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Arrow: Recensione dell’Episodio 3.03 – Corto Maltese

Corto Maltese è un episodio che potrei definire ‘filler’, se siete familiari con il termine: un episodio che, ai fini della trama, non ha nessuna particolare rilevanza, al di là della decisione di Thea di tornare a casa. Con questo non dico assolutamente che sia un episodio inutile ma, anzi, per una volta sono lieta di vedere Diggle al centro dell’azione e Oliver fargli da spalla, con quelle tipiche espressioni preoccupate per cui probabilmente deve esercitarsi quindici minuti davanti allo specchio ogni mattina. L’anno scorso mi ero ritrovata a recensire un episodio simile, quello incentrato su Diggle appunto, e non ne ero stata entusiasta per una serie di ragioni che, stavolta, non interferiscono con il mio giudizio ma, anzi, mi fanno dire con maggior sicurezza che Diggle in versione papà-orso, nel bel mezzo dell’azione, ci piace e viene arrow_303_3promosso a pieni voti! Ma facciamo un passo indietro.

Dopo aver capito che trovare l’assassino di Sara non sarà facile come aveva immaginato, Oliver capisce di non poter più perdere persone a lui care, soprattutto se è ancora in tempo per evitarlo, e quindi parte alla volta di Corto Maltese (ultima posizione conosciuta di Thea, per gentile concessione informativa di Felicity). Se inizialmente Diggle vede la partenza di Oliver come un’opportunità per trascorrere del tempo con la propria famiglia, Lyla gli chiede di andare anceh lui per verificare se un suo amico, un agente stanziato appunto in quella stessa isola, Shaw, non sia nei guai. Oliver quindi parte per rintracciare Thea, Diggle per scovare Shaw, mentre Roy… beh, non ha comunque nulla da fare quindi si aggrega volentieri alla ciurma. Arrivato sull’isola, Oliver ritrova finalmente Thea, ma solo per scoprire che la ragazza non ha nessuna voglia di tornare a casa. La scelta di Oliver di dirle la verità – malgrado poi le confessi solo un piccolo segreto, tacendo parti di cui Thea è già a conoscenza – è una scelta coraggiosa e questo va riconosciuto ma, d’altra parte, la scelta di Thea di non dirgli di Malcolm può essere considerata una bugia uguale se non maggiore di quella di suo fratello. Se la coerenza non ha ancora cambiato definizione sul vocabolario, come fa una ragazza che ha preteso la verità, praticamente arrow_303_5scappando dall’altra parte del mondo, essere così decisa a non aprirsi a sua volta? O tutto o niente, Thea, o tutto o niente.

Nel concedere tempo alla sorella per processare la decisione di tornare o meno a casa, Oliver fa da spalla a Diggle, sulle tracce di Shaw. Se inizialmente quest’ultimo gli fa credere di essere sulle tracce di una lista rubata che va assolutamente recuperata – poiché contiene nominativi degli agenti sotto copertura e delle rispettive famiglie – successivamente si scopre che è proprio lui, Shaw, a voler vendere la lista. Perché? Perché costituisce il suo biglietto di uscita dalla ARGUS, dice lui, perché non può più sopportare quello che la Waller ha preteso da lui, le cose che l’ha costretto a fare. E’ forse la consapevolezza che Lyla ha dovuto affrontare lo stesso problema morale a convincere Diggle a non uccidere Shaw ma a lasciarlo andare, dopo aver recuperato la lista. Due considerazioni: malgrado sia stata una sequenza spettacolare e bella dal punto di vista visivo, mi è sembrata alquanto esagerata la battaglia su tre fronti che è stata messa in piedi per recuperare la fantomatica lista, senza poi parlare di Oliver che si è improvvisato MacGyver, come se ancora non sapessimo che è in grado di fabbricare un arco anche avendo a disposizione uno stuzzicadenti e del filo interdentale! Considerazione numero due: la curiosità sale a livelli stellari dopo la rivelazione di Shaw circa la Waller e arrow_303_4viene voglia di scoprire al più presto cosa abbia fatto questa donna ad Oliver e cosa, in futuro, sarà in grado di fare a/con lui o, ancora, a/con Lyla. Ma siamo solo agli inizi, quindi abbiamo tutto il tempo per scoprirlo.

Divertente e quanto mai adatta, invece, la storia di Felicity e del suo nuovo lavoro. Malgrado i nostri sogni e le nostre speranze di accaniti fan Olicity siano stati frantumati in mille pezzi, è stato bello vedere Felicity affermare la propria indipendenza e dire ‘Basta, io valgo più di questo, mi merito di più’ e quindi accettare il lavoro offertole da Ray Palmer. L’ufficio di Oliver adesso è suo e non è più lei a dover portare i caffè agli altri ma sono gli altri a doverli portare a lei, dal momento che ha anche un assistente esecutivo. La collaborazione con Palmer sembra iniziare bene, dal momento che il suo capo non batte ciglio nemmeno davanti alle diecimila telefonate che Felicity non può spiegare, che siano di Oliver o di Laurel. Che poi Palmer tiri fuori lo sguardo omicida e si metta a guardare i progetti di armi e carri armati? Tutt’altra, inquietante storia.

arrow_303_2Non ci resta quindi che spendere due parole su Laurel. La discutibile scelta di non dire a suo padre della morte di Sara si fa sempre più pericolosa, dal momento che la porta a considerare di divenire lei stessa una giustiziera mascherata (il passamontagna, Laurel, davvero?). Purtroppo non avendo né allenamento né muscoli, la sua crociata finisce molto prima di poter perfino iniziare. Se ne rende conto anche lei, chiedendo quindi a Oliver di allenarla. Peccato che Arrow non sia un sensei qualsiasi, soprattutto considerato che Sara non vorrebbe mai che sua sorella seguisse la sua strada. Ciò non lascia a Laurel se non l’unica soluzione di allenarsi nella boxe con un’insegnante più che qualificato (che, volendo essere veggenti, potrebbe tranquillamente diventare il suo futuro più-che-amico).

Come già detto, puntata piacevole ma non essenziale, che lascia tuttavia piccoli spunti molto interessanti che sono soltanto in attesa di essere approfonditi maggiormente.

Considerazioni sparse (o PostMortem):

– Thea che vive la sua personale visione di Karate Kid, con tanto di cera bollente. Chissà se è contenta ora.

– Le piccole gioie settimanali: Laurel in un letto d’ospedale, piena di lividi e ridotta ad uno straccio. Magari è la volta buona che impara a non prendersela con quelli più grossi di lei (chiunque più grande di una mosca, quindi)

– Papà Diggle: l’amore!

– Felicity che chiede un permesso per andare a Star City: crossover in arrivo!!!

– Nissa che arriva per cercare Sara: tardi tesoro, tardi 🙁

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