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Athena: l’urlo e il furore dei traditi – Recensione del film Netflix di Romain Gavras

Titolo: Athena ( film Netflix)
Genere: drammatico
Anno: 2022
Durata: 1h 37m
Regia: Romain Gavras
Sceneggiatura: Elias Belkeddar, Romain Gavras, Ladj Ly
Cast principale: Dali Benssalah, Samil Slimane, Anthony Bajon, Ouassini Embarek, Alexis Manenti

Dea della saggezza, delle arti e della strategia in battaglia, Athena era significativamente rappresentata sempre affiancata da elmo, lancia, scudo e mantello. Una vergine dedita a consigliare nei giorni di pace, ma anche a trasformarsi in guerriera spietata quando il tempo delle parole finisce e la guerra è l’unica voce che il nemico ascolta. Saggezza, arti, strategia, furore: ci sono tutti questi attributi della dea greca in Athena, il film di Romain Gavras, presentato in anteprima alla mostra del cinema di Venezia e disponibile dal 23 Settembre su Netflix. E si mescolano in una soluzione instabile che esplode in deflagrazioni concentriche che partono da una famiglia per finire ad essere specchio di una società incompiuta.

Athena: la recensione
Athena: la recensione del film Netflix

Tre fratelli per una promessa non mantenuta

Un militare in primo piano annuncia che verrà aperta un’indagine scrupolosa e imparziale per scoprire chi sono i poliziotti responsabili del pestaggio mortale di un ragazzino di origine magrebine residente nella banlieu a prevalenza islamica. Ad ascoltarlo c’è una folla di forze dell’ordine e pubblico ed è dal pubblico che si stacca un altro ragazzo per lanciare una molotov che è il segnale dell’inizio dell’assalto alla caserma per rubare armi ed equipaggiamento. Il caos si conclude con una fuga che porta gli assalitori a barricarsi nel forte in cui hanno trasformato il complesso di edifici che costituiscono il quartiere di Athena.

Abdel (Dali Benssalah), il soldato. Karim (Sami Slimane), il capo dei rivoltosi. Moktar (Ouassini Embarek), il boss del traffico di droga. Tre protagonisti del primo lungo piano sequenza che apre Athena. Soprattutto, tre fratelli che dovranno inseguirsi, evitarsi, scontrarsi per reagire ognuno a modo suo alla morte del quarto fratello che è proprio il ragazzino ucciso dai poliziotti o da chi si è spacciato per tale. È questa la storia di un film che si muove sui binari paralleli di un conflitto familiare e di una battaglia civica. Perché i tre rappresentano tre modi diversi di rispondere alla stessa ingiustizia. Che non è solo la morte di un ragazzino innocente, ma la consapevolezza di essere stati ingannati da sempre.

Liberté, egalité, fraternité. Tre parole iconiche diventate solo vuoti simulacri che nascondono le bugie che sono state dette a quegli immigrati di seconda e terza generazione costretti a vivere nei degradati quartieri dormitorio intorno ma lontano dallo splendore della ville lumiere. Persone la cui unica liberté è quella di scegliere in quale modo affrontare una povertà endemica. Figli rinnegati di una Francia per cui egalité significa per loro accomunarli nello stesso disprezzo. Naufraghi del fallimento delle politiche di integrazione che non è riuscita ad includerli in quella fraternité di cui ama vantarsi.

Athena è il seguito ideale di Les Miserables di Ladj Ly, non a caso coautore della sceneggiatura. Film che mostrano come le rivolte sociali nascono dalla rabbia di una promessa tradita.

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Athena: la recensione
Athena: la recensione del film Netflix

L’urlo e il furore quando la calma è impossibile

Athena è una storia fatta di tensione perenne alimentata dagli scontri tra la polizia in assetto antisommossa e i ragazzi asserragliati in quella che hanno trasformato in una roccaforte difficile da espugnare. Ma è anche un film dove un costante senso di ansia opprimente nasce dai tentativi disperati di evitare che tutto crolli. Un racconto dove a confrontarsi sono anche le diverse priorità dei personaggi in scena.

La rassegnazione fatalista degli adulti a cui interessa solo allontanare donne, vecchi e bambini perché sanno che da violenza nascerà solo altra violenza. La disperata corsa contro il tempo di Abdel che sa chi saranno le uniche vittime di qualunque guerra, giusta o ingiusta che sia. La cinica strafottenza di Moktar che ormai non crede in niente più che il denaro da guadagnare con ogni mezzo lecito e illecito. La feroce determinazione di Karim che è stanco di restare a guardare che nulla cambierà mai.

È un film dove si urla molto, Athena. Perché urlare sembra essere ormai l’unico modo di esprimersi quando parlare non è più possibile. Urla Karim mentre guida i suoi o quando vuole farsi ascoltare dai fratelli che non sono dalla sua parte. Al telefono urla in continuazione Moktar incapace di accettare che qualcosa o qualcuno osi sbarrargli la strada. Urlano i poliziotti semplici per darsi la carica quando devono scontrarsi con gli assediati. E urla, infine, anche Abdel quando prova a convincere Karim, quando deve imporsi su Moktar, quando tutto è perduto e non gli resta che accettare che tutto finisca come non avrebbe voluto.

Athena è anche, quindi, una lezione sulle conseguenze. Su quel che resta quando le parole giuste non sono state dette o quelle pronunciate si sono rivelate menzogne ripetute. Una triste epigrafe funeraria su quei discorsi che incitavano alla fiducia in una soluzione che non arriverà oggi, ma sicuramente un domani per poi accorgersi che quel domani non esiste. Un monumento fatto di suoni rimbombanti e rumori assordanti che mostra cosa accade dopo che ogni calma è diventata impossibile.

L’urlo e il furore di una generazione che ha visto i suoi genitori aspettare quel nulla che è l’unica eredità che hanno lasciato loro.

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Athena: la recensione
Athena: la recensione del film Netflix

La tecnica al servizio del racconto

Athena è ricco di temi importanti e buoni propositi, ma non è purtroppo esente da pecche. Su tutti una sceneggiatura che perde forza nelle parti centrali che mettono in pausa l’azione adrenalinica iniziale senza però offrire un calmante capace di tenere comunque desto l’interesse dello spettatore. Ne risultano sequenze che sembrano trascinarsi un po’ troppo dando l’impressione che si voglia aggiungere minutaggio più che portare nuovi elementi. Non è un caso che questo avvenga quando il film privilegia la linea narrativa legata a Jerome (Anthony Bajon) che è l’unico non legato ai tre fratelli. Se è chiara l’intenzione degli autori di offrire uno sguardo dall’esterno, la storia del poliziotto coinvolto suo malgrado nel climax della vicenda risulta un espediente ad hoc per arrivare a quel punto.

Pur con questi innegabili difetti di scrittura, Athena eccelle nel mettere i virtuosismi di regia al servizio della storia. Romain Gavras realizza lunghi piani sequenza che non vogliono essere mera accademica dimostrazione di bravura. Sono piuttosto necessità funzionali a rendere il senso di confusione, caos, violenza, smarrimento che provano i partecipanti agli scontri. La camera porta lo spettatore ad immergersi nell’azione perdendosi nella folla o restando addosso ai protagonisti. Ottimo il lavoro sul sonoro che contribuisce a costruire una esperienza completa, mentre la colonna sonora accompagna e sottolinea il ritmo dell’azione. La fotografia illumina la notte dei fuochi dello scontro e spegne il giorno nel grigio dei fumogeni. Tutti in parte gli attori con una menzione di merito soprattutto per l’intensità di Sami Slimane e la determinazione di Dali Benssalah.

Athena è un film imperfetto che ha però il pregio di mettere la tecnica del cinema al servizio dell’urlo e del furore di chi è stato tradito. E non è poco.

Athena: la recensione

Regia e fotografia
Sceneggiatura
Recitazione
Coinvolgimento emotivo

Una full immersion in una battaglia nata dall'urlo e il furore di chi ha visto troppe promesse non mantenute

User Rating: 0.05 ( 1 votes)

Winny Enodrac

Vorrei vedere voi a viaggiare ogni giorno per almeno tre ore al giorno o a restare da soli causa impegni di lavoro ! Che altro puoi fare se non diventare un fan delle serie tv ? E chest' è !

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