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Arrow: Recensione dell’episodio 2.18 – Deathstroke

Eccoci qui, come ogni settimana, a cercare di venire a capo dell’intricata grande storyline che è la vita del nostro supereroe DC preferito. Il season-finale si avvicina ad una velocità sempre più accelerata e, negli ultimi episodi, ci è sembrato di non riuscire ad arrivare alla fine dei quaranta minuti senza che ci manchi un po’ di ossigeno. Questa volta la chicca ce la piazzano già all’inizio dell’episodio, con lo studiato e macchinoso rapimento di Thea da parte di Slade (non sto qui a commentare il fatto che Thea tutta triste per la slinguazzata di Roy con un’altra, se ne girava DI NOTTE da sola per le strade fumose di Starling City, vabbè).

Ma mentre col cuore già preparato c’aspettavamo una qualche sorta di punizione fisica da parte di Slade, forse addirittura la morte di Thea, dopo poco ci rendiamo conto che l’obiettivo dell’ex amico di Ollie è di insinuarsi talmente sottilmente nelle menti di chi circonda Arrow, da creare il caos tra gli amici e i familiari lasciandoli però in vita tutti, almeno per il momento:Deathstroke infatti, al rapporto già incrinato di Oliver con la madre a causa della notizia della paternità di Malcom Marilyn di Thea, si aggiunge una rottura che, al momento, sembra definitiva per Speedy, la quale viene anch’essa a conoscenza della notizia direttamente da Slade (i due escono a tarallucci e vino dal suo rapimento), il quale non manca di omettere la complicità di Oliver nel tentativo di mantenere segreta la cosa.

Arrow comunque riesce a mettere fuori gioco Slade con l’aiuto di Black Canary e Roy (ah, 1/6 della Justice League in azione non dispiace mai!) e manda una soffiata al tenente Lance, che arresta Slade. Ma le risorse del nostro antagonista sono tante, e con prove false dimostra di essere stato all’estero fino a poche ore prima del rapimento, e addirittura offre una ricompensa per chiunque riesca a ritrovare Thea (Slade è la nuova Santa Maria Goretti di Starling City). Ma visto che Oliver impersonifica quel motto secondo il quale “i mali non vengono mai da soli”, spunta a fagiuolo una riunione alla Queen Consolidated alla quale non può mancare.

Deathstroke

Dopo un po’ di scene e moine in cui quasi ci convince del fatto che vuole cercare di far quadrare tutto, delega ad Isobelle la sua carica di amministratore (scrivendolo sull’angolo di un foglio di carta GIALLO… sì lo so, do troppa importanza ai dettagli insignificanti quando fuori sta scoppiando la guerra!). Sì, mai scelta fu più azzeccata, perché in un cambio tempestivo di abbigliamento (in questo episodio sarà passato da Arrow a Oliver tipo dieci volte in dieci minuti) si rende conto che Isobelle non è altro che un’alleata di Slade, per ordine del quale toglie ad Oliver un altro tassello importante della sua vita: l’azienda, l’unico legame che Oliver avesse ancora con il suo defunto padre.

Nel frattempo, il caos scoppia anche con Roy che inizia a sentirsi in colpa per aver abbandonato Thea senza dirle la verità riguardo il mirakuru e di essere stato la causa del suo rapimento da parte di Slade. DeathstrokeInsomma, come un tizio superstite da 5 anni passati su un’isola deserta, ritornato a nuoto sulla terra ferma, un po’ scoppiato e con tante pippe mentali (no, perché se Shado gli appare da quando stava sull’isola, stamm bell Slade!), abbia fatto a far crollare nel giro di poche ore la vita di Oliver, ancora dobbiamo scoprirlo, ma sembra piuttosto determinato a non fermarsi: riesce infatti anche a far arrestare il tenente Lance per cospirazione e a liberare una serie di prigionieri che possano fargli da cavia per il mirakuru sviluppato dal suo sangue. Vorrei poter dire che l’agenda di Slade si sia fermata, ed invece trova tempo persino di fare visita a Laurel (che apre la porta senza chiedere chi è dopo che è stata aggredita un episodio sì e pure l’altro, ne vogliamo parlare?), ma ancora una volta riesce ad ottenere il suo scopo senza alzare un dito: confessa a Lauren che Oliver, in realtà, è Arrow (e dunque l’unico a non conoscere l’identità di Arrow ora è solo il barista del Verdant, per il resto lo sa ormai IL MONDO). Comunque, Deathstroke è alle porte, così come la sua ira funesta che non sembra volersi placare. Cosa ci attende nelle prossime puntate?

PERSONAGGIO DELL’EPISODIO: Non mi dilungherò molto come sempre: ovviamente, Isobelle. La serie, a mio avviso, aveva ardentemente bisogno di una sgualdrinella da quattro soldi che non avesse una personalità fortemente delineata e che sopprimesse l’aria drammatica che si respira ad ogni episodio sempre di più. Eh, appunto, Isobelle. E invece no, si scopre essere un’alleata di Slade, anzi, io ho anche mezzo capito che sia la figlia. Ma vabbè, comunque, e chi se lo aspettava?! Questo sì che è un vero colpo di scena da 10+.

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