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Arrow: Recensione dell’episodio 3.18 – Public Enemy

Per la prima volta in tutta la serie, il nemico pubblico è diventato Oliver Queen. Il piano di Ra’s al Ghul di trasformare Starling City in un’arma che si rivolta contro il suo stesso vigilante è andato a gonfie vele, la sua battaglia personale contro Oliver per renderlo suo erede è arrivata a tal punto da “vendere” l’identità segreta del fu miliardario al Capitano Lance e quindi a tutta la città per non dargli più nessuna via d’uscita.

L’episodio getta subito lo spettatore in una situazione adrenalinica, per poi disperdersi in due sotto trame molto inutili: la freccia che si stava per beccare la pArrow_PublicEnemy4overa Felicity è invece arrivata dritta nel petto del suo salvatore Ray Palmer, che passa tutto l’episodio in ospedale dando avvio alla prima trama secondaria abbastanza noiosa. Il ritorno della madre di Felicity non ha portato chissà quale ventata di novità: alla fine i suoi consigli non fanno altro che rendere la bionda ancora più confusa. L’altra trama parallela di questa puntata, il solito flashback nel passato, per quanto forzato e banale mi sia sembrato (la sorella gemella di Shado? Ma davvero? Che colpo di fortuna!), ha almeno avuto una sua “utilità”: Oliver, dopo essersi riunito in maniera rocambolesca all’intera famiglia Yamashiro, ha imparato il valore della verità da Mei, che non aspettava altro che la rivelazione finale sul fato della sua intera famiglia. Una lezione di cui l’Oliver del presente farà tesoro per poter affrontare serenamente l’ultima via che gli è rimasta: costituirsi.

Ed è proprio il come si è arrivati a un Oliver Queen smascherato e ammanettato che rende questa puntata scoppiettante ed avvincente: è questa la trama trainante che salva l’episodio quasi a pieni voti. Ra’s al Ghul orchestra la sua trappola in modo diabolico e geniale: a causa sua l’immagine pubblica dell’arciere verde è completamente rovinata. E’ un criminale che non fa distinzione tra le persone a cui prende la vita, che siano assassini, poliziotti o funzionari municipali e tutta la città sembra ormai essersene convinta. Ra’s punta a non dare vie d’uscita al povero Arrow_PublicEnemy3Oliver, gettandolo in una trappola per darlo in pasto ai poliziotti: tra inseguimenti rocamboleschi e proiettili miracolosamente evitati (come sempre), riesce a mettersi in salvo. Oliver si ritrova alle corde nel momento in cui il Demone gioca la sua carta principale, rivelando al Capitano Lance la vera identità di Arrow. Eppure, credo che non si aspettasse (e non abbiamo avuto modo di vedere la sua reazione) la mossa di rimando di Oliver: piuttosto che essere a capo di una schiera di fanatici esaltati, decide di affrontare la giustizia e di essere rinchiuso in celle che, a confronto, quelle della nave di Lian Yu sono camere di un albergo a cinque stelle. Dovrà essere rimasto veramente deluso Ra’s, anche se dubito che se Oliver fosse realmente stato incarcerato sarebbe rimasto dentro per molto tempo. La Lega avrebbe almeno assaltato la prigione e costretto, in qualche altro modo, l’arciere a rivedere le sue decisioni. In effetti se anche adesso dovesse restare libero, la sua vita non sarà più quella di prima: dovrà girare più cautamente in giro per la città, tentando di proteggere persone che volevano sparargli o salvarne altre che non lo guardano in modo diverso dai comuni criminali da strada. Tutta Starling City ormai farà fatica a dimenticare il binomio Arrow-Oliver Queen.

Ra’s al Ghul trova campo fertile su cui seminare: il capitano Lance è determinato più che mai nel consegnare alla giustizia quello che ormai ritiene essere un pericoloso criminale. A muoverlo non è soltanto la morte di Sarah, ma anche il senso di colpa per non essere intervenuto prima sulla questione. Il suo monologo alla fine fa riflettere: “You’re a villain” dice ad un Oliver attonito, dopo avergli sbattuto in faccia tutta la lista di persone che non è riuscito a salvare. E’ vero che è offuscato da motivi personali, ma il suo punto di vista sul vigilantismo fa riflettere anche gli spettatori di un mondo dove nessuno si sognerebbe di indossare maschere saltando da un palazzo all’altro.Arrow_PublicEnemy1

Con Oliver in possesso di un biglietto solo andata per Iron Heights, il Team Arrow inizia a dare di matto: c’è una scena in cui Roy, Diggle e Felicity sembrano essere smarriti come quando credevano che Oliver fosse morto dopo il duello. La mossa avventata è quella di Roy: consegnarsi al posto di Ollie confessando di essere lui il vigilante verde. Se il rapporto tra i due fosse stato approfondito un po’ di più potrebbe sembrare un grande gesto di amicizia. Ma proprio perché non abbiamo avuto molte opportunità di vedere Roy e Oliver sviluppare una amicizia un pelo più profonda all’esterno del loro “lavoro”, questa scena finale perde un po’ di spessore. Roy si costituisce principalmente perché sente di essere dalla parte del torto, sente di essere il “villain” della situazione. Staremo a vedere se è solo l’inizio di un piano più dettagliato orchestrato con Felicity e Diggle, oppure se si stratta realmente di un estremo sacrificio per liberare Oliver.

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