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Arrow: Recensione dell’episodio 4.11 – A.W.O.L.

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ArrowAlmeno ogni anno ci becchiamo uno o due episodi a tema Argus, uno di quelli che spezza la tensione generale (quella maledetta tomba!) e serve a mandare avanti la storyline di qualche personaggio che non ha mai occasione di essere al centro della scena in modo approfondito (Diggle, Lyla). Insomma, uno di quelli che serve solo per fare accumulare minutaggio. L’episodio di questa settimana di Arrow è uno di quelli, una puntata di transizione verso storie sicuramente più interessanti, sicuramente più importanti. Credo che da ora in avanti i fan sfegatati di Felicity e Diggle leggeranno questa recensione con animo ostile. Ma proseguiamo con calma, e analizziamo le due trame principali che hanno costituito questo undicesimo ingranaggio di questa quarta stagione.

Diggle ed Andy gettano finalmente le armi e si riuniscono come una vera e propria famiglia. I due fratelli, da troppo tempo separati, si ritrovano fianco a fianco a difendere Lyla e l’Argus in una situazione delicata, quando a Star City arriva una vecchia conoscenza militare di entrambi, capo di una organizzazione interna all’Argus e all’esercito ovviamente criminale. Classica storia a lieto fine: la minaccia viene sventata, Andy “diventa buono” e la moglie, badass ma comunque da salvare, ovviamente si salva. ArrowCi lascia le penne però Amanda Waller, la cui morte da una parte ci lascia un po’ indifferenti, dato che non eravamo intimi al personaggio, dall’altra c’è da dire che si tratta dell’unico momento di tutto l’episodio dove accade qualcosa di veramente inaspettato (in realtà anche l’apparizione del Barone Reiter in questi flashback è stata interessante). Si spera che prima o poi questa morte avrà un peso e un significato per qualche personaggio un po’ più al centro della scena rispetto a lei (ma neanche tanto sotto i riflettori, a dirla tutta), come ad esempio Lyla. Quando l’anno scorso Ra’s è stato ucciso, si è trattata di una occasione perfetta per gli sceneggiatori per far occupare il posto rimasto vacante da un personaggio ricorrente, in questo caso Merlyn. Sarebbe una buona mossa, per quanto scontata, se adesso a capo dell’Argus magicamente ci fosse Lyla. Senza contare che è una bella presa di posizione all’interno del multiuniverso DC Comics. Far morire un personaggio come Amanda Waller è praticamente ammettere che l’universo televisivo è differente da quello cinematografico. I fan più appassionati possono mettersi l’anima in pace.

Tornando al discorso fratelli ritrovati, per quanto possa essere bello che i due si siano riappacificati, tutta la loro storia mi ha un po’ annoiato. Questo potrebbe però essere un mio problema, dato che comunque il personaggio di Andy è sempre stato centrale nell’evoluzione di Diggle anche quando era “morto”. Ora bisognerà capire se il suo arco narrativo è finito o se ci rivelerà qualche sorpresa. Se c’è un qualcosa che gli inutili flashback ci hanno fatto capire è che Andy è un maestro nel nascondere il proprio volto e le proprie intenzioni, quindi io non ci metterei troppo la mano sul fuoco sul fatto che adesso abbia voltato le spalle all’oscurità. Potrebbe anche esserci un’altra conclusione, ossia che da adesso vedremo un Diggle diverso, dato che sembra aver chiuso un’importante capitolo della sua vita, ovvero ritrovare il fratello.

L’altra trama fondante di questa settimana riguarda Felicity e la sua guarigione non tanto fisica, dato che la medicina umana non può far nulla contro la sua paralisiArrow, quanto mentale dopo il forte trauma subito. Per quanto il suo personaggio sia uno dei più amati, il recupero di tutta la sua sicurezza e il suo ritorno operativo all’interno del Team Arrow si svolge in maniera poco originale. Si passa per tutte le fasi di un classico recupero post-trauma fino al lieto e scontato fine. É vero che la ragazza ci ha raccontato di essere stata più di una settimana e mezzo rintanata in casa, ma forse gli sceneggiatori avrebbero dato maggiore credibilità al tutto se fosse rimasta in panchina per qualche episodio, facendoci così vedere una Felicity come non l’abbiamo mai vista, debole e insicura. Il fatto che lo è stata sì, ma per un solo episodio (in realtà mezzo) lascia un po’ con l’amaro in bocca. Rivederla in versione giovane goth in questo senso non aiuta, anzi sa di occasione sprecata per futuri flashback potenzialmente interessanti. In questo contesto sembrava quasi messa a caso.

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4.11 – A.W.O.L. - Il nostro giudizio
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