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Believe : Recensione dell’episodio 1.03 – Origin

Continua la disperata corsa dei nostri “turisti per caso” tra le strade delle più note città americane cercando costantemente un rifugio o un luogo dove poter stare per più di due ore. Corsa che sembra non aver mai fine e nemmeno senso, tra rifugi sporchi e abbandonati e incontri piacevoli di persone bisognose di qualcosa, con la piccola Bo che come Raffaella Carrà riunisce madri e figli come in una puntata di “Carramba che sorpresa”.

4z8spaw8j0f8Siamo arrivati alla terza puntata di questa serie che non sembra trasmettere più di tanto lo spessore della storia e dei personaggi; la trama finora mostrataci risulta instabile e insicura, sto ancora aspettando qualche supporto che serva a sostenere questa storia forse un po’ troppo frivola. Se il pilot aveva creato un’aspettativa alta mostrandoci tecnicismi di regia e suspance nella storia, il secondo e il terzo episodio sembrano crollare in un vortice di ripetitività e lentezza. Questo episodio che sembrava promettere bene con la chiacchierata dei due ex amici al tavolo del bar non ha portato nessuna evoluzione nella storia ma ci ha fatto scoprire solo un po’ del passato della vita di Bo, conclusosi poi con la morte di Nina in maniera inaspettata e forse lasciata troppo in sospeso (così impara a giocare con i razzi dei droni). Il problema di questo telefilm è il non voler creare un nemico troppo cattivo e sfaccettato; Roman potrebbe rientrare benissimo nelle file dei protagonisti buoni anche perché il personaggio, oltre a non presentarsi “malvagio”, non sembra voler intraprendere azioni estreme per catturare Bo. All’inizio della puntata Miller lo rimprovera di aver usato un mercenario per prendere la bambina e Roman sembra quasi dispiaciuto dell’azione e per tutto il resto della puntata non fa altro che seguire le azioni della polizia aspettando il momento buono per recuperare Bo con i suoi mezzi. Winter sembra avere un problema con le sue piastrine in quanto è da tre puntate che non riesce asbjfs far guarire la mano; anzi, la situazione sembra peggiorare perché in alcune scene si vede addirittura il sostegno per allacciarla alla spalla.

Oltre ai problemi salutari, Winter deve fare i conti con la pressante polizia che si sta facendo sempre più astuta per catturare Tate e che questa volta fallisce di un soffio il suo compito. Tate non ha capito molto bene il termine “nascondersi” e “non farsi vedere” perché gira per le strade di New York con una naturalezza e una spensieratezza che farebbero invidia a qualsiasi pluriricercato. Il problema di Winter inoltre è che sembra non avere un piano ben preciso per tenere al sicuro Bo e suo padre; non capisco come possa aver fatto la bambina a restare nascosta prima dell’arrivo di Tate, che sia proprio il padre ad averle portato sfiga? Bo sembra non aver capito il pericolo che la circonda; la vediamo molte volte saltellare di fianco al padre sempre guardingo, dispensando felicità a chi ne ha bisogno e muovendo ogni tanto qualche oggetto giusto per ricordarci che è una ragazzina speciale. Fossi in Tate inizierei un po’ a spazientirmi di questo investimento troppo mal organizzato; i “buoni” non hanno un piano a lungo termine perché questo girovagare per l’America possa terminare e le prospettive future non sono di sicuro rosee. La regia del telefilm è crollata in maniera drastica; Cuaròn ha di sicuro abbandonato il set molte volte lasciando a qualche freelance il compito di controllare le riprese, scelta che ha creato non pochi problemi in quanto molte riprese di New York sono 1920349_595612780514662_138768454_nstate fatte durante una nevicata e altre in una giornata normale, e alla fine, montando il tutto, si è creata una puntata dove neve e sole si alternano in maniera costante quasi a voler emulare la nuvoletta fantozziana di sfiga che aleggia su Tate e Bo. La puntata si chiude in maniera troppo piatta senza lasciare nessuna suspance né evento particolare; i tre escono dalla metropolitana tenendosi per mano quasi dimenticandosi che l’intera polizia d’America è sulle loro tracce.

Puntata deludente e piatta che si salva solo per quei piccoli flashback su Nina e sul ruolo di Winter nel progetto di Roman. Altro aspetto positivo sicuramente da valorizzare è parlare di questo progetto lasciando più spazio alla struttura degli x-men che almeno affascina e distoglie l’attenzione dalla corsa dei due protagonisti. La serie non sembra voler decollare, non ha spessore e i piccoli “aiuti” di Bo settimanali iniziano ad essere un po’ troppo puntuali e svianti dalla trama. Spero solo che Cuaròn riprenda in mano la situazione prima di vedere crollare gli ascolti; in attesa di vedere qualche miglioramento,

stiamo tuned.

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