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Arrow: recensione dell’episodio 4.17 – Beacon of Hope

Mi piange il cuore nel dirlo, perché riponevo molte speranze in questa stagione e l’ho anche elogiata sulle prime, però qui siamo in altissimo mare e stiamo affondando nel modo più ignobile e ridicolo possibile. Pensare ad Edward Teach sconfitto a suon di paperelle di gomma; questa è la sensazione di patetico che purtroppo avverto al momento. Similitudini a parte, questo succede perché evidentemente alla CW stanno esaurendo le idee. Dopo un ritorno non proprio esaltante, con una evitabilissima Cupid, questa settimana torniamo a riciclare i cattivi della casa e peschiamo un altro nemico settimanale tra i più piatti visti fino ad arrowora: la ragazzina con le api robot che avevamo visto in Flash e che risponde al nome di Brie Larvan. Trasferendosi da una città all’altra la situazione non migliora, il personaggio purtroppo resta insipido e marginale, con un movente e dei modi d’agire perfettamente dimenticabili. In un altro momento forse avremmo anche potuto dire che passava inosservata a causa del plot principale, al momento piuttosto contorto, ma la verità è che si sono affidati di nuovo ad un personaggio piatto e scialbo, con ben poco da dire e da ricordare; non solo, ma volendo rincarare la dose, anche il plot principale può dirsi ad un punto morto.
Il processo a Darhk è servito solo per allungare il brodo (e forse per condannare a morte Lance) e concedere qualche episodio di tregua infarcito di cattivi settimanali, e l’unica cosa che sembrava destare interesse è del tutto morta al momento: l’Olicity. Non mi sento di biasimare completamente Felicity; scoprire che l’uomo che stai per sposare ha un figlio e te l’ha deliberatamente nascosto non è facile da digerire. Parliamoci chiaro, la madre del bambino non è un’ex agente del KGB e non avrebbe mai scoperto che Oliver aveva raccontato tutto a Felicity; bastava chiederle di tenere la bocca chiusa, una donna innamorata lo fa.

Detto questo però credo che a livello di sceneggiatura stiano leggermente gestendo male la questione; lei sembra più che altro una bambina indispettita a cui hanno portato via la caramella e che farnetica (basta l’ultimo sterile arrowscambio di battute sul finale dell’episodio), mentre lui sfoga le sue frustrazioni sul Team e su un povero Curtis che passava lì quasi per caso e voleva solo aiutare. In alcuni momenti mi sembra di scorgere un Oliver psicotico, incupito e cattivo quasi, come dovrebbe essere secondo la caratterizzazione ufficiale. E purtroppo, forse per bilanciare questa pseudo-tragedia, l’episodio viene sommerso di battute (rendiamoci conto che uno come Mr Queen conosce Harry Potter) e dal solito arrivo grottesco di mamma Smoak che spezza la tensione. Si perde, insomma, il mordente in meno di una frazione di secondo. A proposito di Curtis piuttosto: il ragazzo, tornando a casa, sembra voler quasi rivelare che non farà parte del team, ma con il temporaneo (perché di questo si tratta in realtà) abbandono di Felicity credo proprio che invece avremo il piacere di vederlo più spesso.

In mezzo a tutto questo mare di piattume e grottesco, perfino i flashback riescono ad avere un senso; ormai è chiaro che servono un po’ ad accostarsi alla questione idoli, elemento che riporta direttamente a Darhk. Certo, la coincidenza con cui ogni dettaglio della vita di Oliver sull’isola sia collegato al presente da un po’ da pensare, ma almeno ne abbiamo trovato il movente.

ArrowGli unici veri elementi che destano forse un minimo di attenzione sono da un lato l’aver abbandonato Darhk a sé stesso e dall’altro averci mostrato che Diggle Jr. non è certo un uomo nuovo; se il primo però è relativamente imprevedibile nel suo svolgimento, e quindi senz’altro interessante, il secondo fattore darà solo il via a qualche acceso scontro tra fratelli; elemento da non buttare via in una serie che punta molto anche sul potere spettacolare dei combattimenti, ma che resta poco consistente di per sé. Insomma, davvero ben poco per poter definire l’episodio riuscito, a fronte dei grossolani errori seminati vunque e che strappano un voto ai minimi storici per la serie.

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4.17 Beacon of Hope – il nostro giudizio
  • Insipido dall'inizio alla fine
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