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Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones – Battaglia di Winterfell: 8 personaggi che NON sarebbero dovuti sopravvivere

Quante persone possono sopravvivere ad una battaglia contro i non-morti? A quanto pare, troppe. L’episdio 8×03 di Game of Thrones è stato il teatro della sanguinosa e lunghissima battaglia che ha visto scontrarsi l’esercito dei vivi con quello dei non-morti, capitanati (sebbene alcuni lo dessero per certo ad Approdo del Re) dal Re della Notte.

Ci sono tante cose che hanno funzionato in questa battaglia, soprattutto dal punto di vista tecnico. Oggettivamente è innegabile. Ma c’è da chiedersi se la credibilità di una battaglia di queste proporzioni non scada alla resa dei conti. Possibile che su 82 minuti di lotta tutti, tutti i protagonisti principali sono sopravvissuti?

Tanta fortuna o una sceneggiatura che, senza la guida di Martin, non ha il coraggio di rischiare come faceva nelle stagioni precedenti? Ci piace pensare che si, i protagonisti ancora in vita abbiano uno scopo. Ma davvero è così alto da giustificare una simile glorificata sopravvivenza? No.

Ecco allora i personaggi che, secondo me, non avrebbero dovuto sopravvivere alla battaglia di Winterfell.

Ser Brienne of Tarth

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Credits: HBO

A Brienne era stato affidato l’ala est delle truppe scese in campo contro il Night King. Nominata cavaliere solo qualche ora prima, Brienne ha difeso con onore Winterfell e i suoi uomini, anche durante la ritirata ed il successivo combattimento tra le mura della città. Ma era evidente che ormai non potesse, umanamente, combattere.

Lei, Jaime e Podrick si sono trovati con le spalle al muro (letteralmente) circondati non soltanto dai non-morti ma anche dai propri morti, riportati in vita dal Re della Notte. Nessuno avrebbe potuto sopravvivere in una situazione simile. Non sarebbe stato piacevole veder Brienne morire, non sarebbe stato indolore ma sarebbe stato realistico. Scusa Brienne.

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Jaime Lannister

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Credits: HBO

Lo stesso discorso fatto per Brienne vale anche per Jaime. Appena arrivato a Winterfell, il cavaliere aveva detto senza troppi giri di parole che non era più il guerriero di un tempo. Un modo per sottolineare il suo percorso emotivo, ma certamente anche un richiamo al fatto che il miglior spadaccino dei Sette Regni non ha più la sua mano destra. Bronn sarà stato un bravo maestro ma nemmeno lui può fare miracoli.

Poteva essere plausibile che Jaime sopravvivesse alla prima carica (poco, ma al limite della fantascienza). Non c’era tuttavia possibilità che non morisse nella seconda! Insomma, anche lui era con le spalle al muro e nemmeno il combattere a stretto contatto con Brienne avrebbe potuto (o dovuto) salvarlo. La sua fine gloriosa avrebbe dovuto essere proprio lì, in quel momento. Invece…

Podrick Payne

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Credits: HBO

La notte prima della battaglia, podrick si era unito ai suoi compagni per bere e cantare. Grazie a lui abbiamo potuto ascoltare la meravigliosa canzone di Jenny of Oldstones, per molti una premonizione di ciò che ci aspetta alla fine della serie tv. Un ottimo scudiero, un eccellente amante e un bravo cantante, ma un guerriero? Brienne può essere stata un’insegnante capace ma che Pod sia diventato uno spadaccino provetto? Tanto da resistere e sopravvivere agli Estranei?

La sua fine era segnata nel momento stesso in cui è stato accerchiato. Il suo sopravvivere non ha coerenza. L’avrebbe avuto se fosse morto in modo eroico per difendere qualcuno dei suoi amici e alleati. Così? Resta il solito Pod: scudiero, amante, cantante ma non guerriero.

Samwell Tarly

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Credits: HBO

Non i sono mai trovata nel bel mezzo di una battaglia. Posso solo dedurre che la mia reazione sarebbe simile a quella di Sam, che nel bel mezzo dell’attacco cade a terra, disperato, il volto rigato dalle lacrime. È una reazione talmente credibile e umana da non poter essere altro se non perfetta per il personaggio di Sam. Lui non è un guerriero, non lo è mai stato (un pò come Podrick) e la sua sopravvivenza è merito di una serie di circostanze fortunate e amici più bravi di lui a brandire una spada.

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Ma se cadi a terra con una valanga di Estranei che cercano di ucciderti non sopravvivi. Muori. Quindi, la domanda sorge spontanea, come sopravvive un essere umano (incarnato nelle lacrime di Sam) ad un attacco di un’orda inferocita di non-morti?

Daenerys Targaryen

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Credits: HBO

Un bravo condottiero sa cosa dovrebbe e cosa non dovrebbe fare in battaglia. Dopo aver conquistato la baia dei Draghi (ex Baia degli Schiavi), si presume che Daenerys conosca un minimo di strategia che non sia unicamente cavalcare il suo drago e gridare “Dracarys!” al momento giusto. Invece la Regina dei Draghi non solo manda al diavolo la strategia quando si tratta di volare in aiuto dei Dothraki (che, umanamente parlando, ci sta) ma atterra anche in un mare di non-morti.

Poi casca giù da Drogon – che, mica stupido, vola via per togliersi di dosso i non-morti – e resta da sola. Jorah potrà anche arrivare al momento più opportuno ma, per quel che mi riguarda, Daenerys lì doveva lasciarci le penne. Non sempre c’è un guerriero pronto a salvarti. Anche se si fosse improvvisata spadaccina provetta per cinque minuti, quello avrebbe dovuto essere il suo canto del cigno.

Jon Snow

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Credits: HBO

Se fosse morta effettivamente Daenerys, non avrebbe avuto senso uccidere Jon. Ma, ammettiamolo: You know nothing, Jon Snow!. Anche dopo la Battaglia dei Bastardi, anche dopo Hardhome o la battaglia per la Barriera, non impara mai! Tanto è vero che si ritrova davanti al Re della Notte (che ha coraggiosamente inseguito da solo) che gli manda contro un esercito di non-morti più quelli che sul campo di battaglia ci hanno lasciato le penne.

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Se non fosse morto lì, allora di certo il fuoco-ghiacciato di Viserion avrebbe dovuto fare il proprio lavoro. O magari è mezzo Targaryen e allora non brucia nemmeno lui? E l’orda di non-morti, come è sopravvissuto a quella? Non abbiamo risposte ma solo tante, troppe domande sul perchè Jon Snow respiri ancora.

Sansa Stark

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Credits: HBO

I’m a survivor? Certo. Regina del Nord? Assolutamente. Una che è in grado di sopravvivere nelle cripte con un’orda di non-morti che cercano di ucciderti? Un pò meno ovvio.

Siamo tutti contenti che Sansa (e Tyrion) ce l’abbiano fatta ma non è chiarissimo come ci siano riusciti. La prima domanda da porsi, ovviamente, è quanti non-morti c’erano nelle cripte e quante generazioni di Stark vi riposassero per costituire un’oda tanto travolgente da far fuori mezza popolazione di donne e bambini. Erano forse un pò troppi, considerata la grandezza dei sotterranei in questione. Che nessun non-morto sia riuscito ad afferrare Sansa? Ne dubito.

Verme Grigio

Game of Thrones analisi battaglia di Winterfell

Credits: HBO

Tralasciando la scelta difficile di lasciarsi alle spalle i propri uomini pur di difendere il castello, qualcuno ha capito come ha fatto verme Grigio a non soccombere a quella prima carica dei non-morti? Insomma l’abbiamo visto tutti: i seguaci del Re della notte si sono letteralmente lanciati sugli Immacolati come se fosse l’ora dell’aperitivo e loro fossero il buffet. Nessuno avrebbe potuto sopravvivere. Tranne Verme Grigio.

A questo punto forse finiranno davvero a Naath, lui e Missandei. Un lieto fine insomma – poco da Game of Thrones ma chi siamo noi per contestarlo!

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