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Arrow: Recensione dell’episodio 4.08 – Legends of Yesterday

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Vorrei poter dire che il crossover dello scorso anno mi è piaciuto di più. Lo vorrei e confesso di averlo pensato per qualche minuto, dopo la fine dell’episodio. Eppure non riesco ad essere così radicale perché, ripensandoci, questo crossover non è stato migliore o peggiore rispetto a quello che aveva unito il mondo di The Flash e di Arrow, lo scorso anno, è stato fondamentalmente diverso. Mi aspettavo una copia, con tanto humor e tantissimo divertimento, ma né Flash né Arrow possono permettersi la leggerezza in un momento dove il loro mondo è minacciato (rispettivamente) da Zoom e da Dark. Il tono della narrazione e quindi più cupo e più intenso; buona parte della riflessione viene inscenata a Star City nell’episodio di The Flash e, viceversa, l’azione si concentra nella Central City di Barry Allen nell’episodio di Arrow. I due eroi scherzano un paio di volte sui rispettivi ruoli nelle due città: le decisioni le prende l’eroe che ci vive, non comandano entrambi in contemporanea. E’ una prova di maturità e rispetto reciproco che dimostra come il rapporto tra Barry e Oliver sia cresciuto ed evoluto, come i due eroi, a prescindere del passato e delle traumatiche esperienze personali, siano disposti ad fidarsi.

arrow_408_legend of yesterday_3Dopo aver capito che Vandal Savage è un pericolo più che consistente – Claudia ve l’ha già detto ampiamente nella sua recensione di The Flash aka prima parte del crossover – i due eroi decidono di fare una scampagnata e di coordinarsi lontano dalla città, sperando che Kendra recuperi i suoi ricordi e che li aiuti, con i ritrovati poteri, a sconfiggere questo essere immortale che le da la caccia. Lei è infatti una sacerdotessa guerriera e il suo amante, Khufu, principe egizio, ha sfidato Vandal nell’antico Egitto, solo per essere poi ucciso da lui e vedere Kendra morirgli tra le braccia (solo io ho apprezzato dei flash-back a sfondo Egizio, che non avevano a che fare con isole o parrucche?!). Il coordinamento del team, effettuato in fretta e furia, prevede troppi fattori incogniti e troppe incertezze nel piano per eliminare Vandal Savage. Un piano che, proprio in quanto fallace, porta tutti i protagonisti ad una prematura fine. Tutti meno Barry che, proprio come aveva rivelato a Cisco nella sua ipotesi, aveva visto il riflesso di se stesso ed aveva quindi presupposto che avrebbe viaggiato nel tempo.

Quello del viaggio nel tempo è un elemento delicato ma, in qualsiasi salsa la si metta, vincente – vedi lo scorso anno l’episodio 1.15 – Out of Time. Barry torna indietro nel tempo, all’incontro con Oliver e con Malcolm. Andando contro ogni logica confessa ad Oliver di conoscere il futuro e di sapere come si evolveranno le cose, come perderanno a causa della poca concentrazione dell’eroe con arco e frecce. Perché un punto fondamentale (che non posso permettermi di oltrepassare) è il fatto che Oliver e gli altri muoiano a causa dell’ostinazione di Oliver, a causa di un suo errore. Come aveva promesso Berlanti la scena tra Oliver e Felicity è straziante. Dopo tutti i passi avanti che i due hanno fatto, dopo tutte le cose che hanno affrontato, Oliver decide di non rivelarle di suo figlio, decide dunque di tenere un segreto che sa benissimo essere troppo potente ed importante per essere scartato da quella donna brillante ed intelligente che è Felicity. Certo, anche lei ci mette del suo con una rottura un po’ brutale e forse troppo frettolosa, ma la fiducia è un argomento su cui non si scherza, lo sanno bene entrambi.

arrow_408_legend of yesterday_2Quando Barry rivela ad Oliver del test di paternità e quindi del litigio con Felicity, Oliver sembra capire il suo errore, riflettere su un passato che non ha vissuto e, quando gli viene offerta su un piatto d’argento, sfrutta la sua seconda possibilità. Affronta Vandal non da solo, come aveva fatto, bensì con tutti i suoi amici e alleati a coprirgli le spalle. Oliver può essere tante cose ma non è stupido, capisce quando sbaglia. Resta tuttavia un uomo che è orfano e a cui Barry confessa che non è facile crescere senza un padre. Oliver non sa cosa voglia dire fare il padre ma il desiderio di restare accanto a suo figlio è troppo grande per poterla semplicemente ignorare.

Ecco allora che sceglie, per la seconda volta, di mentire a Felicity. Ecco allora che, in tutto il mondo, si sentono migliaia di cuori frantumarsi in mille pezzi: perché siamo fangirl ma non siamo stupide. Sappiamo tutti, troppo bene, cosa significhi questa bugia, questa seconda bugia: Felicity lo scoprirà e, proprio come quella prima volta, sarà la fine. La sabbia ha iniziato a scorrere nella clessidra e, per quanto desideri ardentemente sbagliarmi, so che la fine degli Olicity per come li conosciamo è vicina. Pericolosamente vicina. C’erano mille e un modo per aggirare il divieto della donna che è la madre di suo figlio eppure Oliver ha scelto di ignorarli tutti, e per questo pagherà le conseguenze.

arrow_408_legend of yesterday_5Una storia che invece è finita senza troppe lacrime è quella tra Kendra e Cisco. Diciamoci tutti la verità: sapevamo che sarebbe finita nell’attimo in cui l’abbiamo vista, dato che siamo tutti consapevoli del suo ruolo in Legends of Tomorrow. Cisco si comporta nel modo migliore possibile per uno che scopre che la sua ragazza è una sacerdotessa reincarnata e che ha un vero amore che la cerca in ogni loro vita. Quell’amore, purtroppo, non è lui. Cisco aiuta Kendra a scoprire i suoi poteri e con una certa soddisfazione vediamo che lui riesce lì dove Carter aveva fallito (nel passato che poi si è resettato). Kendra non sarà stata la donna perfetta per Cisco ma, per una volta, mi piaceva saperlo felice. Speriamo che trovi qualcuno alla sua altezza (so di essere l’unica ma sappiate che mi è partita la ship Caitlin/Wells, ed ho detto tutto).

A differenza della prima parte del crossover, la seconda vede molta più azione. Non parlo soltanto di lotta ma più in generale dell’espediente  del viaggio nel tempo che, come già dimostrato in passato, fornisce un ritmo ed una novità alla narrazione che, proprio in quanto rara e poco comune, è impossibile da non apprezzare. Grant Gustin e Stephen Amell ritrovano una sintonia che non è mai realmente perduta, dimostrando come i due team non solo funzionino ma costituiscano addirittura un trampolino di lancio per una futura generazione di eroi – leggende del domani, appunto.

arrow_408_legend of yesterday_4Mancano nell’episodio Caitlin e Wells, che avevano ‘già dato’ nell’episodio di Flash e che quindi non partecipano all’allegra scampagnata. Non si vede neppure l’ombra di Ray Palmer, che invece mi sarei aspettata venisse chiamato in soccorso dei suoi futuri compagni, e neppure Sara si vede all’orizzonte. Emerge (letteralmente) dalle ombre Malcolm Merlyn, che aiuta Oliver ma solo per il suo personale tornaconto – c’era da aspettarselo, dopotutto. La sua partecipazione è minima ma comunque fondamentale, dato che da l’occasione a Barry di fare alcune delle battute più divertenti di questi quaranta minuti. Battute che, sottolineo, nonostante un ambiente più cupo, non mancano di certo.

Episodio molto diverso dal crossover dell’anno scorso ma che, con un buon dosaggio di magia e azione, consacra il secondo crossover ben riuscito in a row. Sappiamo già che rivedremo insieme Barry e Oliver (anche se non sarà in circostanze piacevoli) e grazie a questo episodio possiamo anche formulare una teoria abbastanza precisa su chi possa trovarsi nella tomba su cui il giovane Queen piange ad inizio stagione (devo davvero dirlo o indovinate da soli?). Al prossimo crossover o, più semplicemente, alla prossima puntata!

P.S. Se non avete ancora visto il promo dell’episodio 4.09 NON FATELO! Perchè…

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4.08 - Legends of Yesterday
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