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Ash vs. Evil Dead

Ash Vs Evil Dead: Recensione episodi 2.01 – Home e 2.02 – The Morgue

Ash Vs Evil Dead

È tornata in onda la serie tv che tutti stavamo aspettando, quella più stupidamente e sessualmente scorretta, quella maggiormente coprofila, splatter e divertente: Ash vs Evil Dead. Dopo il finale della prima stagione abbastanza deludente, Ash torna con una serie di “holy shit” che culminano nella scena dell’obitorio nella seconda puntata. Al contrario della prima stagione, dove, dopo un pilota abbondantemente sopra le righe, la serie si era assestata, fisiologicamente, su toni più bassi, la seconda stagione ha iniziato a sparare cartucce come se non ci fosse un domani, dal sangue in abbondante eccesso della prima puntata, alla lotta con l’intestino sanguisuga e alle feci della seconda. E noi, come adolescenti arrapati, a saltare divertiti sul divano cercando di non vomitare i pop-corn (poiché questo è l’unico Ash Vs Evil Deadmodo per gustarsi appieno l’universo di Evil Dead).

La stagione 2 finalmente mette in scena quello che la stagione 1 aveva promesso e disatteso. Bruce Campbell e Lucy Lawless uno fianco all’altra per combattere il male, scalciando sederi e facendo volare sangue. In perenne conflitto con il suo passato, Ash è chiamato a tornare ad incarnare l’eroe di Evil Dead 3 (L’armata delle Tenebre), in barba al cazzone conosciuto in paese come Ashy Slashly. Un cambio di pelle che tuttavia il nostro responsabile del reparto ferramenta ha congelato e sepolto nel tempo, come quel povero rettile che invano ha tentato di sopravvivere ai cambi di stagione e alla fame all’interno della teca nella quale era stato dimenticato. Con la ripresa della narrazione, la lotta contro le Forze del Male diviene metaforica quanto mai prima d’ora. Ash dovrà infatti prima di tutto sconfiggere i demoni del proprio passato. Dal padre, che oltre ad avergli trasmesso un carattere e uno stile di vita cialtronesco (“Brock Williams ha il tronco duro giusto per voi“), ha rappresentato il primo villain da combattere e a cui dimostrare qualcosa, alla sorella Cheryl il cui ricordo viene stimolato in questa seconda puntata e la cui presenza è già stata anticipata in questa seconda stagione da diverse interviste (Cheryl è una delle vittime del primo Evil Dead, per intenderci, quella che viene stuprata dagli alberi e poi, una volta demonizzata, rinchiusa in cantina), fino ai compaesani, che lo considerano come l’unico responsabile dei massacri al cottage, in particolare lo sceriffo Emery, bersaglio di bullismo di Ash a scuola e Ash Vs Evil Deadora sposato con la fidanzata di quei tempi del nostro eroe.

Identica sorte sembra toccare a Ruby e a Pablo. Il demone ha praticamente fatto precipitare l’umanità all’interno di una piccola diatriba familiare. Dopo essere venuti a conoscenza dei figli, ecco delinearsi all’orizzonte la figura dell’ex compagno e trascorsi che poco hanno a che vedere con il Mulino Bianco. Parallelamente Pablo, contaminato dal Necronomicon, inizia a sperimentare i poteri di veggente già ampiamente diffusa nella propria rete parentale. Purtroppo per lui, ne è completamente succube. come fosse narcolettico; incubi che lo affliggono in qualsiasi momento, alternandosi alla realtà, ingannando anche lo spettatore. Una specie di Fantasma Diabolico puntualmente introdotto senza stacchi, con la conseguenza di lasciare ogni volta il povero Pablo in mutande, fin dal primo momento, quando la mano, animata da non si sa bene quale forza, comincia a disegnare autonomamente la figura mostruosa del libro dei morti, facendo evidente riferimento alla mano posseduta di Ash nei primi due film della saga. Un po’ più ai margini, al momento, la figura di Kelly, impegnata a menare le mani contro quasimorti e umani e a sparare battute come un’eroina monodimensionale qualunque dei film d’azione. Pur tuttavia, nel primo episodio, Kelly è la protagonista di un bagno di sangue e di un confronto con un suo doppio malvagio, che ormai avete capito a che cosa fa riferimento (in special modo il muro che sanguina).

Attualmente un po’ sacrificati, gli sparring partner di Ash tornano comunque sempre molto utili quando c’è bisogno di sfornare gag e citazioni per evitare che il racconto ruoti unicamente attorno al proprio protagonista (anche se Pablo rimane di gran lunga il personaggio di maggior respiro: oltre agli incubi, infatti, da chiarire le strane presenze che lo hanno aiutato nell’incontro con i figli di Ruby). Rischia infatti di essere questo il principale problema di Ash Vs Evil Dead. Da sempre racconto a personaggio unico, durante la prima stagione, quando si è provato ad Ash Vs Evil Deadallargare il punto di vista sugli altri due personaggi, la narrazione ne ha sofferto. In questi primi due episodi, invece, il supporto narrativo di Pablo e Kelly è stato ridotto ai minimi termini. Il citazionismo abbondante di questi primi due episodi, invece, tenta quasi di passare sottotraccia, diretto com’è ai veri drogati dell’intera saga, nascosto nelle più piccole pieghe del racconto che ad uno spettatore normale, anche ad un nostalgico affezionato, non balzano immediatamente all’occhio.

Da sempre, il modo migliore per spiegare l’epica di Evil Dead ad un miscredente ignaro di tutto è sempre stata una: sangue, demoni e botte da rendere ridicolo il wrestling, tutti elementi sopra le righe tenuti insieme da un’unico collante, il trash talking.Attualmente sei il capo di due sole cose” ricordava Ash ad Enrico il Rosso dopo il primo demone ucciso in L’Armata delle Tenebre “del cazzo e della merda”, elementi entrambi che ritornano puntualmente in questa seconda stagione. Credo che la scena dell’obitorio possa tranquillamente funzionare da spartiacque fra chi ama quest’universo e chi invece non lo può osservare nemmeno di striscio. Ash che sventra inutilmente cadaveri, una motosega inspiegabilmente all’interno di un obitorio, viscere che volano, inquadrature dal forte richiamo sessuale che indugiano su peni enormi, cadaveri vilipesi e abbondante idiozia. Se ridi sei dentro, se ti schifi solamente, sei fuori. Purtroppo per questi ultimi la lunga sequenza sembra essere una grande metafora di questa seconda stagione e di come il corpo ormai sia solo un contenitore vuoto, dentro il quale non è nemmeno possibile custodire segreti. Se di Home impazza in rete il video delle reazioni degli spettatori, aspetto di vedere cosa è successo durante la trasmissione di The Morgue. Nel frattempo Starz ha già annunciato di aver rinnovato la serie per una terza stagione. Frutto dell’incremento di spettatori: 63% in più nella difficile serata di domenica, quando i maggiori canali di serie tv sfornano i pezzi pregiati.

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2.01 – Home e 2.02 – The Morgue
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