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Arrow: Recensione dell’episodio 5.01 – Legacy

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Arrow sembra essere tornato alle origini, ma non è dato sapere per quanto tempo. Una puntata? Tre? Per ora accontentiamoci di quello che abbiamo visto, un episodio passabile tranquillamente come il primo della terza stagione, non della quinta.

Il tema ricorrente di questo Legacy è: prendiamo la quarta stagione e archiviamola. Via la componente magica, ecco che rieArrowntrano le care vecchie mazzate che tanto avevano caratterizzato le prime stagioni di Arrow. Persino le scene d’azione sembrano più cinematografiche, con dei momenti al limite tra il trash e la genialità: quando Oliver si è salvato dalla caduta dall’elicottero con la sua freccia-paracadute non sapevo se ammirare l’idea oppure far finta di non aver visto nulla.

Due nuovi villain si palesano all’orizzonte: il primo è Tobias Church (un Chad Coleman ben diverso dal Tyreese de The Walking Dead), boss della criminalità vecchio stile che mette subito in difficoltà Green Arrow mostrando i muscoli ma anche un po’ di acume strategico. Per quanto questo personaggio possa apparire meno minaccioso di Darmien Darhk, Church è il simbolo del passo indietro fatto dagli autori, e quindi va apprezzato. Evidentemente Berlanti e co. hanno capito di aver scherzato col fuoco ed essersi bruciati. Forse.

Il secondo cattivone, almeno per i pochi secondi in cui lo si intravede, invece è a metà strada tra una idea riciclata ripresa da The Flash e un buon antagonista per Green Arrow. Questo tizio mascherato e armato di frecce che sembra il vigilante di Star City ma non lo è, ricorda infatti molto Zoom. Stesse abilità, ma cattivo. Certo, c’era già stato Malcom Merlyn e non può essere lui ancora. Ne abbiamo anche abbastanza delle facce vecchie, e in questo episodio si è capito che potrebbe esserci una ventata di novità in questo senso. L’idea Zoom 2.0, insomma, è riciclata ma potrebbe uscirne qualcosa di veramente buono se questo tizio mascherato avrà la decenza di non commettere gli stessi errori da Arrowquinta elementare commessi dal velocista nella passata stagione de The Flash.

Parliamo dulcis in fundo di Oliver: anche il suo personaggio, per volontà degli autori, ha fatto un deciso passo indietro. La piega “da buono” che avevano fatto prendere a Green Arrow non è piaciuta ed è stato uno dei motivi del fallimento della quarta stagione. E allora, ecco che Oliver con il suo senso di colpa per la morte di Laurel torna ad uccidere, difendendo su tutte le linee il suo atteggiamento. Affronta duramente Thea sulla questione, dicendole apertamente che se non avesse smesso di uccidere allora Darhk avrebbe creato meno problemi. A Felicity continua a ribadire che stavolta rimanere da solo per lui non è più un problema. Stiamo parlando di Arrow quindi meglio usare tanta cautela: ma qua potrebbe esserci puzza di sviluppo del personaggio. Lo so, lo so, sembra impossibile ma da questo primo episodio così sembra. Un Oliver che ha imparato dai propri errori e che non è disposto a farne altri. Ed ecco quindi che subito l’idea di essere pure sindaco gli piace un po’ meno perché, giustamente, gli ruba il tempo per fare il lavoro che conta veramente per salvare una città: il vigilante.

A tal proposito, questa voglia di rinnovare gli elementi del Team Arrow è da apprezzare. Poteva accadere in fretta e furia, e sarebbe stato scadente; invece qui si accenna solamente a qualche nome e qualche viso di alcuni teppistelli mascherati che girano in città difendendo i deArrowboli quando Green Arrow è impegnato. Non sarà un rinnovamento totale: Diggle ha avuto il suo momento in questo episodio e la sua presenza indica che avrà comunque un certo ruolo ancora da svolgere. Thea anche sembra essere cambiata, con la vita da vigilante quasi alle spalle. Nota stonata il fidanzato di Felicity, e non tanto per gli shippatori seriali ora alle prese con un attacco di cuore, ma perché se ne poteva fare pure a meno di quella scena.

In conclusione, il dubbio che Arrow abbia sfornato un solo episodio buono per poi sprofondare nella solita routine a cui eravamo abituati non va via, però mai dire mai. C’è stata qualche puntata passabile nel corso della scorsa stagione che faceva gridare al recupero, ma si è trattato di casi isolati e quindi per credere pienamente al “ritorno alle origini” è ancora presto. Ma meglio di niente, no?

E intanto a visione conclusa sorge un dubbio che mette un po’ d’ansia: dove sono, se ci sono, i tanto declamati effetti di Flashpoint?

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5.01 – Legacy
  • Ritorno alle origini?
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