Believe

Believe: Recensione dell’episodio 1.02 – Beginner’s Luck

Secondo episodio convincente per Believe

Secondo episodio per Believe, il nuovo drama/fantasy della NBC creato da Alfonso Cuarón e prodotto dall’ormai onnipresente J.J. Abrams. Nella prima puntata gli autori ci hanno degnamente presentato i personaggi e il plot della storia e devo dire che ero già soddisfatta di ciò che avevo visto e, con questo secondo episodio, lo sono ancora di più: la trama non è certamente originale visto che tratta di una ragazzina con capacità particolari (chi non ha sentito puzza di Heroes – “salva la bambina, salva il mondo” o Touch – “Jaaaaaaaake” alzi la mano), ma ciò che lo rende interessante è il modo in cui il tutto viene sviluppato e la storia risulta anche molto avvincente.

believe_102_bSe nel primo episodio le organizzazioni governative e private ci erano state solamente introdotte e abbozzate, il secondo è proprio utile ad approfondire maggiormente questi aspetti perché comunque in una serie del genere dove come personaggi principali abbiamo un fuggitivo che pare abbia rapito una bambina, le forze di polizia non possono certo mancare. Ed ecco così che ci viene presentata l’agente dell’FBI Elizabeth Ferrel che con la sua squadra è alla ricerca di William Tate. La donna viene mandata a parlare con Roman Skouras. Per quanto riguarda la prima, sembra essere una donna forte in grado di tenere testa a Roman, mentre per quest’ultimo personaggio emerge una figura differente rispetto a ciò che si era visto nella prima puntata: se, infatti, all’inizio sembrava un magnate con piani segreti, loschi e con cattive intenzioni, ora ci viene detto che gestisce un gruppo di progetti top-secret che sostiene di aver trovato il gene collegato alle abilità telecinetiche e le forze governative sono a conoscenza di tutto: Skouras è un loro collaboratore, anche se loro non si fidano pienamente di lui. Lui conduce questi studi su bambini e ragazzi e Bo era quella più forte di tutti.

Apprendiamo, inoltre, che Milton era un agente operativo della CIA laureato in psicologia che lavorava per Roman ed in particolare si occupava di Bo. Ad un certo punto ha rapito la bambina per proteggerla: riteneva che potessero usarla per fare del male, ed invece lui vuole che faccia solo del bene. I ragazzi che lo aiutano nella protezione di Bo erano anch’essi bambini su cui Roman faceva degli studi. Skouras quindi utilizza strumenti non convenzionali visto che assolda dei mercenari, ma mi ha sorpreso scoprire che il governo sa della sua organizzazione e degli studi che porta avanti e che non è un uomo senza scrupoli che lavora contro le forze governative. Mi ha fatto specie anche vedere la sua reazione alla scomparsa di Bo: non pare uno di quegli uomini che vogliono una persona solo per usarlabelieve_102_c per i loro scopi, ma sembra seriamente preoccupato per la bambina e sembra pensare a lei in modo affettuoso, anche se l’impressione che dà è di essere leggermente deviato e certamente la sua collega Boyle con il suo strano comportamento spinge a pensarla così.

Non per questo lui deve essere il buono della situazione (mi fido molto più di Milton e del legame che ha instaurato con Bo), però sorge un filo di dubbio sul fatto che anche Skouras possa avere le sue buone ragioni per volere indietro la bambina. Insomma, il confine tra bene e male è molto sottile e quindi dietro c’è molto altro, oppure Roman è il “cattivo” e Milton il “buono”, esattamente così come sembra ad una prima occhiata? Io propendo più per la seconda ipotesi, ma sarebbe interessante indagare la prima. Staremo a vedere come andrà avanti.

Veniamo ora ai due protagonisti. Jake McLaughlin e Johnny Sequoyah, che interpretano William e Bo, mi sembrano in parte e sono i due personaggi meglio caratterizzati (per tutti gli altri c’è ancora molto lavoro da fare perché paiono ancora sfaccettati e poco chiari). Per Tate in particolare mi sta piacendo come gli autori stanno gestendo la sua accettazione della situazione in cui si trova e della vicinanza con la bambina: all’inizio sembra respingerla completamente, ma passando del tempo con lei si sta affezionando e deve ammetterlo anche contro la sua volontà. Abbiamo visto i due scappare continuamente e questo è l’unico dubbio che per ora ho sulla serie: li vedremo, episodio dopo episodio, fuggire sempre da situazioni e persone pericolose con Milton & Co che corrono in loro soccorso? Siamo solo alle prime puntate, quindi per ora questa non è una critica, ma solo una constatazione con la speranza che per loro due non andrà sempre così.

Believe è certamente una serie a trama orizzontale, ma si è capito che in ogni puntata si darà piccolo spazio anche ai casi verticali con Bo che aiuta alcune believe_102_dpersone che incontra sul suo cammino. Spero che la cosa si limiterà ad un breve minutaggio, altrimenti si rischia davvero di fare la fine di Touch.
Mi ha sorpreso l’aver scoperto subito che Tate è il padre di Bo: questo elemento era telefonatissimo, ma, nonostante questo, in molte serie la tirano per la lunga. Qui per fortuna hanno fatto la scelta di dirlo subito allo spettatore e anche i personaggi stessi spero non siano lontani dal scoprirlo visto i sogni premonitori di Bo.

In definitiva, episodio che mi ha sorpreso e convinto per molti aspetti. Siamo solo alla seconda puntata quindi è ancora presto per dire che è una buona serie perché c’è ancora il rischio di cadere in un baratro di banalità e di già visto, ma per ora la visione è piacevole, interessante e convincente, quindi speriamo che si continui su questa strada.

Per restare sempre aggiornati su Believe, con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per Believe Italia

Comments
To Top