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Arrow: Recensione dell’episodio 4.23 – Schism

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Quanta vuotezza mi lascia questo episodio di Arrow. Un finale di stagione dovrebbe riermpirci di emozioni, sbattacchiarci di qui e di là e lasciarci curiosi, senza fiato, desiderosi di avere di più. Ma questo Schism è semplicemente un sollievo. La conclusione di una stagione che a noi fan ha fatto davvero male, contorcendosi sempre di più in un abisso di assurdità e decisioni di trama che ci hanno fatto urlare a ripetizione “Perchèèèèèè!?!?!”.
Detto questo, bisogna giustamente ammettere che è difficile sperare di strappare un giudizio positivo quando il morale con cui si affronta un telefilm è ormai così basso. Il rischio è quello di vedere solo il peggio e non i lati positivi che da qualche parte ci saranno pure.

Il discorso ad effetto di Oliver da un tetto di una macchina sarebbe potuto essere potente ed emozionante ma a cosa pensava intanto il mio cervello?

– Tesoro tra 30 minuti il mondo sarà estinto e tu vai in piazzetta a fare un discorso difratellanza e la gente ti ascolta pure?
– Ollie, come ce l’hai fatta ad arrivare in centro (e a tornare) in 5 minuti con il casino che c’era?
– Che culo trovare tutta la popolazione di Star City in piazzetta a menarsi!
– Gente, perchè nel mezzo di una crisi nucleare state rubando televisori?

arrow Interrogativi legittimi. Come lo sono: perché non portare Curtis all’ospedale (e chi gli faceva il discorsetto se no?)? Perché le sorti del mondo intero ricadono nelle mani di una manciata di tizi mascherati? Cosa faceva il resto del mondo nel frattempo? Se cambi la traiettoria di un missile nucleare e lo fai cadere un po’ più in là, non pensi che poi le radiazioni possano essere un problema? Perché la capa suprema di ARGUS stava a fare filosofia con suo marito al posto di stare al quartier generale a dirigere le operazioni? E potremmo andare avanti all’infinito…
Scusate se non mi azzardo neanche a toccare il modo in cui Felicity e Curtis hanno deviato il missile che ci stava mettendo solo 300 ore a raggiungere il suo obiettivo. I miei neuroni si sono suicidati tutti insieme.

Hanno esagerato, dai! Quanti cavolo di missili erano in aria? 15.000!! Possibile che ci volesse così tanto per farne arrivare almeno uno su un bersaglio vicino? Ma sì, in fondo qualche chilometro delle Glades era sprofondato nel nulla solo la sera prima come se nulla fosse… è proprio vero che per vivere a Star City bisogna essere dei pazzi… o dei cretini.

Mi ero affacciata all’episodio nella speranza che il confronto finale tra Darhk e Oliver avrebbe potuto pearrowr lo meno esaltarmi. Che dopo cupole, eserciti di Fatansmi (ma questi stanno sempre nascosti dietro l’angolo in attesa che Dark annunci: “Ma non sono venuto solo! BWAHAHA!“?), stormi di missili, crisi di coscienza multiple… un bello scontro tra il nostro eroe e il super cattivo potesse seriamente riportare equilibrio emotivo con la sua semplicità. In fondo non mi dispiaceva, per quanto semplicistica fosse, l’idea della luce e dell’oscurità pronte a scontrarsi e che Oliver, dopo tanti discorsi di pesantezza infinita, potesse giungere effettivamente ad abbracciare anche la luce che necessariamente conviveva in lui con l’oscurità. Si sarebbe forse riusciti a trovare un arco narrativo consistente per questa stagione. Ma il tutto si è mischiato con gente a caso che andava e veniva, con twist da 2 centesimi, con discorsi profondi che avvenivano in momenti del tutto improbabili e con la memoria di Laurel, ormai elevata a santa, che aleggiava ovunque. Cosa avrebbe detto Laurel, cosa avrebbe fatto Laurel? Si interrogano tutti. E quando Darhk e Oliver finalmente se le danno, l’unica gioia è vedere il nostro che rimbalza in giro contro macchine e edifici. Perchè poi tutto si risolve in due secondi visto che la speranza è tornata a Star City e i Fantasmi hanno evidentemente finito i caricatori per i mitragliatori.

“Killing is the only path to justice!” Esclama un’amanda Waller versione flashback e non si capisce se sia effettivamente la voce di una psicopatica o il messaggio finale dell’episodio. BOH!

Parlando di flashback, vogliamo parlare di come Oliver, tra i vari modi possibili per uccidere una persona amica, decida che quello migliore sia spezzarle il collo a mani nude? Senza contare l’aver deciso di farlo in due secondi… probabilmente aveva il volo per la Russia in partenza. I flashback di questa stagione hanno toccato profondità abissali di orrore e sono stati coronati alla perfezione da questo episodio finale. Io ancora gli urlavo “ma butta sto idolo in mare dopo averlo frantumato!!”. Ma nessuno mi ha sentito. E poi, sinceramente, quante volte ti possono sparare Ollie senza che tu muoia per lo meno dissanguato?

Insomma, proprio nel momento in cui questa stagione avrebbe potuto ritirarsi un attimo in piedi per cavare il meglio dal fango creato, si perde ancora una volta in percorsi personali con poco peso, discussioni sul bene e il male che sanno ormai muffa centenaria e pericoli supremi che non arrowsembrano mai reali perchè appunto troppo esagerati. Emblematica è Felicity che decide di salvare l’anima del suo ex piuttosto che menarlo e rubargli il computer per riprendersi Rubicon. E quando lui muore lei gli dice “sorry!” quasi ridendo. E gli altri rientrano nella stanza correndo perché forse facevano esercizio mentre Felicity perdeva tempo a blandire il suo ex morente. Perchè, sceneggiatori! Perchè????

Brutto finale, brutto. A Oliver viene regalato il ruolo di sindaco, Laurel da morta torna ad essere la persona pesante che tanto avevamo odiato, gli altri si prendono una vacanza (anche se Thea in fondo si limita a starsene sul divano ad accendere 100 candele) e Olicity sembra una roba che non interessa più a nessuno e forse è così. Sapete cosa mi sarebbe piaciuto vedere come scena finale? Ollie e Felicity con in mano una paletta e una scopa a raccattare insieme i pezzi di un disastro.

Ragazzi, per fortuna è finita perché, non so voi, ma io non ce la facevo proprio più. Arrow ha dato tutto quello che aveva da dare e io non mi torturerò con un’ulteriore stagione. Saluto tutto sperando di dimenticare sta roba e di ricordarmi solo quanto è stato divertente all’inizio.

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4.23 – Schism
  • Coronamento di una brutta stagione
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