè e le torte, con tante altre piccole caratteristiche che puntata dopo puntata ce lo faranno amare e ammirare. Cooper scopre che Laura non è la studentessa modello che tutti credevano, ma nascondeva una seconda vita, fatta di sesso, droga e prostituzione e che tutti i cittadini di Twin Peaks avevano in qualche modo legami con lei. Vengono a galla, intrecci e tradimenti dei vari personaggi, ma soprattutto viene a galla anche un legame tra Laura e l’agente Cooper al quale apparirà in sogno svelandogli il nome del suo assassino, nome che però Cooper non ricorderà al risveglio. Saranno introdotti elementi soprannaturali come gli strani personaggi del nano, del gigante oppure della strana signora del ceppo che si riveleranno a Cooper e gli forniranno enigmatici indizi per risolvere il caso.

Tra questi due piani (terreno e soprannaturale) prosegue la storia di Twin Peaks fino alla 14° puntata quando l’esecutore materiale dell’omicidio di Laura viene svelato Molti dicono che lì la serie si poteva anche concludere e in un certo senso può essere anche vero… ma rimanevano in sospeso e oscure molte cose ovvero quei misteri che io ho appunto chiamato soprannaturali, misteri diversi da quelli terreni.

L’agente Cooper dopo la risoluzione dell’omicidio è costretto a restare a Twin Peaks perché su di lui viene avviata un’indagine federale per chiarire alcuni elementi creatisi durante le indagini sulla morte di Laura. Ed ecco che la storia prende una piega diversa. Lynch non è più dietro la macchina da presa e anche Frost non è più lo sceneggiatore principale e vengono immesse storie di poco conto anche troppo comiche (e a mio avviso alcune anche un po’ fastidiose). Twin Peaks somiglia di più ad una soap-opera ora ma c’è sempre quel martellante chiodo fisso che ai fan più curiosi non smette di battere in testa: chi è e da dove viene il misterioso Bob di cui si è sentito parlare per tutta la serie e che faceva le sue terrificanti apparizioni nei momenti salienti? Cosa sono la Loggia Nera e la Loggia Bianca? Che legame c’è tra Cooper e Laura Palmer? E tutti quegli strani esseri che apparivano a Cooper, come il gigante e il nano, che gli davano indizi sul caso che stava seguendo, chi erano e da dove provenivano? I boschi, i gufi tutti quegli indizi sparsi qua e là nella serie…insomma parliamoci chiaro, ce ne importava ben poco delle storie di corna, di potere che ruotavano intorno alla segheria, l’attività e principale fonte di lavoro di Twin Peaks, le regressioni adolescenziali di bizzarri personaggi ecc.. Erano ben altre le cose che volevano sapere i fan rimasti ancora affezionati ala serie!!!

Cooper ha in atto una nuova sfida: un suo ex-collega dell’FBI Windom Earle, divenuto pazzo e radiato dall’agenzia, è fuggito dal manicomio e si trova a Twin Peaks alla ricerca della Loggia Nera. L’uomo sfida così Cooper in una mortale partita a scacchi. L’agente dell’FBI non può tirarsi indietro e deve fermare Windom. La sfida si trascina fino alle ultime puntate della serie dove si rivede di nuovo la mano di Lynch tornato alla regia con un finale psichedelico, sconvolgente e tragico per chi, come me, ha amato il personaggio dell’agente Cooper. Le ultime scene ambientate nella Loggia Nera, dove Cooper è costretto ad inseguire Windom per salvare la donna che ama, sono terribilmente visionari. Qui ritroviamo tutto il genio di David Lynch. Ci lascia senza fiato, ci terrorizza, ci spaventa, fa cadere le nostre certezze su certi personaggi di cui parlavo sopra…Da che parte stavano? Perché hanno agito così,volevano aiutare Cooper o ingannarlo? Cooper pagherà il suo tributo a tutto questo. Il finale, lo ripeto, è stato davvero molto forte per chi ha amato questo personaggio.

Arrivati a questo punto però non posso prescindere dal parlarvi anche del resto; David Lynch non conclude qui la sua opera su Twin Peaks. Non ci sarà una 3° stagione (e sicuramente ne avremmo viste delle belle) ma circa un anno dopo la chiusura del serial, il regista da vita a un piccolo film capolavoro “Fuoco cammina con me” che racconta gli ultimi giorni di vita di Laura Palmer, mostrandoci la doppia vita della giovane, il collegamento con l’omicidio di un’altra giovane Teresa Banks – menzionata nella serie tv – l’orrore delle violenze di Bob, la voglia di fuggire da tutto questo ma anche una certa voglia di redenzione da tutti i suoi peccati. E alla fine del film troviamo una Laura completamente opposta da quella che Cooper aveva trovato nel suo viaggio nella Loggia Nera. Il luogo è simile ma c’è musica, pace serenità e accanto a lei una presenza rassicurante e sorridente…

David Lynch ci ha dato una speranza con un finale meno crudele di quello della serie giocando su questo tema del doppio, lasciandoci interpretare a modo nostro i due finali di questa storia.

Per avere un quadro ancora più completo della serie e capire o perlomeno cercare di farlo, perché le opere di Lynch sono sempre di difficile interpretazione e di tutti gli intrecci soprannaturali di cui vi parlavo che nella serie possono risultare poco chiari, vi invio alla lettura di due libri che furono scritti sull’onda del grande successo della serie: Il diario segreto di Laura Palmer, scritto da Jennifer Lynch (figlia di David) e nelle cui pagine troviamo un quadro complessivo dell’ambigua personalità della ragazza, storie che saranno riprese poi nel film come vi dicevo eThe Autobiography of FBI Special Agent Dale Cooper, My Life My Tapes, una biografia dell’Agente Cooper realizzata da Scott Frost, fratello di Mark, in cui troveremo le storie del giovane Cooper alle prime armi da agente e alle prese con strani sogni e strane presenze già in giovane età. Per finire quando si parla di Twin Peaks è obbligatorio menzionare la splendida colonna sonora che ha accompagnato tutto il telefilm, dalla sigla iniziale ai vari temi musicali della serie scritta dall’italo-americano Angelo Badalamenti. Una colonna sonora che non si scorda tanto facilmente, che penetra nell’anima. Musiche che hanno fatto la storia della tv, che si accompagnano perfettemante sottolineando, esaltando e amplificando gli stati d’animo dei personaggi e ogni scena della serie. Già dalle prime note della sigla non potrà non scorrervi un brivido dietro la schiena, un lungo brivido che ha accompagnato milioni di appassionati per tutta la durata della serie e che vi acompagnarà per sempre perché Twin Peaks è qualcosa che non si può dimenticare facilmente, qualcosa che forse adesso può sembrare sorpassato ma che all’epoca ha veramente segnato il corso della storia televisiva.

THE BLACK LODGE

“C’era una volta un posto di grande bontà chiamato Loggia Bianca. Teneri cerbiatti saltellavano tra spiriti felici e ridenti. I suoni della gioia e dell’innocenza riempivano l’aria. La pioggia era dolce nettare che riempiva i cuori del desiderio di vivere una vita nella verità e nella bellezza. Un posto spaventoso che puzzava dell’odore acido della virtù, ingozzato di preghiere di madri in ginocchio, neonati che frignano, giovani e vecchi sfidati a fare del bene senza motivo. Ma la nostra storia non finisce in questo posto smielato e vomitevole. C’è un altro posto, che è l’opposto di questo. Un posto di potere quasi inimmaginabile, pieno di forze oscure e segreti maligni. Nessuna preghiera osa entrare in questo luogo spaventoso. Gli spiriti non badano alle invocazioni religiose. Possono strapparti la carne dalle ossa o salutarti allegramente. E se vengono imbrigliati, gli spiriti di questa terra nascosta di urla soffocate e cuori spezzati offrono un potere così vasto che chi lo detiene potrebbe riordinare la terra a suo piacimento. Il luogo di cui parlo è conosciuto con il nome di Loggia Nera. Ed io intendo trovarlo.” Windom Earle

 

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