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Bates Motel

Bates Motel: Recensione dell’episodio 1.09 – Underwater

Una parentesi nella narrazione, ad un episodio dalla fine, non troppo convincente

Si può perdonare a una stagione composta da soli dieci episodi una puntata in cui né trama né personaggi avanzano di un millimetro? La risposta varia a seconda del serial in questione, naturalmente. La formula impiegata in tal caso non è una novità: anche Vikings ha recentemente realizzato un penultimo episodio ”parentetico”, ma in quel caso l’immobilità assoluta era riscattata da un approfondimento piuttosto ricco delle dinamiche reggenti. Ebbene, Bates Motel fallisce miseramente in questo senso ed è un vero peccato, considerando che siamo a un passo dalla fine. Insomma, la famiglia Bates avrebbe potuto lasciarci senza questo neo quasi imperdonabile (no, non siamo in Ouat, per fortuna e il quasi era d’obbligo).

3Cosa si può salvare? Sicuramente il filo d’ironia che percorre l’episodio non è malvagio e lo rende digeribile almeno per i primi dieci minuti. È divertente assistere agli scleri di Norma, alla sua volontà frenetica di vendere il motel senza alcun successo, soddisfacendo in questo modo lo stereotipo narrativo più abusato dal genere horror (We have to leave this place!), con la differenza che in questo caso Norma non vuole fuggire da una casa infestata da fantasmi, ma follemente cerca ancora una volta di ricominciare da zero, in un altro posto, con l’illusione di poter strappare Norman alla sua follia. Ecco. Questo è essenzialmente l’unico aspetto di Underwater che mi sento di salvare dalla falce. Per il resto, fuffa. Tanta fuffa, tematiche affrontate che peggio non si può (incubo di Norman compreso, quello che dà il titolo all’episodio), storie che si ripetono (Oh, come on, Bradley!), uno sceriffo lobotomizzato, un cane imbalsamato, un’insegnante forse disturbata lei pure e non proprio 2credibile in tal senso (tornatene in Ouat, Fata Turchina), e infine un risvolto narrativo che non potrebbe sorprendere neppure lo spettatore meno smaliziato. Okay, negli ultimi due minuti – e giuro, li ho cronometrati – succede qualcosa, ma andiamo: qualcuno nutriva ancora il minimo dubbio sul coinvolgimento di Abernathy nel giro di prostituzione di Shelby e Summers? Qualcuno non aveva già pensato che potesse trattarsi di una mera questione di cash? E questo sarebbe un plot twist? Avanti, Cuse, puoi fare decisamente di meglio.

No, non regge. Jere Burns resta un grande attore, ma la verità è che il suo personaggio – seppur presentato in maniera abbastanza suggestiva – ha poi subito una sorte di scrittura abbastanza triste, e se da questa storyline si svilupperà il cliffhanger per la seconda stagione, francamente faccio i miei migliori auguri a Cuse ed Ehrin perché si stanno scavando la fossa con le loro mani.

1Confido in un final season che riprenda il ritmo interrotto con l’episodio scorso, e che si concentri nuovamente sulla genesi della psicopatia di Norman Bates, che è l’unico nucleo narrativo di interesse. Di tutta ‘sta manfrina sul giro di prostituzione, francamente, ci siamo stufati già da un bel po’. Ultimo appello: ammazzate Bradley. Fatelo in fretta.

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