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Ash vs. Evil Dead

Ash vs Evil Dead: Recensione dell’episodio 1.07 – Fire in the hole

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Ogni serie è un viaggio. Si parte con una premiere che deve convincere lo spettatore a salire a bordo per farsi poi scarrozzare lungo la strada che porterà alla destinazione finale cercando di tenerlo sveglio durante la più o meno lunga traversata e magari anche entusiasmandolo con il paesaggio intorno o un adeguati intrattenimento. Soprattutto evitando che chieda di accostare per scendere e non risalire più. Alle volte, seguendo le parole di chi ha detto che andare è più interessante che arrivare, la meta ultima del road trip non è una sorpresa perché le vie percorse l’hanno resa ormai chiara, ma questo può rappresentare un ulteriore motivo per non farsi lasciare alla prima fermata.

Ash vs Evil Dead: Recensione dell’episodio 1.07 – Fire in the holeÈ questo il caso di Ash vs Evil Dead. Perché le confusionarie avventure di Ash e del suo affiatato seguito sono dopotutto solo un prologo per ricondurre l’uomo senza mano e senza vergogna lì dove tutto è iniziato trenta e passa anni fa. A quella casa diroccata nel bosco che compare nella scena finale di questo episodio come indicato dalla mai dimenticata mano di Ash (versione ben più pericolosa della mano che faceva capolino nel salotto buono della Famiglia Addams). Preannunciata più volte da spezzoni del film ispiratore della serie, vista nel trip allucinogeno indotto dai funghi del Brujo e dal suo ripetitivo mantra (buena buena medicina, buena buena luz divina), non poteva essere altro che quella baita ormai diroccata il luogo dove avverrà lo scontro finale tra Ash e l’Evil Dead per il possesso dell’infausto Necronomicon (fuggito dai racconti di Lovecraft).

A questo duello ultimo, Ash decide di arrivarci da solo. Ed è questa la vera sorpresa di questo episodio dove, in realtà, non è che accada molto. Ash aveva già espresso questa sua intenzione nella tavola calda prima che l’ennesimo scontro con i demoni di turno permettesse a Pablo di mostrare un insolito coraggio, a Kelly di sfogare la sua rabbia affettando facce e sfondando crani, ad Amanda di unirsi alla squadra, alla serie di osare lo splatter anche contro bambini (cosa raramente vista in tv). Ma il ripartire tutti insieme sembrava indicare che le parole di Ash fossero state ritirate come confermato anche dall’intenzione di armarsi tutti nel campo della solita stupida milizia in cui arrivano all’inizio di questo nuovo episodio.

Invece, stravolgendo le premesse, alla fine Ash va via dopo aver espresso la sua gratitudine nei confronti del gruppo. L’eroe che sceglie di affrontare da solo la sua mortale nemesi proteggendo in questo modo gli amici fidati è un elemento classico e non dovrebbe quindi sorprendere. Ma Ash vs Evil Dead non è una serie classica e Ash è sempre stato dipinto come un egoista senza cattiveria che mette sé stesso al primo posto per riflesso involontario. Un twist, quindi, non nuovo ma comunque inatteso.

Ash vs Evil Dead: Recensione dell’episodio 1.07 – Fire in the holeAnche perché questo episodio aveva messo in pausa il viaggio di Ash e compagnia bella verso la casa maledetta con il chiaro intento di rafforzare lo spirito di gruppo. Il quartetto si divide in due coppie che ritornano ad interagire solo nel finale in modo da avere ognuna la possibilità di meglio prepararsi allo scontro con il demoniaco avversario. La prigionia forzata di Ash e Amanda permette alla procace poliziotta di acquistare piena fiducia nell’attempato playboy e a quest’ultimo di esibirsi nelle sue usuali guasconate che hanno l’inspiegabile capacità di cogliere sempre nel segno. La lotta con un Lem versione demone piromane è, in realtà, gestita in maniera troppo approssimata tra cherosene sparso in abbondanza e fiamme che non arrivano però mai ad incendiare la pericolosa miscela. Anche troppo semplice appare il modo in cui Ash e Amanda uccidono, infine, Lem sminuendo la tensione che la situazione sembrava voler creare. Ed anche troppo rapidamente Amanda passa dalla diffidenza degli scorsi episodi all’attrazione irrinunciabile per Ash le cui doti da conquistatore vengono esaltate per l’ennesima volta.

Ash vs Evil Dead: Recensione dell’episodio 1.07 – Fire in the holeVa meglio, invece, la parte con Pablo e Kelly sia perché i due sono ormai rodati nel ruolo di amici inseparabili (con buona pace della friendzone in cui è finito il baffuto ispanico) a cui sono delegati gli scontri più comici. Lo si vede bene dalla loro battaglia contro i miliziani posseduti uccisi mentre Kelly fa pratica col mitra e Pablo si interroga su quesiti esistenziali su quale arma rappresenti meglio sé stesso (e solo negli Stati Uniti delle armi per tutti una domanda simile potrebbe essere persino realistica). L’estrema facilità con cui i due riescono poi ad ingannare la milizia catturandoli tutti e liberando Ash e Amanda potrebbe essere vista come una caduta di stile, ma è anche possibile leggerla come un velato sfottò di tanti gruppi paramilitari che infestano le regioni centrali degli US.

Mentre Ruby ricompare emergendo dalle ceneri in tutta la nudità di Lucy Lawless certificando la sua natura non umana e gettando quindi molto più che un dubbio sull’autenticità della storia raccontata ad Amanda, la mano di Ash trotterella tra rami marci e foglie cadute verso il luogo iconico dove tutto è iniziato e dove anche questo viaggio dovrà finire.

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1.07 – Fire in the hole
  • In viaggio per casa
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